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ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Economia

Legge di Stabilità: la risposta dell'Italia alla lettera della UE

Arrivata nella serata di martedì 25 ottobre, la preannunciata lettera della UE per avere chiarimenti sulla manovra del governo Renzi ha ricevuto la sua risposta da parte del Ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

"Un esame preliminare del documento programmatico per il bilancio 2017 suggerisce che il cambiamento programmato nel bilancio strutturale per il 2017, ricalcolato secondo la metodologia comunemente accolta, è negativo e molto al di sotto dello 0,6% del Pil o oltre raccomandato dal Consiglio il 12 luglio scorso": queste le righe che denunciano tutto l'allarme della Commissione europea, con il conseguente invito a fornire "spiegazioni riguardo alla revisione degli obiettivi e alla differenza sostanziale che emerge rispetto agli impegni presi la scorsa primavera".

La risposta del Governo è arrivata puntuale: "le spese straordinarie per migranti ed emergenza terremoti non sono strutturali". Dunque non c'è nulla da temere, a dire del Governo.

QUI LA RISPOSTA DEL MINISTRO DELL'ECONOMIA PADOAN

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La reazione di Renzi
Ricevuto l'annuncio dell'arrivo della lettera Ue mentre era ospite in Tv a Porta a Porta, il premier Matteo Renzi ha difeso la manovra passando direttamente all'attacco con la minaccia di mettere il veto sul bilancio europeo se nel 2017 non arriverà un aiuto per affrontare l'emergenza migranti, la cui voce di spesa è uno dei punti focali del bilancio dell'Italia. "Da marzo non riusciremo a far fronte agli sbarchi, l'Ue apra le porte e il portafoglio e noi abbassiamo le spese", ha affermato il capo del governo, sottolineando che senza le spese per i migranti il deficit sarebbe al 2 per cento. "Noi diamo 20 miliardi all'Europa e l'Ue ce ne restituisce 12, ma se l'Ungheria o la Slovacchia ci fanno la morale sui migranti e non ci danno una mano, l'Italia è pronta a mettere il veto sul bilancio comunitario", ha quindi concluso il premier, che si è anche detto "ottimista" sul fatto che il pil raggiunga l'1 per cento nel 2016.

I dubbi della Commissione Europea
Nella replica televisiva ai vertici di Bruxelles, Matteo Renzi ha quindi ribadito una posizione espressa già in diverse occasioni nel recente passato. Secondo il premier, l'Europa deve scegliere: o abbandonare la strada dell'austerity e degli "zerovirgola" e stare con l'Italia, oppure continuare a chinare la testa verso i Paesi come l'Ungheria che ignorano le regole sui migranti, con tutti i rischi di una rivolta da parte dei cittadini.

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Da parte sua, la Commissione europea osserva invece nella lettera che "l'Italia ha beneficiato di una flessibilità significativa secondo le regole del patto di stabilità e crescita sia nel 2015 che nel 2016. Una parte di questa flessibilità, soprattutto nell'ambito delle clausole di sugli investimenti e le riforme strutturali, è stata concessa a condizione che l'Italia facesse uso di questo per aumentare gli investimenti, progredire nel'agenda delle riforme strutturali, presentare piani credibili per realizzare gli aggiustamenti di bilancio nel 2017".

Dopo di che viene osservato che lo scorso 17 maggio "il governo italiano si è impegnato con una lettera a riprendere il percorso dell'aggiustamento degli obiettivi di medio periodo nel 2017, assicurando il pieno rispetto delle norme del braccio preventivo (del Patto di stabilità e crescita, ndr), che era un fattore chiave rilevante nell'ultimo rapporto ai sensi dell'articolo 126/3 del trattato sulla violazione della regole del debito nel 2015".

Lo scontro interno contro i Paesi dell'est
Già nella conferenza stampa a conclusione del vertice, in cui tra l'altro è riuscito a stoppare la minaccia di ulteriori sanzioni economiche alla Russia per le azioni in Siria, Renzi aveva argomentato che l'Italia non si aspetta una bocciatura, semmai procedure di infrazione per chi non rispetta le norme sui migranti.

Ed aveva anticipato che nella battaglia per il futuro bilancio europeo 2019-2026, l'Italia non sara' disposta a continuare a dare soldi ("ogni anno versiamo 20 miliardi e ne riprendiamo 12") che vanno a favore dei paesi dell'est se questi continueranno a rifiutare la solidarietà per la distribuzione dei migranti. Ed aveva anche sottolineato che per uscire dalla crisi "il modello americano di Obama ha funzionato, quello dell'austerity europea no".

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