Maserati, 100 anni

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Alfieri Maserati, fondatore con il fratello Carlo del marchio del tridente, a bordo di una monoposto negli anni '20


Carlo Maserati, fratello maggiore di Alfieri. Fu lui ad introdurre quest'ultimo al reparto corse della Isotta Fraschini, dove cominciò la carriera di pilota e meccanico.


La prima vera Maserati è la "Tipo 26". Si tratta di una monoposto da corsa con il telaio ereditato dalla Diatto, azienda che aveva da poco chiuso i battenti. La prima serie aveva un motore 8 cilindri da soli 1,5 litri, ma la vettura poteva raggiungere la ragguardevole velocità di oltre 180 km/h


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Il grande pilota Borzacchini a Indianapolis nel 1930. La vettura è una Maserati V4, evoluzione della Tipo 26. Aveva un motore 16 cilindri sovralimentato di quasi 4 litri e raggiungeva i 260 km/h.


La A6, disegnata da Pininfarina, è la prima berlinetta progettata nel dopoguerra. Della serie A6, dove la lettera "A" sta per Alfieri (Maserati) e il numero "6" corrisponde a quello dei cilindri saranno costruite diverse versioni: spider, roadster, corsa e berlinetta.


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La Maserati A6 GCS di Luigi Musso e Augusto Zocca al Gran Premio d'Italia sport prototipi del 1953.


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La Maserati 250F di Juan Manuel Fangio durante il GP di Monza, ultima prova del campionato F1 del 1957. Fangio terminerà la gara secondo dietro a Stirling Moss, vincendo il mondiale.


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Stirling Moss a Monza nel 1954 su Maserati 250F.


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Meccanici al lavoro sulla maserati 250F di Moss durante il GP di Silverstone nel 1954.


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La 250F dell'argentino Roberto Mieres affronta al parabolica di Monza


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La Maserati A6GCS di Francesco Giardini ad un punto di controllo della Mille Miglia del 1956.


Una Maserati 3500GT rossa fiammante. Presentata nel 1957 fu la prima vettura gran turismo ad essere prodotta in larga scala dalla casa del tridente. All'inizio degli anni 60 sarà affiancata da un modello da questa derivato, la 5000GT.


La prima serie della "Quattroporte", berlina di lusso di generose dimensioni che ha fatto la storia di Maserati dagli anni '60 ad oggi. La versione nella foto è del 1963, anno di lancio. Era spinta da un propulsore a 8 cilindri di 4,2 litri di cilindrata che poteva lanciare la vettura a oltre 230 km/h. Per la prima volta era disponibile un cambio automatico a 3 rapporti.


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Sempre del 1963 è la Mistral. Prende il nome dal famoso vento, e si tratta di una vettura innovativa per l'abbandono del classico 6 cilindri bialbero di derivazione F1 per un 6 cilindri ad iniezione elettronica Lucas. Potenza di oltre 235 CV per la versione da 3500cc.


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La regina Elisabetta II in visita ufficiale a Parigi sale su una Citroen Maserati SM di proprietà dell' Eliseo. La berlina di lusso prodotta durante il periodo di proprietà della Maserati da parte della casa francese, fu prodotta tra il 1970 e il 1975.


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L'imprenditore argentino Alejandro De Tomaso appoggiato al cofano di una Quattroporte nei primi anni '80. L'8 agosto 1975, quando i francesi di Citroen abbandonano la proprietà di Maserati, De Tomaso rileva la maggioranza delle quote e inizia il processo di rilancio industriale. Il modello principale della sua gestione sarà la berlina "Biturbo".


Una Maserati Biturbo della prima serie (1982). Altamente competitiva da un punto di vista commerciale era spinta da un V6 sovralimentato da 2 turbocompressori. Nonostante l'ottima accoglienza da parte di pubblico e stampa, il modello soffriva di evidenti problemi di affidabilità dovuti a collaudi preserie non sempre approfonditi. 


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Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini a bordo della Maserati Quattroporte del Quirinale. Quella del Presidente fu costruita in versione blindata. Anche Carlo Azeglio Ciampi scelse la casa del tridente per gli spostamenti ufficiali.


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John Elkann durante la cerimonia di inaugurazione degli stabilimenti Maserati di Grugliasco (TO) il 30 gennaio 2013. Gli impianti produttivi sono stati ricavati dall'area industriale delle ex officine Bertone.


