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Primarie Pd, ballottaggio in vista

 Sembrava già un risultato scritto, con tutti i sondaggi che danno Pier Luigi Bersani vincitore. Invece l'ombra del secondo turno  ora sembra allungarsi sulle primarie del Pd che si terranno domenica prossima, 25 novembre. Nessuno dei cinque contendenti (Bersani, Matteo Renzi, Nichi Vendola, Laura Puppato e Bruno Tabacci) secondo alcuni segreti calcoli
all'interno del Pd raggiungerebbe il 51 per cento. L'eventualità è al centro di una conversazione tra un gruppo di deputati democrat nel Transatlantico di Montecitorio. "Del resto è anche logico che si vada al secondo turno, visto che in campo ci sono 5 candidati, basta fare due conti...", dice uno di loro sotto forma di anomimato.

Ma il secondo turno favorirebbe Renzi? "Non è detto: se al primo turno Bersani supera il quaranta per cento e Renzi resta invece sotto quella soglia, fermandosi chessò al 37 per cento, allora è chiaro che per Bersani è fatta, cioè che vincerà al secondo turno, ma se entrambi vanno al secondo turno con un consenso sopra al quaranta per cento allora la vittoria di Bersani non è più così scontata". Dunque, al voto per le primarie del Pd anche domenica 2 dicembre? E con quale vincitore? Nessuno forse aveva ancora pensato al
fatto che il "diavolo" anziché nei dettagli delle tortuose modalità di voto, più volte denunciate da Renzi, potesse invece nascondersi in quel 51 per cento difficile da raggiungere, con ben 5 contendenti in gara, alla prima botta, il 25 novembre, anche per il solido segretario del Pd.

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