Italia, Ventura parte male: cosa va e cosa no della sua nuova Nazionale

L'Europeo è lontano, ma nessuno si era illuso di poter ritrovare nella prima Italia di Ventura la stessa furia agonistica dell'ultima di Conte che aveva riempito d'orgoglio gli italiani sfiorando la semifinale in Francia. Eppure si poteva attendere qualcosa in più nel giorno del debutto a Bari, stadio dove non avevamo mai perso e che ci ha visto piegare la testa davanti alla Francia di Deschamps (1-3, con goal di Graziano Pellè): risultato che non conta nulla, ma che accende anche qualche spia perché ineccepibile.

Abbiamo perso meritatamente, puniti dagli errori della nostra difesa e da una condizione fisica scadente che deve far riflettere. Tra un anno esatto di questi tempi affronteremo la trasferta in Spagna decisiva per la qualificazione al Mondiale di Russia 2018 e arrivarci così rischierebbe di diventare un clamoroso autogol. Le Furie Rosse, che ieri hanno vinto bene in Belgio, stanno tornando grandi e spaventano nella corsa al torneo mondiale. Guai a sottovalutare i segnali emersi a Bari.

Cosa non va nella prima Italia di Ventura

La notte di Bari ha detto che non basta proporre la stessa formazione o quasi dell'Europeo per ricavarne lo stesso prodotto. Storicamente soffriamo le amichevoli e quindi non stupisce che sia mancato quel sacro furore agonistico messo in campo con Conte (ma solo nell'ultimo mese del suo biennio in panchina), però è clamorosamente venuto a mancare il primo punto di riferimento su cui si poggiava la forza degli azzurri.

Era già successo in Belgio nello scorso mese di novembre, quando incassammo un altro 1-3 preoccupante. La difesa ha regalato alla Francia un paio di gol, errori clamorosi di Chiellini e non solo che non possono essere spiegati unicamente con l'assenza di Bonucci. Il quale, per sacrosanti motivi personali, mancherà anche nella trasferta in Israele. Se indifesi, perdiamo molto della nostra forza e non abbiamo talento a sufficienza per bilanciare in attacco.

E' mancato anche il ritmo e non si è vista la consueta disposizioni ad aggredire l'avversario in fase di recupero pallone. E nella ricostruzione, che Ventura vuole più ragionata di Conte e meno verticale, manca ancora la qualità pur col rientro di Verratti. Attenzione anche agli infortuni: De Rossi e Barzagli sono usciti acciaccati dal San Nicola e il rischio è di entrare subito in emergenza.

Cosa va nella prima Italia di Ventura

Per fortuna c'è anche qualcosa di positivo da registrare dopo il debutto di Bari. Intanto la quantità di possesso palla, che contro la Francia ha toccato il 60% dimostrando come siano bastati pochi allenamenti per inculcare nella squadra un nuovo modo di pensare calcio. Bisognerà abbinare velocità e pericolosità per evitare che si tratti di un possesso sterile, però il primo passo è già stato compiuto e soprattutto nella metà campo avversaria il gioco a tratti è fluito scorrevole e avvolgente.

La seconda annotazione è per le fasce. Ventura le ha sempre considerate un punto fondamentale del suo modo di mettere in campo una squadra e la qualità sugli esterni non manca. Candreva è stato uno dei migliori e più continui della serata insieme a Pelleè ed Eder, la coppia gol di Conte da cui si è deciso di ripartire anche nel nuovo ciclo. Il 'cinese' Pellè si è presentato in condizioni di forma ancora accettabili, la speranza è che un campionato minore come quello della Cina non lo renda scarsamente adatto al calcio europeo. Toccherà a Ventura motivarlo per bene. E adesso in Israele per vincere (obbligatorio) senza sbagliare nulla.

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