Maledizione Juventus: il Real Madrid è campione d'Europa!

EPA/PETER POWELL
I giocatori del Real Madrid festeggiano la vittoria della Champions League 2017 a Cardiiff, 3 giugno 2017
EPA/ANDY RAIN
I giocatori del Real Madrid festeggiano la vittoria della Champions League 2017 a Cardiiff, 3 giugno 2017
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Gonzalo Higuain vicino alla coppa vinta dal Real Madrid, Cardiff, 3 giugno 2017
EPA/ANDY RAIN
I giocatori del Real Madrid festeggiano la vittoria della Champions League 2017 a Cardiiff, 3 giugno 2017
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Massimiliano Allegri dopo la sconfitta della Juve contro il Real Madrid, Cardiff, 3 giugno 2017
EPA/GERRY PENNY
Messaggio a reti unificate. Per tutti (Juve esclusa). "Non si corre per vincere la Champions. Stop. Le italiane non sono in gara per conquistare la coppa. Stop. Garantire la massima diffusione al messaggio. Stop". A grandi illusioni seguono quasi sempre enormi delusioni. E crisi. L'ha provato sulla propria pelle anche la Juventus a Cardiff nel 2017 quindi a maggior ragione vale la pena che si dica ad alta voce per Inter e Napoli: comunque vada nessuna è stata costruita per arrivare alla finale di Madrid e, dunque, nessuna potrà dirsi delusa se non ci arriverà e se il suo cammino si fermerà prima. Anche perché il sorteggio era stato iellato e non ci si può rimangiare tutto per qualche buon risultato in campo...
David Ramos/Getty Images
L'esultanza dei giocatori del Real Madrid dopo il vantaggio di Ronaldo - 3 giugno 2017
Getty Images Sport
La rovesciata vincente di Mandzukic per il pareggio - 3 giugno 2017
Matthias Hangst/Getty Images
Keylor Navas scavalcato dal pallonetto in rovesciata di Mandzukic - 3 giugno 2017
Getty Images Sport
Mario Mandzukic autore del pareggio della Juventus - 3 giugno 2017
David Ramos/Getty Images
L'esultanza di Gigi Buffon - 3 giugno 2017
Getty Images Sport
Buffon battuto da Ronaldo - 3 giugno 2017
David Ramos/Getty Images
Ronaldo autore della rete del vantaggio del Real Madrid - 3 giugno 2017
Getty Images Sport
L'esultanza dei giocatori del Real Madrid dopo la rete di Ronaldo - 3 giugno 2017
Getty Images Sport
Un momento della finale di Cardiff - 3 giugno 2017
Handout/UEFA via Getty Images
Il colpo d'occhio del Millennium Stadium per Juventus-Real Madrid - 3 giugno 2017
Laurence Griffiths/REMOTE/Getty Images
La delusione dei giocatori della Juventus - 3 giugno 2017
Shaun Botterill/Getty Images
La delusione dei giocatori della Juventus sconfitti a Cardiff - 3 giugno 2017
Handout/UEFA via Getty Images
Il tocco con cui Ronaldo batte Buffon per il 3-1 - 3 giugno 2017
Matthias Hangst/Getty Images
Casemiro autore della rete del 2-1 - 3 giugno 2017
Laurence Griffiths/Getty Images
L'inutile volo di Buffon sulla conclusione dalla distanza di Casemiro - 3 giugno 2017
EPA/ANDY RAIN
I giocatori del Real Madrid festeggiano la vittoria della Champions League 2017 a Cardiiff, 3 giugno 2017
EPA/GEOFF CADDICK
Cristiano Ronaldo dopo la finale vinta dal real Madrid contro la Juventus, Cardiff, 3 giugno 2017
Laurence Griffiths/Getty Images
Mario Mandzukic, gol in acrobazia durante la finale della Champions League a Cardiff, 3 giugno 2017

La Champions League rimane maledetta per la Juventus. Come a Berlino nel 2015 ma con un gusto ancora più amaro perché questa volta l'impresa sembrava alla portata dei bianconeri. Invece no. Il Millennium Stadium respinge l'assalto di Buffon e compagni e consegna la leggenda al Real Madrid.

