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Migranti, l'Austria mette un tetto alle richieste di asilo

L'Austria introdurrà una sorta di tetto limite al numero di richiedenti asilo nel Paese: fino al 2019 dovranno essere complessivamente massimo 127.500. Il vice cancelliere Reinhold Mitterlehner ha parlato esplicitamente di un "tetto limite".

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L'arrivo dei migranti in Europa

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Migranti siriani in Macedonia, alla stazione ferroviaria della città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

L'arrivo dei migranti in Europa

Ansa
Migranti siriani in Macedonia, alla stazione ferroviaria della città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

L'arrivo dei migranti in Europa

EPA/GEORGI LICOVSKI
Gevegelija, Macedonia, 23 novembre 2015. Migranti provenienti da Pakistan e Bangladesh protestano di fronte alla polizia greca schierata lungo il confine.

L'arrivo dei migranti in Europa

EPA/GEORGI LICOVSKI
Gevegelija, Macedonia, 23 novembre 2015. Migranti con le labbra cucite protestano di fronte alle forze di sicurezza contro la chiusura della frontiera.

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EPA/GEORGI LICOVSKI
Gevegelija, Macedonia, 23 novembre 2015. Migranti con le labbra cucite protestano di fronte alle forze di sicurezza contro la chiusura della frontiera.

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Migranti siriani si scaldano al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in Macedonia, alla stazione ferroviaria della città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in Macedonia, alla stazione ferroviaria della città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in Macedonia, alla stazione ferroviaria della città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in Macedonia, alla stazione ferroviaria della città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in Macedonia, alla stazione ferroviaria della città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in Macedonia, alla stazione ferroviaria della città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in attesa di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in attesa di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in attesa di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in attesa di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in attesa di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani al controllo documenti prima di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in attesa di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in attesa di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in attesa di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani in attesa di entrare nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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Migranti siriani nel campo di permanenza provvisiorio al confine tra Grecia e Macedonia vicino alla città di Gevgelija, 13 novembre 2015.

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L'arrivo dei migranti in Europa

Michele Borzoni
Novembre 2015. Un richiedente asilo, proveniente dalla Nigeria, in una delle abitazioni del programma SPRARgestito dalla Cooperativa Utopia, partner di Oxfam a Milazzo, in Sicilia.

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Michele Borzoni
Novembre 2015. Bakari proviene dal Gambia, è arrivato in Italia nel 2012. Qui è nella sua camera in una abitazione di Milazzo, non lontano dal centro abitato. Alcuni giorni fa la cittadina è stata invasa dall’acqua a causa di un fortissimo alluvione, e Bakari e i ragazzi con cui vive si sono uniti alla popolazione locale per spalare il fango e ripulire le strade. La Cooperativa Utopia di Milazzo ha in gestione il programma Sprar, che da accoglienza a 39 giovani provenienti, tra gli altri, da Nigeria, Etiopia, Mali, Somalia, Senegal, Ghana. I ragazzi vengono ospitati in abitazioni private, non lontane dal centro abitato, e beneficiano di tirocini e borse lavoro nell’ambito della manutenzione del verde pubblico, della ristorazione e dell’agricoltura, presso anche serre e vivai del luogo. Quasi tutti hanno una bicicletta o utilizzano il trasporto locale per recarsi al lavoro o a scuola. Devono infatti aver frequentato almeno due mesi di lezione di italiano prima di poter accedere alle borse lavoro. Oxfam sostiene la cooperativa Utopia che gestisce lo SPRAR di Milazzo, affiancandoli nella gestione dello sportello migranti che fornisce informazioni legali, amministrative e sanitarie) con un ruolo specifico nel facilitare i ricongiungimenti familiari.

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Michele Borzoni
Novembre 2015. I ragazzi che fanno capo allo SPRAR di Milazzo, gestito dalla Cooperativa Utopia, di cui Oxfam è partner, si allenano due volte alla settimana con una squadra locale di calcio di Milazzo. La Cooperativa Utopia di Milazzo ha in gestione il programma Sprar, che da accoglienza a 39 giovani provenienti, tra gli altri, da Nigeria, Etiopia, Mali, Somalia, Senegal, Ghana. I ragazzi vengono ospitati in abitazioni private, non lontane dal centro abitato, e beneficiano di tirocini e borse lavoro nell’ambito della manutenzione del verde pubblico, della ristorazione e dell’agricoltura, presso anche serre e vivai del luogo. Quasi tutti hanno una bicicletta o utilizzano il trasporto locale per recarsi al lavoro o a scuola. Devono infatti aver frequentato almeno due mesi di lezione di italiano prima di poter accedere alle borse lavoro. Oxfam sostiene la cooperativa Utopia che gestisce lo SPRAR di Milazzo, affiancandoli nella gestione dello sportello migranti che fornisce informazioni legali, amministrative e sanitarie) con un ruolo specifico nel facilitare i ricongiungimenti familiari.

