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Furia jihadista su Mar Elian, monastero restaurato da padre Dall'Oglio

Un frame dal video dell'Isis che mostra la distruzione del monastero di Mar Elian
Un frame dal video dell'Isis che mostra la distruzione del monastero di Mar Elian
Un frame dal video dell'Isis che mostra la distruzione del monastero di Mar Elian
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I militanti dell'Isis distruggono il monastero cattolico di Mar Elian a Qaryqatayn, vicino a Homs in Siria, costruito nel quinto secolo dopo Cristo, in una foto diffusa dall'Isis e pubblicata sul sito Justpaste.it
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Una veduta del monastero cattolico di Mar Elian a Qaryqatayn, vicino a Homs in Siria, costruito nel quinto secolo dopo Cristo, in una foto tratta da Wikipedia.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Shony Franso, casalinga di Qaraqosh , con la sua catenina al collo. Le cose più preziose che ha portato con sé sono i suoi gioielli.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Rafo Polis, insegnante in pensione, racconta di non aver portato con sé nient'altro che la sua fede, il suo bene più prezioso.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Heleen Dawood, casalinga di Qaraqosh, mostra la cosa più preziosa che ha portato con sé: la sua bibbia.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Una studentessa di Qaraqosh mostra la cosa più preziosa che ha portato con sé: il suo cellulare.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Khidhir Badry, trattorista di Qaraqosh, mostra la cosa più preziosa che ha portato con sé: un'immagina sacra di Gesù e della Vergine.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Annosa Ishaac, infermiera di Qaraqosh , mostra la cosa più preziosa che ha portato con sé: il passaporto.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Nawar Jarjees, falegname di Qaraqosh, ha portato con sé due cose preziose: il suo computer portatile e la sua automobile.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Fatin Atheer, 6 anni, studentessa di Qaraqosh, è fuggita senza poter portare niente con sé. Da allora, non ha mai smesso di chiedere di poter riavere il suo piccolo computer portatile, abbandonato nella fuga. Suo padre è da poco riuscito a trovarne uno dello stesso modello in un mercato della città e a comprarglielo.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Jandark Jibrael, sarta di Qaraqosh, mostra la cosa più preziosa che ha portato con sé: il suo rosario d'oro.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Anwar Nassir, musicista di Qaraqosh, mostra la cosa più preziosa che ha portato con sé: il suo strumento.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Kamil Abdulahad, conciatore in pensione di Qaraqosh, mostra la cosa più preziosa che ha portato con sé: i suoi documenti dell'epoca del servizio militare.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Anas Khaleel, studente e piastrellista di Qaraqosh, mostra la cosa più preziosa che ha portato con sé: il suo smartphone Samsung.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Najeeb Mansoor, fabbro di Qaraqosh, mostra la cosa più preziosa che ha portato con sé: i suoi documenti di identità.
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Cristiani in fuga dall'Isis, Erbil, Iraq, 13 dicembre 2014. Una donna che ha chiesto di non rivelare il suo nome, casalinga vedova di Qaraqosh, dice che la cosa più preziosa che ha portato con sè è il suo rosario.

Militanti dell'Isis hanno distrutto nelle scorse ore il monastero cattolico di Mar Elian a Qaryqatayn, vicino a Homs in Siria, costruito nel quinto secolo dopo Cristo. La stessa Isis ha diffuso un video con i bulldozer al lavoro tra le rovine.

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Il monastero era stato restaurato solo una decina di anni fa in un'iniziativa alla quale aveva partecipato Padre Paolo Dall'Oglio, il gesuita romano rapito dallo Stato islamico a Raqqa due anni fa. Lo ricordano oggi attivisti siriani, sottolineando che il monastero di Mar Elian è legato a quello di Mar Musa, dove è attiva una comunità un tempo guidata da Padre Dall'Oglio. Nel maggio scorso il priore di Mar Elian, Jacques Murad, era stato rapito da un gruppo di uomini armati e a volto coperto che erano entrati nel monastero. Ma è stato solo il 7 agosto scorso che i miliziani dello Stato islamico hanno conquistato Al Qaryatain, dove è situato il monastero, sequestrando 230 civili tra cui "decine di cristiani", secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

La profanazione

Nel video - in realtà una serie di fotografie in successione - si vede innanzi tutto la profanazione della chiesa, seguita dalla riesumazione dei resti di Sant'Elian - ucciso dai romani nel 285 - a cui il monastero era dedicato, e quindi la distruzione dello storico complesso, situato nel deserto siriano. Il monastero, considerato uno dei centri cattolici più importanti della Siria, era stato ricostruito in diverse riprese nel corso dei secoli e accoglieva ogni anno il 9 settembre in occasione della festa del santo, migliaia di pellegrini.

L'accoglienza dei pellegrini

Con l'arrivo della guerra civile, Mar Elian aveva accolto e protetto migliaia di profughi, cristiani e musulmani. "Costruiamo per servire i poveri, per insegnare ai bambini musulmani e cristiani, affinche' non muoia la speranza, vogliamo rimanere un segno di speranza per il resto della parrocchia e per tutti gli altri", aveva detto padre Mourad, in occasione di un'iniziativa per i bimbi, organizzata in collaborazione con la comunità islamica.

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