Draghi-Mattarella
ANSA/PAOLO GIANDOTTI/UFFICIO STAMPA QUIRINALE
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Salvini apre a Draghi al Quirinale

"Why not?", "Perché no?". Bastano due parole, in inglese durante un trasmissione tv a Matteo Salvini per mettere un altra spina nel fianco del Governo. Quel "perché no" infatti è la risposta alla domanda: "lei voterebbe Mario Draghi come Presidente della Repubblica?". Una risposta inattesa che cambia e non di poco le carte in tavola, anche al Governo. 

Maria Elena Boschi, nei concitati giorni della crisi di Ferragosto, non ebbe alcun timore nell'affermare che i due motivi per cui andava fatta l'alleanza Pd-M5S erano "non far vincere la destra ed evitare che Salvini possa scegliere il prossimo Presidente della Repubblica" (il mandato di Mattarella scade nel 2022). Un concetto poi ribadito da molti altri esponenti di Governo e parlamentari della maggioranza.

Come se Salvini nella sua testa avesse in mente di mettere sul colle chissà quale fascista, razzista, sovranista. Una persona che sarebbe stata anche un problema internazionale, che avrebbe chissà come e chissà perché screditato il nostro paede in Europa e nel mondo. Uno spauracchio usato quindi per giustificare l'inciucio e tenersi poltrone e nomine.

E Salvini che fa? Con un "perché no" toglie anche questo alibi e lascia la maggioranza per l'ennesima volta nei guai. Un messaggio chiaro, diretto a tutto il mondo politico. Come se il leader della Lega si sia detto pronto ad aprire ad un nome di questo tipo in cambio del si alle elezioni anticipate.

Ci aspettiamo commenti e reazioni dalla Boschi, da Renzi, da chi per mesi ha agitato lo spauracchio del Quirinale targato centrodestra (chissà poi perché non ci possa essere un Presidente della Repubblica del centrodestra.... boh...). Anche se difficile reagire quando non puoi dire nulla, se non chiedere scusa e dire: "abbiamo sbagliato"

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