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La gamma Maserati nel 2014. Da sinistra: Ghibli, Granturismo, Grancabrio, Quattroporte.


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Amante delle Maserati, il cantante Claudio Villa nel 1972 accanto alla sua "Mexico" del 1966.


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Maurizio Vandelli, leader dell' "Equipe 84", durante la revisione della sua "Ghibli" nel 1968.


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Nick Mason, batterista dei Pink Floyd e grande collezionista di auto sportive classiche
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jay Kay, leader dei Jamiroquai posa di fianco a una Maserati A6G carrozzata Zagato.


La storia di Maserati comincia da un altro marchio automobilistico di prestigio: Isotta Fraschini. E' infatti a Milano che il fondatore del marchio del tridente comincia la sua carriera come meccanico e pilota sportivo, introdotto dal fratello maggiore Carlo.

Si trasferisce a Bologna nel 1914 per conto di Isotta Fraschini e alla fine dell'anno fonda ufficialmente l'azienda "S.A. Officine Alfieri Maserati", dove comincia la produzione di candele e accumulatori. Pochi anni più tardi suo fratello Mario, artista, disegnerà il logo della casa, ispirandosi al tridente della fontana di Nettuno a Bologna.

Nel 1926 esce dalle Officine Maserati la prima auto progettata da Alfieri, la "Tipo 26" di soli 1.500cc di cilindrata, su chassis ereditati dalla marca torinese Diatto in via di liquidazione. La monoposto bolognese è un fulmine, e il fratello di Alfieri, Ernesto, la spinge a 167 km/h. Il nome si fa largo tra i facoltosi appassionati e piloti dell'epoca, ma l'anno successivo Alfieri ha un incidente gravissimo che lo priva di un rene.

Con altri piloti, tra cui Borzacchini, la Maserati infrange tutti i record di velocità tra il 1929 e il 1930. Nel 1932 il fondatore, Alfieri Maserati, muore per le conseguenze dell'incidente del 1927. Nel 1933 arriva Tazio Nuvolari che inizia a correre su una 8CM che vincerà moltissime gare ufficiali fino al 1934. Nel 1937 i fratelli Maserati cedono l'azienda al gruppo siderurgico Orsi.

L'entrata dell'Italia in guerra, nel 1940 impone la sospensione della produzione di vetture da corsa e segna lo spostamento della sede da Bologna a Modena, concentrata nella produzione di candele e batterie.

La produzione automobilistica riprende nel 1946 con una vettura, per la prima volta, stradale. La A6, una granturismo uscita dalla matita di Pininfarina. Il 1946 segna la fine della famiglia Maserati in azienda quando Ernesto, Ettore e Bindo fondano la OSCA, carrozzeria dedicata esclusivamente a prototipi da corsa.

La nascita della Formula 1 vede accentuarsi la rivalità con Ferrari. La casa del tridente si affida a Juan Manuel Fangio. Per Modena, ogni gran premio è un derby cittadino. Dopo un passaggio in Ferrari, Fangio torna in Maserati e vince il mondiale nel 1957. 

Nel settore gran turismo a farla da regina è la 3500 GT del 1960, scelta in una versione extralusso dallo scià di Persia. Nel 1964 debutta la prima Maserati con il nome di un vento, la Mistral. Successivamente viene lanciato sul mercato un modello glorioso, la Quattroporte, una berlina di generose dimensioni ma dal propulsore potentissimo.

La crisi degli anni '70 mette la proprietà Orsi in condizioni di dover rafforzare l'azionariato. Il marchio del tridente si unisce al "double chevron" di Citroen, che concepisce una nuova ammiraglia, la SM, con il cuore propulsore Maserati. 

La repentina uscita del partner francese da Maserati, getta il marchio in grave crisi. Sarà rilevato dall'imprenditore argentino Alejandro De Tomaso nel 1975. La gestione, durante la quale viene prodotta la Biturbo, una delle berline di maggiore diffusione del marchio. 

Nel 1993 il pacchetto azionario è ceduto a Fiat che poi lo passerà a Ferrari nel 1997. Dal 2002 si aprono le porte del mercato USA, con i modelli Spyder e la rinnovata Quattroporte. Nel 2005 Maserati torna di nuovo a Fiat Group che, dal 2013 stabilisce la produzione nel ex stabilimento Bertone di Grugliasco, alle porte di Torino. Attualmente la produzione è di 4 modelli: Quattroporte, Ghibli, Granturismo, Grancabrio.

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