Il Coronavirus cambia il carrello della spesa degli italiani

La rivoluzione copernicana che ha sconvolto la vita e le abitudini degli italiani da un mese a questa parte arriva anche nel carrello del supermercato. A causa delle restrizioni imposte per arginare la diffusione dell'epidemia da Covid-19 è cambiata radicalmente la spesa delle famiglie e in quarantena si acquistano prodotti alimentari e non solo che prima si compravano raramente e in scarsa quantità e che ora non possono mancare in dispensa.

Alla diffusa e sana pratica tutta made in Italy di preferire per lo più alimenti freschi e fedeli alla logica della dieta mediterranea gli italiani ora hanno sostituito l'abitudine di fare scorte di scatolette, cibi a lunga conservazione, carne secca, farine e preparati vari. In casa, poi, non possono mancare igienizzanti, disinfettanti e una grande quantità di prodotti per la pulizia e igiene personale.

La fotografia del radicale cambio nelle abitudini di consumo durante la quarantena arriva dall'osservatorio Iri che ha comparato per Centromarca i dati di vendita dei prodotti con maggior percentuale di crescita nelle ultime quattro settimane rispetto allo stesso periodo del 2019.

In vetta spicca l'alcool denaturato che nell'ultimo mese ha subito un incremento del 220,4% delle vendite. Seguono le salviette igieniche che rispetto al marzo 2019 sono state vendute il 154,2% in più. Terzo gradino del podio per i guanti monouso che segnano un + 113%.

Tra gli alimentari la vendita di farine e miscele è cresciuta dell'82,6% mentre quella del lievito di birra del 70,1%. Gli italiani riscoprono anche i cibi in scatola in particolare la carne le cui vendite sono cresciute dell'82% negli ultimi 30 giorni.

La carne in scatola, tra l'altro, spiegano i nutrizionisti, è alimento sano ed equilibrato dalla grande versatilità e dai pochi grassi. Dal punto di vista nutrizionale è un alimento completo e la carne, sempre proveniente da tagli pregiati e magrissima, è conservata in gelatina naturale prodotta dall'alga agar agar in cui la carne stessa viene cotta.

Gli italiani, poi, riscoprono cereali e legumi secchi e preferiscono cibi dalle lunghe preparazioni che ben si coniugano con il gran tempo a disposizione che hanno le famiglie. Si riscopre il piacere di preparare il pane in casa e la pizza, ma anche le torte al punto che il lievito è di fatto inrtovabile, gli stufati e gli arrosti.

Secondo gli esperti il cambio nelle abitudini di spesa può rispondere al cosiddetto effetto shock e gli esperti parlano di "spesa di guerra" ovvero di quell'impulso a riempire la dispensa nel timore che quello che oggi si trova al supermercato domani possa essere un lusso.

La dispensa diventa il luogo dove esorcizzare la paura e il timore di quello che sta accadendo e sapere di avere scorta di pasta (+47,3%); riso (+49,6%) o sughi pronti (+44,6%) tranquillizza le famiglie.

Boom di vendite anche per i prodotti per l'igiene personale (+66,8%) e candeggina (+60,5%) oltre che integratori alimentari (+70,1%) e kit di diagnostica (+68,6%).

Cambia anche il modo di fare la spesa e gli orari scelti per gli acquisti. Complice l'obbligo agli ingressi calmierati all'interno dei supermercati gli italiani si dividono in maniera piuttosto omogenea nell'arco della settimana scegliendo di fare la spesa dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19.

L'Osservatorio di Stocard - l'applicazione wallet che consente di digitalizzare tutte le carte fedeltà nel proprio smartphone – ha constatato che i ritmi imposti dalla quarantena stanno evitando i consueti picchi di acquisti nelle ore di punta e hanno distribuito la spesa nel corso della giornata evitando sovraccarichi e assembramenti eccessivi e la tendenza riguarda sia la spesa ai supermercati che quella online. Nel corso dei primi giorni di quarantena, infatti, il sistema di consegna della spesa a domicilio era andato in black out con tempi di attesa infiniti e impossibilità di accedere al servizio. Secondo l'Osservatorio Stocard ora la situazione sta arrivando a una lenta normalizzazione e anche gli italiani stanno imparando a convivere con le necessità imposte dalla quarantena.

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