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Kansas City: polizia Usa ancora nel mirino

Un altro poliziotto è stato ucciso negli Stati Uniti, a Kansas City durante l'inseguimento di un uomo che aveva aperto il fuoco da un'auto in corsa. I colleghi del capitano Robert David Melton, 46 anni, sono riusciti a fermare il killer mentre cercava di scappare a circa un isolato di distanza dal luogo della sparatoria. Con lui è stato fermato un altro uomo, presumibilmente un complice.

Dopo i recenti attacchi contro i poliziotti a Dallas per mano di un cecchino durante una manifestazione contro gli abusi della polizia, dopo l'uccisione di tre agenti a Baton Rouge, in Lousiana, il timore è che gli attacchi contro le forze dell'ordine americane di cui si sono resi protagonisti alcuni afroamericani possano continuare, inasprendo un clima sempre più infiammato, con la comunità nera ormai sul piede di guerra per i frequenti casi di discriminazione e violenza razzista compiuti dalla polizia.

Non c'è ancora però in questo caso la conferma che si tratti di una vendetta contro la polizia. La cautela è d'obbligo. Lo ha sottolineato un portavoce della polizia locale, Tom Tomasic. È ancora troppo presto ancora per determinare se lasparatoria di ieri notte possa essere collegata agli attacchi di Dallas o Baton Rouge. «A quanto sappiamo al momento la sparatoria è iniziata mentre i nostri agenti stavano investigando per un crimine». L'unico elemento che collegherebbe l'omicidio dell'agente con quanto avvenuto nelle ultime settimane è, oltre all'origine afroamericana del killer, il fatto che Kansas City è la città di Gavin Long, il killer di Baton Rouge. Un po' poco per stabilire un nesso.

Quello che appare chiaro è che il dibattito sulle tensioni razziali e sul libero commercio di armi è più acceso che maiin America, complice anche la concomitanza con le elezioni presidenziali. Gli inviti del presidente americano Barack Obama alla calma e a moderare il linguaggio, perora sono caduti nel vuoto.

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