Impiantato il primo chip nel cervello umano, la rivoluzione di Neuralink e Musk

«Il primo impianto cerebrale su un essere umano di Neuralink è stato effettuato e il paziente si sta riprendendo bene». L'annuncio è di Elon Musk, che su X ha dichiarato come sia andato a buon fine il primo tentativo di impiantare il chip nel cervello umano, tanto che «i risultati mostrano un promettente rilevamento dei picchi di neuroni». Co-fondata da Musk nel 2016 insieme a otto soci, l'azienda di neurotecnologie si dedica allo sviluppo di interfacce neurali da impiantare nell'uomo per farlo dialogare con un computer, al fine di sfruttare la lettura delle onde cerebrali e migliorare la vita di pazienti tetraplegici.

Dopo aver ottenuto lo scorso maggio l'autorizzazione a procedere con il primo studio sugli essere umani dalla Food and Drug Administration, Neuralink ha avviato la ricerca di volontari per la sperimentazione clinica. Nei mesi precedenti l'azienda californiana aveva già inserito il suo chip negli animali, attirando peraltro diverse critiche circa per la violazione dell'Animal Welfare Act, che negli Stati Uniti stabilisce le norme che devono rispettare i ricercatori quando effettuano esperimenti sugli animali.

Basata su un impianto denominato Link, grande quanto cinque monete sovrapposte una sull'altra, che viene impiantato nel cervello mediante un intervento chirurgico invasivo, il processo di Neuralink punta a coniugare efficienza e sicurezza nella raccolta dei dati nella corteccia premotoria, la parte che gestisce braccia e mani dei pazienti. Lo studio sull'uomo avrà una durata di sei anni e mira a valutare la funzionalità dell'interfaccia neurale, utilizzando un impianto alimentato da una batteria ricaricabile in modalità wireless, capace di registrare e trasmettere i segnali cerebrali a un'applicazione che decodifica l'input in una intenzione di movimento del paziente.

Popolare sin dalla sua fondazione grazie al successo di Elon Musk e, al di là di un 2023 chiuso con una raccolta di finanziamenti superiore ai 360 milioni di dollari, Neuralink non è l'unica azienda attiva nel settore, poiché ce ne sono altre che al momento sono tecnicamente più avanti nello sviluppo di sistemi in grado di leggere il pensiero di pazienti paralizzati. Una di queste è Synchron, azienda australiana che è riuscita a impiantare nel cervello umano di un disabile un chip senza passare da un intervento chirurgico. Il merito è di Stentrode, stent metallico ricoperto da elettrodi che consente alle persone di comunicare con un elaboratore tramite un'antenna wireless impiantata nel petto, che trasmette i segnali cerebrali alla macchina. Altro esperimento di successo è stato realizzato dall’École Polytechnique Fédérale di Losanna, in Svizzera, che è riuscita a inserire impianti elettronici nel cervello e nella colonna vertebrale di un uomo paralizzato e, sfruttando la comunicazione in modalità wireless, ha permesso al paziente di camminare grazie al pensiero.

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