LEGGI ANCHE: Juve, non è una sconfitta a testa alta

Mai nessuno era stato capace di salire sul tetto d'Europa due volte di fila da quando la Coppa dei Campioni è diventata Champions League. Ci riesce Zidane ed è un trionfo meritato. Il 4-1 finale brucia sulla pelle della Juventus, ma la verità è che i bianconeri si sono smarriti nella notte più importante.


L'uomo che scrive la storia si chiama Cristiano Ronaldo. Doppietta che gli consegna Champions League, titolo di cannoniere con sorpasso su Messi e Pallone d'Oro: sarà impossibile veder premiato qualcun'altro e CR7 si è confermato semplicemente letale nelle occasioni che contano.

Il suo è un successo meritato come quello del Real Madrid. I blancos non partivano chiaramente favoriti alla vigilia ma non hanno sbagliato nulla. Al contrario della Juventus che ha giocato per una ventina di minuti e poi, incassata la rete di Ronaldo sulla prima ripartenza, non ha più saputo imporsi. Anche se il pareggio di Mandzukic è arrivato rapido.

Perché la Juventus ha perso

Lasciando stare la maledizione delle finali (persa la numero 7 su 9 e la quinta consecutiva), la Juventus ha pagato il crollo del Muro nella partita più importante e difficile della stagione. Solo due volte aveva incassato più di due reti quest'anno: Marassi contro il Genoa e Olimpico contro la Roma. 

Il rendimento in Europa, però, era stato da record. In un colpo solo Buffon ha preso più gol quanti nei precedenti 1.080 minuti: 12 partite. Un tracollo inatteso e per questo doppiamente doloroso.


Errori individuali e tattici - Tutte le reti del Real Madrid sono nate da sbavature della Juventus. Mancata copertura sul contropiede del vantaggio, uscite imprecise nella ripresa che hanno spalancato la porta all'uno-due micidiale di Casemiro e dello stesso Ronaldo. Troppo per una finale di Champions dove sono i dettagli a fare la differenza.

Giocatori sottotono - Allegri non ha ricevuto tutto quanto poteva attendersi dai suoi. Dybala troppo leggero, Dani Alves e Alex Sandro bloccati dalla ragnatela difensiva del Real che Zidane aveva disegnato per fermare le fasce. Anche dietro c'è stata qualche crepa di troppo.

Crollo fisico e mentale - La sorpresa maggiore, però, è stato l'approccio della ripresa: molle e difensivo, diverso da quello iniziale in cui Pjanic aveva orchestrato una squadra che pareva perfetta. Prima dell'uno-due da ko c'erano state avvisaglie evidenti del cedimento: errori continui, fiducia persa, palleggio impreciso. Non è bastato per invertire la tendenza.

Perché il Real Madrid ha vinto

Il verdetto di Cardiff conferma la grandezza del Real Madrid. Se una squadra vince 12 delle 15 finali cui prende parte significa che ha dentro qualcosa di speciale e che attraverso la sua storia epoca dopo epoca. Il simbolo è Sergio Ramos, capitano della Dodicesima, indomito sempre. Anche quando le cose sembrano precipitare.

Ronaldo si prende il Pallone d'Oro - Il portoghese lascia il segno a Cardiff e la doppietta gli consegna anche il quinto Pallone d'Oro di una carriera fantastica. Raggiunge Messi nella stagione in cui, grazie a Zidane, ha imparato a razionare i suoi sforzi. Scelta che gli allungherà la vita in campo.

La rivoluzione di Zidane - Il trionfo di Cardiff certifica anche che Zizou è un allenatore vero. In tanti avevano storto il naso nel giorno dell'investitura di Perez, lui ha preso il disastro di Benitez e lo ha trasformato in una doppietta leggendaria con il contorno di una Liga vinta sul Barcellona. Alzi la mano chi lo riteneva possibile.

Isco, Bale e Casemiro - Il primo e il terzo sono stati protagonisti della finale di Cardiff. Il gallese l'ha vista dalla panchina per oltre un'ora. Non era facile essendo l'idolo di casa e Zidane ha avuto la forza di imporre la sua linea. Il Real Madrid è cresciuto anche per questo. Non era la più forte in partenza, ha vinto la Champions eliminando nell'ordine Napoli, Bayern Monaco, Atletico Madrid e Juventus. Semplicemente fantastico.

YOU MAY ALSO LIKE