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Juncker: "Per i rifugiati deve prevalere la dignità umana"

I numeri che riguardano la crisi dei migranti sono "spaventosi, ma questo non è il momento di avere paura, è il momento di un'azione concertata e della solidarietà". Così ha detto Jean Claude Juncker, nel suo primo discorso sullo Stato dell'Unione europea, dinanzi al Parlamento di Strasburgo, questa mattina.

Juncker ha aggiunto che "è il momento in cui deve prevalere la dignità umana. Tutti noi dobbiamo ricordare che l'Europa è un continente in cui siamo stati tutti, in un qualche momento della storia, dei rifugiati".

Il nuovo piano di accoglienza
Juncker, ha anche annunciato il piano Ue di accoglienza per ulteriori 120mila rifugiati in Europa (oltre ai 40mila già previsti), da ripartirsi in quote obbligatorie tra gli Stati.

"Chiedo che venga adottato questo meccanismo", ha detto, un piano che riguarderà 160mila persone. "Gli europei devono prendersi carico di queste persone, abbracciali e accoglierli. Spero che tutti siano coinvolti, che non ci sia retorica e solo parole, ma che ci sia azioni".

"Mi auguro veramente -ha continuato- che lunedì prossimo i ministri degli Interni dei paesi Ue decidano senza esitazioni la ripartizione di 160 mila persone, ognuno deve fare la sua parte". "Non parliamo di numeri, ma di esseri umani che vengono da Siria e Libia e quello che stanno passando potrebbe accadere a chi oggi vive in Ucraina: non si può fare distinzione di credo, etnia o di altro tipo".

La Commissione europea prevede che la Germania dovrà accogliere 31.443 rifugiati, la Francia 24.031, la Spagna 14.931, tra i profughi arrivati in Grecia, Italia e Ungheria.

Il calcolo è effettuato sulla base di quattro criteri di redistribuzione: popolazione, Pil, tasso di disoccupazione e sforzo già effettuato in materia di accoglienza.

Nella proposta di ripartizione obbligatoria dei rifugiati sono inclusi 22 dei 28 Stati membri, esclusi Grecia, Italia, Ungheria, Regno Unito, Danimarca e Irlanda (gli ultimi tre Paesi godono del diritto di 'opt out').

I rifugiati sono lo 0,1% della popolazione della Ue
Juncker ha indicato che il piano di ricollocamento dei rifugiati nella Ue proposto dalla Commissione ai governi concerne in tutto 160 mila persone. "Occorre un meccanismo di distribuzione tra i vari paesi dell'Unione, vincolante, spero che questa volta ci stiano tutti i paesi", ha aggiunto il presidente dell'esecutivo europeo precisando che "l'Italia come l'Ungheria non possono essere lasciati soli a gestire un tale fenomeno".

Chiedendo una valutazione serena e fondata dell'afflusso dei migranti, Juncker ha ricordato che i rifugiati rappresentano attualmente lo 0,1% della popolazione Ue. Tanto per fare un esempio, ha aggiunto Juncker, i rifugiati in Libano rappresentano il 25% della popolazione e il Libano è un paese il cui standard di vita è un quinto di quello della Ue.

Garantire asilo, anche in futuro
"Abbiamo bisogno di più Europa nella politica di asilo, di più unione nei confronti dei rifugiati. Questo richiede che la solidarietà sia prevista, quindi la Commissione propone un meccanismo di redistribuzione permanente che consenta di affrontare la situazione di crisi in modo più agevole nel futuro".
"Una politica comune per rifugiati e asilo richiede ulteriore avvicinamento delle politiche per garantire asilo, gli Stati membri devono riesaminare le loro politiche", ha aggiunto, Juncker.

Schengen rimane. Rafforziamo Frontex
"Schengen non sarà abolito da questa Commissione". Ha dichiarato ancora Juncker. "L'altro lato della medaglia è che si deve collaborare più strettamente per gestire i confini esterni", ha aggiunto, "dobbiamo far diventare Frontex un sistema di guardia costiera efficiente, siamo disposti a investire sulla guardia costiera entro fine anno".

Aiutare i profughi
"La crisi non si risolve velocemente ma dare fuoco ai campi profughi non è l'Europa. L'Europa è la gente di Kos che regala panini ai rifugiati in arrivo o la gente a Monaco che in stazione aiuta i nuovi arrivati. L'Europa in cui voglio vivere è quella incarnata da tutte quelle persone, non di quelle che rifiutano di aiutare", ha detto il presidente della Commissione europea.

Inclusione
Junncker è stato anche chiaro sul lavoro: "Sono favorevole a permettere ai richiedenti asilo di lavorare nel periodo in cui la loro richiesta viene processata".

"Questa nostra Unione europea non è in buone condizioni": ma, ha detto il presidente della Commissione europea al termine del discorso, "se non esistesse saremmo più deboli e non dobbiamo cedere: continuiamo la nostra opera".

Jean-Claude Juncker ha parlato per circa un'ora e mezzo, in tedesco, inglese e francese e ha dedicato la parte più lunga del suo discorso all'emergenza immigrazione, per poi passare alla Grecia, alla situazione economica, ai rapporti con il Regno Unito e al cambiamento climatico.

Un lungo applauso
Al termine, è stato salutato dall'assemblea con un lungo applauso. Il presidente Martin Schulz lo ha ringraziato del suo impegno nonostante la perdita della madre, domenica scorsa, e le cattive condizioni di salute del padre, porgendogli le condoglianze del Parlamento intero.

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