Pos obbligatorio, tre sistemi per abbattere le spese

E’ diventato un vero e proprio affare politico l’obbligo del Pos per artigiani, commercianti e professionisti scattato in queste ore. Le polemiche infatti si sono fatte subito roventi con numerosi esponenti politici che hanno chiesto apertamente l’abolizione di una norma ritenuta vessatoria per milioni di piccole partite Iva. Non solo, l’obbligo dei pagamenti elettronici per prestazioni e acquisti superiori ai trenta euro viene anche ritenuto una sorta di vero e proprio regalo fatto alle banche. Una interpretazione che ovviamente il governo rimanda al mittente, ma che lascia comunque aperto il dibattito su come affrontare una situazione che obiettivamente rischia di complicare la vita a milioni di lavoratori autonomi.

POS OBBLIGATORIO, TRA POLEMICHE E PROTESTE

Nel polverone di chiacchiere alzatosi in queste ore, spiccano allora tre possibili soluzioni, una di carattere commerciale, le altre più di indirizzo politico, che tutto sommato potrebbero alleggerire il peso economico delle partite Iva, lasciando intatto l’obbligo dei pagamenti elettronici. La prima iniziativa che vale la pena citare rappresenta un’alternativa commerciale, come detto, al classico Pos. Per agevolare l’adempimento diventato obbligatorio per legge infatti, alcuni soggetti starebbero siglando accordi specifici con operatori europei di pagamenti, grazie ai quali gli esercenti avranno a disposizione, come alternativa semplice ed economica al classico apparecchio Pos, con le relative spese, oltre alle commissioni, un servizio di Mobile Pos  accessibile tramite smartphone o tablet, quindi anche in mobilità, e senza costi aggiuntivi.

COSA NON SI FA PER COMBATTERE L'EVASIONE FISCALE

In questa direzione si starebbe ad esempio muovendo la Telecom, che conta in breve tempo di mettere a disposizione di potenziali clienti un servizio di questo tipo. Non difficile immaginare che altri operatori delle telecomunicazioni, che già sono entrati nel settore dei Mobile Pos, potrebbero realizzare iniziative simili agevolando in maniera specifica proprio professionisti, artigiani e commercianti. A fronte di queste evoluzioni frutto dell’intraprendenza di singole aziende operanti sul mercato, c’è però chi invoca un intervento specifico di carattere legislativo. Allo studio in questo senso ci sarebbero due ipotesi. Una prevede che le transazioni elettroniche di questa natura, che riguardano cioè tutte le piccole partite Iva, possano essere dichiarate a priori gratuite.

UN FISCO SEMPRE PIU' ESIGENTE

Un’operazione che per le banche potrebbe risultare di segno totalmente opposta a quella originaria,visto che gli istituti di credito si ritroverebbero a sostenere delle spese senza risarcimento. Una prospettiva dunque alquanto improbabile. Ben più fattibile sarebbe invece una seconda strada: in pratica il governo potrebbe prevedere la totale deducibilità dalla dichiarazione dei redditi delle spese sostenute per dotarsi di un Pos e permettere ai clienti pagamenti elettronici. In questa maniera, se non altro, milioni di lavoratori autonomi non si ritroverebbero a dover sopportare direttamente i costi di un’operazione che comunque vedono, come detto, come una vessazione. Vedremo nei prossimi giorni quindi quale direzione intenderà imboccare l’esecutivo per cercare di risolvere una situazione che rischia di diventare ogni momento più incandescente.

QUANDO IL BANCOMAT DIVENTA NECESSARIO

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