5 cose da sapere sull'Inferno di Dan Brown

Inferno di Dan Brown (Mondadori) è uscito da poco (il 14 maggio, neppure la data è casuale, come vedremo) e sembra inevitabilmente destinato a diventare il libro più letto dell’anno. Senza svelarvi nulla che possa in qualche modo guastare la suspense della lettura, ecco cinque cose da sapere per affrontare il romanzo dell’anno, o per stupire gli amici nelle conversazioni su di esso prima ancora di averlo letto.

1. Il Corridoio Vasariano - E' il corridoio sopraelevato che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti, sull'altra riva dell’Arno, attraverso la Galleria degli Uffizi e la sommità del Ponte Vecchio. Realizzato da Vasari nel 1565 e voluto dai Medici per consentire alla famiglia di muoversi fra la sede del potere (Palazzo Vecchio) e la residenza (Palazzo Pitti) senza mai uscire all'aperto. A quei tempi le strade erano a rischio di attentati: per risolvere contese politiche bastava dare una coltellata a un granduca mentre passeggiava per strada. Una importante scena di Inferno è ambientata lungo sale questo famoso percorso segreto. Il Corridoio Vasariano oggi fa parte del Polo Museale Fiorentino e ospita opere d’arte preziose, ma chissà se milioni di fan di Dan Brown riusciranno a farlo riaprire al pubblico: al momento, infatti, è possibile visitarlo solo su appuntamento previa richiesta alla segreteria degli Uffizi. 

2. Il Cerca Trova - Chi frequenta Firenze lo sa bene: nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio sono presenti diversi affreschi di Giorgio Vasari, fra cui La vittoria di Cosimo I a Marciano in Val di Chiana. L’opera raffigura la battaglia di Scannagallo, vinta dall'esercito di Cosimo I de' Medici sulle truppe senesi il 2 agosto 1554. Nella parte superiore dell’affresco, una delle bandiere dei soldati in campo riporta la misteriosa scritta "Cerca trova". Quale significato voleva attribuire Vasari a queste parole? E' un indizio? Nel tempo i fiorentini e gli studiosi hanno dato diverse spiegazioni. E’ peraltro noto a chi conosce la storia dell’arte che quando nel 1577 Vasari affrescò queste pareti, ricoprì anche ciò che restava della Battaglia di Anghiari, leggendaria opera incompiuta dipinta nel salone da Leonardo Da Vinci nel 1503 (sulla parete opposta, Michelangelo avrebbe dovuto preparare un affresco "gemello", la  Battaglia di Cascina). L’enigma del "Cerca trova" e l'affascinante storia di questi affreschi hanno un ruolo importante anche nel romanzo di Brown.

3. La mappa dell’Inferno secondo Botticelli - Una delle migliori rappresentazioni dell’Inferno resta quella della mappa realizzata dal grande pittore rinascimentale Sandro Botticelli (1445-1510). Esplicitamente ispirata alle descrizioni della Divina Commedia, la mappa illustra la geografia dell’Inferno nella classica sezione a imbuto, ripresa poi in tutta l'iconografia successiva. Fu dipinta a olio da Botticelli fra il 1480 e il 1490. La mappa compare anche fra le mani di Langdon, nel libro di Dan Brown, che pochi giorni fa ne ha pubblicato una riproduzione grafica su Twitter:

4. Inferno, il film - Dan Brown "non ha dubbi": anche Inferno diventerà un film, come rivela il quotidiano americano USA Today . In realtà Brown e gli sceneggiatori stanno ancora lavorando alla versione cinematografica di Il simbolo perduto, il best seller uscito nel 2009. Prima bisognerà quindi terminare la realizzazione del Simbolo. Per la parte di Langdon, Brown vorrebbe ancora Tom Hanks, già interprete di Il Codice Da Vinci e Angelo demoni: "Mi piace guardarlo pensare. Non è un eroe d’azione: è un eroe del pensiero."

5. L'anagramma numerico - Anche la data scelta per l’uscita del libro, 14 maggio 2013, nasconde un simbolo: 14/5/13 è l'anagramma numerico del pi greco (3,1415), ossia la costante usata in geometria per calcolare le dimensioni delle circonferenze. E che cos'è l’Inferno se non un'immensa architettura di cerchi concentrici?

Il sito Mondadori dedicato a Inferno

YOU MAY ALSO LIKE