Sanremo 2018
ANSA/CLAUDIO ONORATI
Musica

Sanremo 2018: le pagelle della seconda serata

Nella seconda serata del Festival 2018 sarebbero dovuti salire sul palco dieci concorrenti della categoria big e 4 nuove proposte. A fine serata i big in gara sono stati però 9 perché Ermal Meta e Fabrizio Moro non hanno potuto esibirsi: si sospetta un'infrazione del regolamento e la loro squalifica sarà decisa nella giornata di giovedì. Tra gli ospiti applausi a scena aperta per l'esibizione in italiano di Sting mentre Pippo Baudo ha raccontato la storia del festival tra gli applausi.

Lorenzo Baglioni, "Il congiuntivo"

Lorenzo sale sul palco dell'Ariston con il suo brano “Il congiuntivo”, tentativo di musica didattica per spiegare la consecutio temporum. La coreografia non lo aiuta, il brano ha l'effetto di una pubblicità ben cantata ma fatica ad emozionare. Apprezzabile comunque il tentativo di far ripassare la grammatica all'Italia. Voto 5

Giulia Casieri, "Come stai"

Voce interessante e intensa, il brano "Come stai" funziona anche nelle strofe e nonostante l'emozione evidente il risultato finale è un'esibizione piacevole. Voto 7,5

Mirkoeilcane, "Stiamo tutti bene"

Il cantautore romano racconta la storia di un immigrato in "Stiamo tutti bene", una metrica a metà strada tra il rap e lo stornello. Ha il pregio di uscire dagli schemi, il suo tentativo è originale e incuriosice: ha sfruttato l'occasione bene, bravo. Voto 7,5

Alice Caioli, "Specchi rotti"

La bravura non si mette in discussione, le nuove proposte danno filo da torcere anche ai big visti nella prima serata. Il brano della giovane siciliana ha però qualcosa di già sentito... Voto 6,5

Ermal Meta e Fabrizio Moro, "Non mi avete fatto niente"

Michelle Hunziker ha comunicato che la prevista esibizione del duo non si terrà a causa di una verifica per una presunta infrazione del regolamento. Se Ermal Meta e Fabrizio Moro non saranno squalificati si esibiranno nella serata di giovedì.

Le vibrazioni, "Sbagliato così"

Portare il rock sul palco di Sanremo è sempre apprezzabile, le Vibrazioni lo fanno con il brano "Sbagliato così", a dire il vero non la loro canzone migliore: né per testo, né per esibizione. A Francesco Sarcina va però riconosciuto di aver ispirato uno stile che oggi è più che mai inflazionato.  Voto 6,5

Nina Zilli, "Senza appartenere"

Che la cantante piacentina abbia una gran voce è noto, il brano "Senza appartenere" tuttavia non spicca per testi e per melodia, risultando un po' piatto. Era sbocciata nella musica italiana per il suo sound coinvolgente, gli ultimi esperimenti sembrano un passo indietro. Voto 6

Diodato e Roy Paci, "Adesso"

Il duo formato dal cantante di Aosta e dal trombettista siciliano raccoglie applausi con "Adesso", un brano che funziona e coinvolge candidandosi come sorpresa del Festival 2018. A fine esibizione annunciano la collaborazione con il rapper Ghemon per la serata di venerdì. Voto 7,5

Elio e le storie Tese, "Arrivedorci"

Elio con il terzo occhio in versione genio della lampada racconta la carriera del suo gruppo in "Arrivedorci", un brano insolitamente triste, come tutti gli addii. "Vi salutiamo e vi diciamo 'Arrivedorci' come nel film di Stanlio e Olio, che ridere". Inizialmente lascia perplessi, poi rimane in testa. "Ha una vena drastica, ma leggermente comica". Voto 7

Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico, “Imparare ad amarsi”

La cantautrice milanese, il pianoforte di Pacifico e la chitarra (con voce) di Bungaro sono un esperimento che funziona. "Imparare ad amarsi" ha catturato l'attenzione nonostante abbia i pro e i contro del brano classico. Voto 7

Red Canzian, "Ognuno ha il suo racconto"

Guai a chiamarlo ex dei Pooh, Red Canzian adesso fa lo one man band e porta sul palco dell'Ariston un sound rock anni '80 con il suo "Ognuno ha il suo racconto", canzone che piace al pubblico in sala e alza finalmente l'asticella del ritmo. Voto 7

Ron, "Almeno pensami"

La canzone di Ron è stata scritta da Lucio Dalla, un marchio inconfondibile che si avverte in ogni sfumatura del brano. Il cantautore lombardo la interpreta alla perfezione e a tratti la sua voce sembra proprio quella del poeta bolognese scomparso nel 2012. Coinvolge e suggestiona nel pensiero della sua composizione, un brano tra i più riusciti fino ad ora in concorso. Voto 8

Renzo Rubino, "Custodire"

La canzone è stata prodotta insieme a Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e si sente. Dopo la partecipazione a Sanremo giovani del 2013 e quella al Festival del 2014, il terzo tentativo del cantautore nato a Taranto sembra il migliore. "Custodire" si candida al ruolo di outsider. Voto 6,5

Annalisa, "Il mondo prima di te"

L'arrangiamento del brano esalta le doti vocali della cantante savonese che, dopo l'esibizione convincente all'esordio, si conferma ancor più sicura sul palco dell'Ariston. Voto 7

Decibel, "Lettera dal Duca"

Enrico Ruggeri e i Decibel dimostrano in musica il loro amore per David Bowie con il brano tributo "Lettera dal Duca":  "Se chiudi gli occhi vedi l'infinito in te, superi i tuoi limiti, più di quanto immagini". Voto 7

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