
Amedeo Modigliani, Testa di donna (Testa di Hanka Zborowska), 1917

Mario Sironi, Figura, 1913

Carlo Carrà, La ballerina del San Martino, 1915

Pablo Picasso, Femme nue assise, 1941
Curata da Antonello Negri, aperta dal 22 ottobre al 4 dicembre 2015, la mostra raccoglie cinque tele evocative di un sentire artistico diffuso nel corso del Novecento: la volontà di ritrarre rappresentare la figura allontanandosi dalla realtà e scegliendo linee, forme e colori per il loro valore simbolico e non più come strumento di riproduzione della realtà.
Mentre in Italia i Futuristi come Boccioni e Sironi aprivano per primi la strada del ritratto “antigrazioso” come arma per combattere la classicità, nel resto d’Europa (e soprattutto a Parigi) Picasso e Modigliani dipingevano ritratti assolutamente antitradizionalisti, con un modo inedito di guardare alle cose e di rappresentarle.
Le opere in mostra coprono tre decenni di grande cambiamento storico e artistico e sono interpreti di una sensibilità nuova per il ritratto. Così Mario Sironi con linee e colori futuristi, Carlo Carrà con i soggetti arcaizzanti, Amedeo Modigliani influenzato dalla scultura africana, Massimo Campigli ispirandosi alla pittura parietale romana e Pablo Picasso capace di reinventare le forme umane, dimostrano in questo percorso espositivo che il ritratto è tale anche se non assomiglia al suo modello. Un’ opera appositamente pensata per questa mostra dalla giovane artista Marta Dell’Angelo – che da anni lavora sul tema della figura, del corpo e della sua rappresentazione – farà da contemporaneo contrappunto a questa piccola antologia di classici della modernità.
