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(Marco Canoniero LightRocket via Getty Images)
Calcio

Il calcio apre ai fondi ma ancora una volta non c'è nulla di definitivo

Avanti piano, ma avanti. La Serie A prova ad uscire dal periodo più difficile della sua storia recente, con i bilanci dei club messi sotto stress dall'emergenza Covid e un prodotto in lento ma costante declino, con una svolta di cui si cominciano a delineare i tratti senza, però, che si arrivi al via libera definitivo.

Il voto all'unanimità con cui i 20 club del massimo campionato hanno avviato la creazione di una Media Company da cedere per una quota di minoranza (10%) a una cordata di fondi è un passo senza precedenti, ma solo il primo di quelli necessari per arrivare al traguardo. Nelle intenzioni delle società aiuta a reperire denaro immediato e pone le basi perché dal 2021 uno dei settori chiave dell'entertainment business nel nostro Paese sia finalmente gestito con criteri manageriali.

All'apparenza ha perso la vecchia logica dei veti incrociati, quella per cui il potente Claudio Lotito ha tentato fino all'ultimo di far saltare il banco anche questa volta, finendo in minoranza e allineato al resto del gruppo. Nella realtà la partita non è ancora del tutto chiusa e i presidenti,come tradizione, hanno preteso di tenere i fili in mano in alcune delle decisioni chiave, dalla scelta del partner tra le due cordate in corsa alle regole di governance che saranno il fulcro della riforma.

COSA SUCCEDE CON L'APERTURA AI FONDI

In concreto i presidenti della Serie A hanno dato il via libera a una struttura secondo la quale d'ora in poi i diritti tv e commerciali del campionato saranno spostati in una Media Company di nuova costituzione che dovrà trattarne la valorizzazione a partire dal bando per il triennio 2021-2024. Una svolta che potrebbe portare sul mercato italiano soggetti fin qui rimasi esclusi. Il tempo del duopolio Sky-Mediaset è finito e anche l'attuale impianto, con l'OTT Dazn entrata in corsa nelle ultime settimane del precedente bando, sarà rivoluzionato. L'idea è di aprire a nuove piattaforme e modalità trasmissive così da moltiplicare i ricavi o, almeno, tenere duro in questa fase recessiva.

Per farlo, i club della Serie A dovranno affidarsi a un management non più espressione diretta degli stessi ma con una presenza esterna forte. Nel piano iniziale, la cordata che entrerà potrà esprimere l'amministratore delegato della newco e lavorare con una visione complessiva fin qui mancata, investendo anche su aree di sviluppo digitale in cui il calcio italiano è rimasto indietro rispetto al resto d'Europa e del Mondo. Non è un caso che gli anni Duemila siano stati quelli della crescita lenta e del declino competitivo.

L'assemblea si è, però, fermata alla dichiarazione che apre alla creazione della Media Company mentre su tutti gli altri aspetti, dalla distribuzione delle risorse alla struttura finanziaria e legale dell'operazione, hanno rimandato a un secondo momento che sarà un nuovo showdown in cui anche chi è uscito sconfitto adesso potrà giocarsi le sue carte.

QUANTO VALE IL PRODOTTO CALCIO

La Serie A oggi fattura 2,3 miliardi di euro contro i 5,4 dell'inarrivabile Premier League e meno anche di Liga e Bundesliga (3,1) con la Ligue1 francese a ruota (1,6). Numeri che sono il frutto del tempo sprecato mentre gli altri partivano alla conquista dei mercati orientali, attirando capitali sia per i diritti tv che in investimenti nei club. L'Italia è indietro per stadi e valorizzazione complessiva del prodotto, ma la scelta di cambiare radicalmente impostazione nel suo business può essere la spinta per invertire la tendenza.

In fondo le due cordate che si disputeranno l'ingresso come soci di minoranza hanno valutato la nascente Media Company tra i 13 e i 16,5 miliardi di euro. Sul tavolo ci sono due offerte vincolanti: Cvc, Advent e Fsi per 1,625 miliardi e Bain-Nb Renaissance per 1,3. I presidenti si sono presi ancora del tempo per valutare le sfumature, ma la notizia è che ai giochi di retrobottega si è sostituita per una volta una visione complessiva chiara e una scelta fatta con i tempi giusti.

L'iniezione di denaro in arrivo dalla cordata vincente aiuterà a superare la crisi di liquidità immediata. L'impostazione della newco servirà a trattare direttamente il prodotto evitando di affidarsi a costosi intermediari come accaduto negli ultimi decenni. E' abbastanza sintomatico che a trovarsi sulla linea del presidente Dal Pino siano stati prima di tutto i grandi club, quelli maggiormente preoccupati dal gap scavatosi con il resto d'Europa.

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