Formidabile quell’annata

Quanto può durare un vino? Se in etichetta è spesso ben evidenziato il millesimo, per intenderci l’anno in cui si sono raccolte le uve, poco si sa sulle reali capacità di quella bottiglia di durare nel tempo.

I fattori della longevità sono tanti. Dipende innanzitutto dal vino inteso come tipo di vitigno, ma dipende anche dal territorio dove cresce, dalla qualità dell’annata, dallo stile di vinificazione, dai livelli di acidità, dalla presenza di tannini e, cosa non da poco, dipende anche dalle condizioni di conservazione.

Normalmente verrebbe da pensare che il vino rosso sia  più longevo, con alcuni picchi di «anzianità» sono toccati dai grandi Bordeaux o dai Porto d’annata; vini capaci di vivere persino 100 anni.

Il tutto viene stravolto dai grandi bianchi della Mosella, siamo in Germania, la cui acidità generalmente li protegge dal trascorrere degli anni. Forse quelle che meno si prestano ai lunghissimi invecchiamenti sono le bollicine. In molti pensano che gli unici a cavarsela saranno gli champagne, in virtù della loro proverbiale freschezza. Tutto falso o, quantomeno,  relativo. Lo dimostra la sfida contro il tempo ingaggiata dalla famiglia Lunelli.

Non si tratta di velocità ma di longevità, come sottolinea la nuova, meglio sarebbe definirla storica, bottiglia di Giulio Ferrari Collezione 1995. Questo spumante riposa sui lieviti non per i canonici 8 anni, ma per ben 18 anni, essendo stato prodotto nel 1995 e successivamente sboccato nel 2012. Se questo vino rappresenta una sfida, vinta, della bollicina contyro il tempo, vi volevo proporre un altro perlage che potrà avere lunga vita, se mantenuto in condizioni ottimali. Il nome, ma ne potrei fare molti altri, è quello del Bagnadore XIII Franciacorta Riserva prodotto dalla cantina Barone Pizzini.

 I MIEI CONSIGLI

Ferrai Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Collezione 1995

Voto al vino 97/100, in abbinamento 97/100

Nonostante gli anni di riposo sui lieviti e la data di vendemmia che è collocata nel secolo scorso, scommettiamo che questo vino avrà ancora molta vita dopo la sboccatura? Unico problema la voglia di assaggiarlo subito. L’abbinamento migliore lo sceglierà non il vostro palato ma il vostro cuore.

Barone Pizzini Franciacorta Riserva Bagnadore XIII 2006

Voto al vino 89/100, in abbinamento 92/100

Da un’azienda tra le più antiche della Franciacorta che ha capito, in netto anticipo sui tempi, il valore del biologico. Il Bagnadore riposa 72 mesi sui lieviti, sino a sviluppare un sorso fatto di sensazioni di ananas, mela, miele e mandorla tostata. Non mortificatelo come aperitivo ma portatelo a tavola, magari con un risotto alla zucca.

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