Bernardo Bertolucci
Ansa/EPA/Sebastien Nogier

È morto Bernardo Bertolucci, grande regista del cinema italiano

Se ne va un grande maestro del cinema italiano, sguardo maestoso, ostico e senza censure sui drammi umani, su carnalità e fragilità dell'esistenza. All'età di 77 anni è morto Bernardo Bertolucci, regista di capolavori come Ultimo tango a Parigi, Piccolo Buddha, Il tè nel desertoNovecentoL'ultimo imperatore, con cui vinse l'Oscar per la miglior regia - unico italiano che riuscì in tanto - e per la migliore sceneggiatura non originale nel 1988.  

È mancato a Roma, nella sua abitazione, dopo una lunga malattia. 

A scuola da Pasolini

Nato a Parma il 16 marzo 1941, figlio primogenito del poeta Attilio Bertolucci e fratello del collega regista Giuseppe, morto nel 2012, Bernardo Bertolucci ha segnato la storia del cinema italiano e mondiale; i suoi film hanno solcato mezzo Novecento. 

Regista e sceneggiatore ma anche poeta, suo padre lo incoraggiò a pubblicare la prima raccolta di poesie In cerca del mistero con cui vinse nel 1962 il Premio Viareggio. 
Nel cinema invece ebbe come maestro Pier Paolo Pasolini, di cui fu aiutoregista tra il '60 e il '61. L'esordio da regista è d
el 1962 con La commare secca, tratto proprio da un racconto di Pasolini.

Nel 1964 il film che lo incorona come grande voce di una nuova generazione di cineasti: Prima della rivoluzione, crisi morale di un giovane comunista che delinea l'utopia politica di Berlolucci e il suo connubio tra arte e impegno civile.

I primi capolavori

Del 1970 è il primo dei suoi capolavori, che gli conferì statura internazionale, Il conformista, tratto dall'omonimo romanzo dell'amico Alberto Moravia, con Jean-Louis Trintignant e Stefania Sandrelli, sguardo sarcastico sul fascismo, che gli valse una nomination agli Oscar come migliore sceneggiatura non originale.

Nel 1972 scandalizzava il mondo con Ultimo tango a Parigi, per cui venne anche condannato a 4 mesi per oscenità: Marlon Brando, uomo di mezza età, e la giovane Maria Schneider, insieme in una storia di amore, sopraffazione e sesso. 

La sua vena poetica emerge nel 1976, nel suo film epico Novecento, diviso in due atti. 

La trilogia esotica

Trasferitosi a Londra, negli anni Ottanta ha girato soprattutto kolossal per il mercato internazionale, con una trilogia esotica di grande eco. 

Nel 1987 ha diretto in Cina L'ultimo imperatore, che vinse ben nove premi Oscar. Nel 1990 è la volta del Marocco e de Il tè nel deserto(1990). 1993: Il Piccolo Buddha con Keanu Reeves, ambientato in Nepal e negli Stati Uniti.

Il ritorno in Italia

Rientrato in Italia, negli ultimi film è tornato a riflessioni intimistiche: Io ballo da sola (1996) con Liv Tyler e Jeremy Irons, L'assedio (1998), The Dreamers - I sognatori(2003), un triangolo nella Parigi del '68 con Michael Pitt, Eva Green e Louis Garrel.

Nel 2007 la Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia gli ha consegnato il Leone d'oro alla carriera e nel 2011 il festival di Cannes la Palma d'oro onoraria.

L'ultima sua eredità è stata Io e te del 2012, film totalmente girato in italiano (cosa che non accadeva dal 1981), tratto dal romanzo di Nicolò Ammaniti.

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