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Michele Borzoni
Novembre 2015. Salvatore Maio, responsabile dei programmi Oxfam in Sicilia, parla con alcuni migranti alla stazione di Catania. Questi ragazzi hanno ricevuto il foglio di via obbligatorio appena sbarcati, e non hanno avuto la possibilità di chiedere asilo. Non hanno alcuna prospettiva e nessun aiuto per tornare a casa o rimanere legalmente nel nostro paese. Oxfam sta sensibilizzando l’opinione pubblica e I governi perchéprendano posizione a favore dei diritti di chi fugge da fame, guerre e abusi.

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ROBERT ATANASOVSKI/AFP/Getty Images
Famiglie di migranti si spostano dalla Grecia alla Serbia

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Il salvataggio di un barcone carico di migranti nel Mar Egeo

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6 ottobre 2015. Dei migranti riposano accanto a un murale raffigurante un occhio presso il porto di Mitilene, sull'isola di Lesbo, in Grecia.

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La notizia dello sgombero dei migranti a Ventimiglia su Twitter

L'arrivo dei migranti in Europa

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La notizia dello sgombero dei migranti a Ventimiglia su Twitter

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La notizia dello sgombero dei migranti a Ventimiglia su Twitter

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EPA/ANTONIO BAT
Rifugiati al confine fra Serbia e Croazia, a Berkasovo, Serbia, 25 settembre 2015

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Rifugiati al confine fra Serbia e Croazia, a Berkasovo, Serbia, 25 settembre 2015

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EPA/ANTONIO BAT
Rifugiati al confine fra Serbia e Croazia, a Berkasovo, Serbia, 25 settembre 2015

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EPA/ANTONIO BAT
Migranti in Croazia in transito vero Ungheria e Slovenia, nei pressi di Tovarnik, 20 settembre 2015

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EPA/KOCA SULEJMANOVIC
Migranti in arrivo dalla Macedonia alla stazione di Begrado, Serbia, 20 settembre 2015

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Rifugiati nei pressi di Zakany, Ungheria, sul confine con la Serbia, 20 settembre 2015

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Migranti in Croazia in transito vero Ungheria e Slovenia, nei pressi di Tovarnik, 20 settembre 2015

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EPA/ANTONIO BAT
Migranti in Croazia in transito vero Ungheria e Slovenia, nei pressi di Tovarnik, 20 settembre 2015

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Un'immagine diffusa da Oxfam Italia che documenta la gravità dell'emergenza migranti, sempre più prossima al collasso, Roma, 18 Settembre 2015. ANSA/ US/ OXFAM +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

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Ansa/Quotidiano del Sud
Un gruppo mi migranti africani accolti nei centri della Calabria.

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Jeff J Mitchell/Getty Images
Bambini rifugiati a Belj Manastir, vicino al confine ungherese, Croazia, 18 settembre 2015

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Jeff J Mitchell/Getty Images
Bambini rifugiati a Belj Manastir, vicino al confine ungherese, Croazia, 18 settembre 2015

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BULENT KILIC/AFP/Getty Images
Migranti al confine fra la Turchia e la Grecia a Edirne, 18 settembre 2015

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BULENT KILIC/AFP/Getty Images
Migranti al confine fra la Turchia e la Grecia a Edirne, 18 settembre 2015

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BULENT KILIC/AFP/Getty Images
Migranti al confine fra la Turchia e la Grecia a Edirne, 18 settembre 2015

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BULENT KILIC/AFP/Getty Images
Migranti al confine fra la Turchia e la Grecia a Edirne, 18 settembre 201

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Jeff J Mitchell/Getty Images
Bambini rifugiati a Belj Manastir, vicino al confine ungherese, Croazia, 18 settembre 2015

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ANSA/ WEB/ WIKILAO
Un frame tratto da un video fatto circolare nei canali legati all'Isis - e rintracciato sulla rete dal sito Wikilao - in cui si invitano i profughi a tornare nei loro Paesi, Roma, 18 Settembre 2015.

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EPA/BALAZS MOHAI
RIfugiati in Croazia, a Beli Manastir, 18 settembre 2015

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EPA/ANTONIO BAT
Migranti a un passaggio di frontiera fra Serbia e Croazia, vicino a Tovarnik, Croazia, 17 settembre 2015

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L'arrivo dei migranti in Europa

Ahmet Sik/Getty Images
Horgos, confine tra Serbia e Ungheria: la polizia ungherese colpisce con getti d'acqua i migranti che tentano di varcare il confine, 16 settembre 2015.

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Horgos, confine tra Serbia e Ungheria: la polizia ungherese colpisce con getti d'acqua i migranti che tentano di varcare il confine, 16 settembre 2015.

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EPA/TAMAS SOKI HUNGARY OUT
Horgos, confine tra Serbia e Ungheria: la polizia ungherese colpisce con getti d'acqua i migranti che tentano di varcare il confine, 16 settembre 2015.

