Inter: esonerato Mazzarri, torna Mancini

Clamorosa svolta nella vicenda che riguarda il difficile rapporto tra l'Inter e Walter Mazzarri. Il presidente Thohir ha deciso l'esonero di Mazzarri già prima del derby. Trattative avviate con Roberto Mancini e accordo trovato in breve tempo, con ultimi dettagli sistemati nella notte e viaggio in mattinata del procuratore per incontrare i dirigenti a sottoscrivere il nuovo contratto. Per Mancini è il ritorno nella piazza abbandonata in tutta fretta alla fine della stagione 2007-2008 dopo la conquista del terzo scudetto consecutivo.

La decisione sarebbe stata presa negli ultimi vertici tenuti da Thohir prima di tornare a Giakarta. La partenza era stata rinviata di qualche ora dopo il pareggio contro il Verona, giunto sotto gli occhi del patron indonesiano che era apparso molto deluso. Mazzarri aveva un contratto da 3,5 milioni di euro netti, con un totale di circa 20 milioni (lordi) fino al giugno 2016. Per Mancini ci sarà un contratto fino al 30 giugno 2017 da 3,5 milioni a stagione bonus compresi. Con Mancini tornano ad Appiano Gentile anche gli storici collaboratori: Fausto Salsano (vice allenatore) e Ivan Carminati (preparatore atletico).

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La riunione decisiva è avvenuta nella serata di ieri, quando Thohir ha avvisato il ds Ausilio, Fassone e l'amministratore delegato Bolingbroke che il dado era tratto. Il mandato era cambiare e scegliere un tecnico ben voluto dalla piazza, per cercare di contrastare il progressivo disamoramento dei tifosi. Mancini ha dato immediata disponibilità al ritorno, anche con uno sconto rispetto allo stipendio preso nelle ultime stagioni in panchina tra Inghilterra (7 milioni netti dopo la vittoria della Premier League) e Turchia (4 milioni più bonus).

Un esonero traumatico per Walter Mazzarri e il suo staff, che in mattinata si erano recati regolarmente ad Appiano Gentile per la giornata di lavoro con allenamento programmato per il pomeriggio. Nessuno sapeva nulla e la comunicazione è stata fatta direttamente nel centro sportivo nerazzurro. Risulta che il tecnico e i suoi collaboratori non avessero ricevuto alcun avvertimento.

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Il primo contatto c'era stato - malgrado le smentite - durante la trasferta dell'Inter a Cesena lo scorso 26 ottobre. La presenza di Mancini in tribuna non era passata inosservata, anche se i diretti protagonisti avevano smentito qualsiasi incontro. In realtà Mancini aveva parlato con l'ad Bolingbroke e con il ds Ausilio, dimostrandosi volonteroso di rientrare nel giro e incassando un'intesa di massima: se cambia qualcosa tieniti pronto. Poi la svolta.

Cosa è cambiato nelle ultime ore? A quanto risulta i pochi giocatori presenti ad Appiano Gentile nel corso della sosta avevano intuito qualche movimento nella giornata di mercoledì. Un gioco di sguardi e di cose non dette apparentemente senza un risvolto immediato. Ma quello che trapela adesso, a esonero avvenuto, è che nelle sue apparizioni alla Pinetina dell'ultima settimana Thohir avrebbe anche respirato un clima non idilliaco tra il tecnico e alcuni pezzi importanti della squadra, con sul tavolo alcune scelte tattiche discusse. Nessuno che gli giocasse contro, ma la comunione d'intenti di inizio stagione era diventata solo un ricordo.

Arrivato all'Inter nell'estate del 2005 per sostituire Zaccheroni, in nerazzurro Roberto Mancini ha conquistato 3 scudetti, 2 Coppa Italia e 2 Supercoppe Italiane. Le delusioni (poche) sono arrivate dalla campagna europea di Champions League e proprio nel marzo 2008, dopo essere stato eliminato dal Liverpool, ci fu il famoso sfogo che spinse Moratti ad attendere la fine della stagione per chiudere il rapporto e iniziare l'era Mourinho.

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