Satispay, ora gli iscritti sono 800 mila e gli esercizi in cui usarlo 90 mila

Satispay ha avuto il merito, prima di molti altri, di rendere semplici e immediati i pagamenti digitali in mobilità, senza bisogno di sottoscrivere una carta di credito e di collegarla allo smartphone. Basta scaricare l’applicazione ufficiale, inserire il proprio Iban e, una volta terminata l’attivazione, si ha in tasca uno strumento versatile per inviare denaro agli amici, pagare negli esercizi convenzionati su tutto il territorio nazionale (sono ormai quasi 90 mila), accedere a una galassia di servizi che fanno risparmiare tempo. Tra questi, il pagamento delle bollette: s’inquadra il bollettino con la fotocamera, il sistema ne riconosce i dettagli e il gioco è fatto. Niente numeri infiniti da copiare o file alla posta da sopportare. Ecco, il merito principale di Satispay è stato quello di sapersi calare nella quotidianità. Di rivelarsi empatico con le esigenze dei suoi iscritti, attratti dall’innovazione e dalle possibilità che schiude.

Verso il milione

L’ultima notizia è che gli utenti sono diventati 800 mila. Una cifra tonda raggiunta con il balzo in avanti dei 20 mila che si sono aggiunti nell’arco di una sola settimana. Il risultato di un’astuzia che in questo momento pare una prassi vincente nel fintech: trasformare i propri iscritti in testimonial, incentivarli a diffondere le possibilità di una piattaforma che già conoscono riconoscendo loro, come all’amico o al familiare che accetta di salire a bordo, un bonus monetario. Comunque, gli ultimi sette giorni sono molto di più di un boom estemporaneo, ma la cresta di un’onda altissima: «Nell’ultimo anno abbiamo visto raddoppiare il numero di utenti e al contempo triplicare i pagamenti, tracciando il percorso per passare dall’essere un’abitudine settimanale a una quotidiana» fa i conti Alberto Dalmasso, ceo e cofondatore di Satispay. Che aggiunge: «Si tratta del segno di una community particolarmente affamata di nuove opportunità di pagamento. La crescita esponenziale che stiamo registrando conferma che per incidere significativamente nel cambiare le modalità di acquisto quotidiane e di accettazione dei pagamenti per qualsiasi importo, servono strumenti semplici, trasparenti ed economici».

Sempre gratis per gli utenti

Satispay non ha costi d’iscrizione o per inviare e ricevere pagamenti per gli iscritti, è questo il fulcro del suo paradigma. Non chiede un centesimo nemmeno ai punti vendita per attivare il servizio che li abilita a ricevere pagamenti in mobilità, né un canone mensile. Solo una commissione fissa di 20 centesimi per incassare pagamenti sopra i 10 euro. Quelli sotto quella soglia ne sono esenti. E non sono poco: un sondaggio condotto tra negozianti aderenti alla piattaforma lungo tutto lo Stivale, ha svelato che il 25 per cento di loro battono uno scontrino medio inferiore o pari a 10 euro. Dunque guardano con grande favore questo incentivo a pensionare banconote e monete. Già, perché il meccanismo si risolve in un disincentivo all’utilizzo del contante, anche per cifre piccole come il saldo di un caffè o di un giornale. Abitudine che all’estero è molto radicata, ma da noi fatica a decollare. Con Satispay tutto è rapido, pressoché immediato, dunque i tempi di attesa alla cassa si accorciano parecchio.

Pensionare il contante

«Siamo nati con l’obiettivo di sostituire il contante per semplificare la vita ai consumatori dando una risposta agli esercenti che hanno la necessità di rendere più economiche e comprensibili le commissioni che devono pagare» conferma il Ceo. Che va oltre: «Abbiamo lavorato, e continueremo a farlo, nella logica di offrire degli incentivi e dei vantaggi tangibili ai nostri utenti, consumer e business, e quello che vediamo è che chi prova Satispay non solo non torna indietro, ma coinvolge altre persone. C’è certamente ancora molta strada da fare per noi, ma siamo convinti che l’effetto virtuoso che stiamo registrando tra gli 800 mila iscritti al nostro servizio possa rappresentare un buon esempio di efficaci dinamiche che portano alla riduzione dei contanti. Anche questo è un valore che ci apprestiamo a trasferire su altri mercati europei».

Dove usare Satispay

Accanto a decine di migliaia di piccoli esercenti, tra i grandi brand che hanno già deciso di accettare pagamenti tramite Satispay ci sono grandi nomi della ristorazione, della grande distribuzione o dell’abbigliamento: da Esselunga alla Coop, da Benetton a Eataly, giusto per citare alcuni nomi. Oltre alle bollette, come già accennato, la app dà modo di pagare multe, tasse, bolli e ticket sanitari, di effettuare ricariche telefoniche per tutti i principali operatori, saldare il bollo di auto e moto. Da segnalare poi la funzionalità «Risparmi», che consente di accumulare piccole somme di denaro in automatico, quella per spedire donazioni a enti benefici o regali digitali agli amici. Il tutto sotto l’ala di una società tricolore: Satispay è una realtà frutto del talento e delle intuizioni di un gruppo di giovani italiani. Che, grazie a diversi finanziamenti, hanno raccolto a oggi complessivamente circa 42 milioni di euro. E non hanno nessuna intenzione di fermarsi qui.

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