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EPA/HERBERT P. OCZERET
Rifugiati a Nickelsdorf, Austria, 15 settembre 2015

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Il tetto limite di 127.500 migranti fino al 2019 su cui il governo austriaco ha trovato l'accordo prevede anche che per quest'anno Vienna accetterà solo 37.500 profughi. Il cancelliere Werner Faymann ha parlato di un "valore indicativo" che si orienta a un livello massimo di 1,5% della popolazione austriaca. Il vice-cancelliere Reinhold Mitterlehner ha detto che saranno compiute le verifiche di legge necessarie per evitare che la nuova normativa possa pregiudicare il diritto d'asilo.

Ha fatto riferimento al modello svedese che prevede un limite alla capacità di elaborare le richieste di asilo. In discussione c'è anche la possibilità di sospendere per un periodo di tempo nuove richieste o di creare nelle aree di confine delle zone di attesa. Il cancelliere Faymann ha anche detto di aver compiuto questo passo dopo essersi consultato con Angela Merkel. "Il coordinamento con la Germania resterà stretto", ha aggiunto il cancelliere, rinviando colloqui concreti a dopo il decreto. La questione di un tetto limite tiene banco anche in Germania ed è uno dei cavalli di battaglia dell'alleato di governo della Csu. Finora pero' la cancelliera ha sempre rifiutato di accordare l'introduzione di un limite al flusso di profughi verso la Germania. Questo pomeriggio la cancelliera partecipera' al seminario dei deputati regionali della Csu a Wildbad Kreuth, sulle Alpi bavaresi, dove ieri l'ipotesi di un tetto e' stata di nuovo discussa

7 gennaio

I Paesi che hanno ripristinato i controlli

La riunione d'urgenza convocata dal commissario Dimitris Avramopoulos con i rappresentanti dei governi di Berlino, Copenaghen e Stoccolma, non mitiga la crisi che attanaglia Schengen, con sei Paesi che hanno ripristinato i controlli (Austria, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia e Svezia) per far fronte ai flussi migratori da Balcani e Mediterraneo.

Soluzioni condivise

Abbiamo "concordato che Schengen deve essere salvaguardato" e che "le misure messe in atto siano mantenute lo stretto necessario, con un ritorno alla normalità il prima possibile", dice Avramopoulos. Ma è lo stesso commissario a dire che per arrivarci occorre un "rallentamento" degli arrivi e la messa in pratica delle soluzioni a 28.

Controlli alle frontiere

I tre Paesi nordici hanno chiesto con forza il rispetto delle regole sull'asilo Ue, dal regolamento di Dublino al sistema Eurodac, e la messa in pratica delle misure europee. Tutte cose che per ora non vanno. A parlare con maggiore 'franchezza', raccontano sul retroscena fonti diplomatiche, è stato il ministro dell'Immigrazione svedese Morgan Johansson. Ma il segretario di Stato agli Affari interni tedesco Ole Schroeder è stato il più duro in conferenza stampa. "Il controllo delle frontiere esterne non funziona, in particolare tra Grecia e Turchia. Eurodac non viene applicato. I ricollocamenti non procedono" ha accusato Schroeder. Fino a quando questo non sarà fatto, ha ammonito, gli Stati andranno avanti da soli.

Le richieste d'asilo

Insomma, Bruxelles faccia rispettare le regole. Nel 2015 sono state 1,1 milioni le richieste d'asilo in Germania. Una cifra record che desta forti preoccupazioni nel Paese e che il governo è "determinato a ridurre per il 2016" come indica il ministro dell'Interno Thomas de Maizie're. E nonostante Berlino abbia introdotto i controlli ai confini a settembre, la media degli arrivi dei profughi è di "3.200 al giorno e non tende a diminuire" spiega Schroeder.

La posizione danese

"Non vogliamo diventare la destinazione finale per migliaia e migliaia dimigranti" afferma Inger Stojberg, ministro danese all'Immigrazione. Copenaghen a inizio settimana ha ripristinato i controlli alle frontiere come conseguenza della stretta varata da Stoccolma, ed ora non esclude l'introduzione dell'obbligo di controllo dell'identità dei passeggeri per le compagnie di trasporti, così come ha fatto il Paese vicino sul ponte dell'Oresund. "Monitoriamo la situazione. Se necessario - dice Stojberg metteremo in atto la misura, con un breve preavviso".

Le richieste della Svezia

La Svezia chiede l'applicazione del "principio di Dublino", e "delle misure per rallentare il flusso su quella che diventata un'autostrada" per i flussi attraverso la Turchia, la Grecia e i Balcani, oltre ad un "rafforzamento delle frontiere esterne". Il ministro all'Immigrazione Morgan Johansson ricorda: "Lo scorso anno abbiamo avuto 160mila richiedenti asilo. Siamo il Paese che per anni ha preso il numero più alto di profughi pro capite". Ne sono arrivati 115mila solo negli ultimi 4 mesi, e 26mila minori non accompagnati, "l'equivalente di mille classi scolastiche". Non possiamo tornare a questo. "Occorre lavorare assieme per salvaguardare le regole". (ANSA).

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