Il Padrino «investe» in arte

Capolavori inestimabili, rubati nelle chiese. E poi reperti archeologici, tele del Novecento... Così mafiosi e camorristi (compreso Matteo Messina Denaro) da sempre si procurano questi «beni rifugio». Casi ed episodi sono sorprendenti. E mentre alcune opere sono state ritrovate, di altre se n’è persa ogni traccia.

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