Slot machine
SERGIO OLIVERIO / Imagoeconomica
Economia

Slot machine, il business per lo Stato

In ballo c’è una cifra compresa fra i 77 e gli 84 milioni di euro. A tanto corrisponde, secondo le stime che circolano in queste ore ai piani alti dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, il maggior gettito fiscale che lo Stato attende dalle 4 mila licenze per le slot machine di nuova generazione (le cosiddette Vlt) che saranno operative a partire dal 2014. Lo stesso importo che, in base all’ormai celebre emendamento al decreto “salva Roma” presentato a Palazzo Madama dalla senatrice Ncd Federica Chiavaroli e votato dall’intera maggioranza, l’amministrazione centrale taglierà ai suoi trasferimenti per gli enti locali che introdurranno misure restrittive per i giochi pubblici riservati allo Stato.

In pratica, le minori entrate erariali derivanti dalla stretta sulle slot che in questi mesi ha coinvolto decine di sindaci di ogni colore e latitudine saranno compensate “punendo” proprio i comuni più virtuosi su questo fronte. La giustificazione, ineccepibile dal punto di vista amministrativo, è che chi non concorre alla maggior produzione di reddito non dovrebbe beneficiare della successiva redistribuzione di parte dello stesso. Ma la norma, interpretata a torto o a ragione come un regalo del governo Letta alle lobby dell’azzardo, ha fatto insorgere amministratori locali, movimenti, associazioni e persino la Chiesa, che da anni combatte una dura battaglia contro la proliferazione delle “macchinette”.

Il segretario del Pd Matteo Renzi ha subito imposto la retromarcia e l’emendamento verrà probabilmente ri-emendato prima dell’approvazione definitiva alla Camera. Ma la soluzione è tutt’altro che scontata per motivi legali e contabili. Lo scorso novembre con un bando di gara pubblico il ministero dell’Economia, tramite Aams, ha assegnato 4 mila nuove concessioni per apparecchi da intrattenimento singoli, che andranno ad aggiungersi agli attuali 57 mila. E ha già iscritto alla voce “attivi” del bilancio di quest’anno i 60 milioni (15 mila euro per ogni nuova slot che entrerà in funzione) incassati con la concessione. Insomma, impossibile tornare indietro pena contestazioni infinite da parte degli operatori vecchi e nuovi.

Ma c’è di più: nei piani di via XX Settembre l’installazione delle nuove Vlt dovrebbe produrre da subito nuovo gettito per una cifra anche superiore. Se si prendono come parametro di riferimento i preconsuntivi del 2013 appena elaborati dall’agenzia specializzata Agipronews su stime della stessa Aams (1,1 miliardi assicurati al fisco dalle 57mila macchinette già in azione, con una raccolta in controtendenza che cresce del 5,2 per cento rispetto al 2012), c’è un’ipotetica entrata aggiuntiva di almeno 77 milioni che verosimilmente saranno messi a bilancio per il 2014. E che, se verranno a mancare in tutto o in parte, saranno sottratti – così recita l’emendamento sotto attacco – “in maniera residuale e proporzionale fra gli enti locali che abbiano approvato norme in materia di gioco che determinino minori entrate erariali o maggiori spese statali”. La riduzione quindi sarà corrispondente all’entità delle minori entrate o delle maggiori spese. Ma a quel punto anche i comuni che a loro volta, legittimamente, avranno già varato le loro previsionali 2014, rischiano di doverle rivedere. O in alternativa di trascinare il ministero davanti al Tar del Lazio. Insomma, il ministro Fabrizio Saccomanni potrebbe dover individuare, ancora una volta, nuove coperture.

Non è la prima volta che questo governo sbaglia le previsioni relative alle slot: appena un mese e mezzo fa, infatti, Aams ha comunicato che la sanatoria stabilita dall'esecutivo nei confronti dei dieci concessionari di slot stati condannati dalla Corte dei Conti per il distacco dalla rete Sogei tra il 2004 e il 2007, aveva raccolto poco più della metà dei denari preventivati: 235 milioni circa contro 480. E visto che quella somma avrebbe dovuto essere destinata in toto a coprire l’abolizione della seconda rata Imu, anche il quel caso il governo dovette ricorrere a misure alternative come il ritocco delle imposte di bollo e delle accise su benzina e tabacchi. Operazioni al momento congelate perchè è attesa per il 31 gennaio 2014 l’apertura del processo di secondo grando contro gli altri operatori che non hanno aderito al condono, e che in primo grado erano stati condannati a versare complessivamente 1,3 miliardi. Insomma, il caos giuridico e contabile sulle slot è destinato ad accompagnare gli italiani ancora per un bel pezzo.

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