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Paolo Bruno/Getty Images
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Figc senza presidente: ecco cosa succede con il commissariamento del Coni

Le elezioni non hanno portato alcuna soluzione per il calcio italiano. Niente accordo tra i tre candidati alla poltrona di presidente e la Figc è rimasta senza vertici aprendo le porte al commissariamento da parte del Coni. Una soluzione che Malagò, numero uno dello sport italiano, aveva caldeggiato anche all'indomani della clamorosa e storica eliminazione dal Mondiale ma che era stata respinta dai vertici della Figc. E adesso ecco cosa succede: nomi, tempi, poter e riforme sino alla scelta del prossimo ct della nazionale.

Il commissariamento azzera tutto il governo del calcio italiano e fa scattare un periodo in cui i poteri di chi è chiamato a guidarlo si ampliano. L'intenzione del Coni è mettere mano anche alla macchina organizzativa e politica, così da riconsegnare la Figc al prossimo presidente con regole diverse da quelle che hanno portato all'empasse.

Chi sarà il commissario Figc?

Nei giorni caldi dell'eliminazione dal Mondiale il presidente del Coni Malagò aveva escluso la possibilità di assumere in prima persona l'incarico, anche per la concomitanza con le Olimpiadi invernali di febbraio che lo avrebbero portato lontano dall'Italia per troppo tempo. Storicamente la figura indicata è quella del segretario generale del Coni, in questo Roberto Fabbricini, ma la situazione è così complessa che non si può escludere nulla.

Difficile che ci sia un terzo nome che viene da fuori anche se nella partita sarà importante anche il pensiero del Governo. Oltre al commissario potranno essere coinvolte altre figure di accompagnamento per creare un gruppo di lavoro sul futuro del calcio italiano. Sono previsti dei sub-commissari e colloqui sono in corso da diverse settimane per preparare il momento, poi arrivato, del commissariamento.

Quanto durerà il commissariamento?

Non c'è un termine scritto, decide la Giunta del Coni. Malagò ha fatto capire che non sarebbe stato un commissariamento veloce e quindi è ipotizzabile che si protragga per almeno sei mesi. Un tempo necessario per poter avviare riforme anche politiche indispensabili dopo che il sistema ha mostrato tutti i suoi limiti. Sei mesi significa consegnare la Figc a nuove elezioni a cavallo della fine dell'estate.

Che poteri ha il commissario?

Chi verrà scelto avrà nelle sue mani il potere del presidente della Figc e del Consiglio federale. Una somma che rende possibile intervenire su molte cose, non su tutto anche per questioni di opportunità. Ad esempio, per modificare i pesi delle diverse componenti sarebbe utile un passaggio con l'assemblea della Figc così da condividere il percorso.

Tra i poteri ereditati dal presidente c'è anche quello di scegliere il ct della nazionale essendo ad oggi la posizione vacante dopo il licenziamento di Ventura che aveva e ha un contratto fino al 30 giugno 2018. A marzo sarà Di Biagio a sedere in panchina nelle due amichevoli, poi si vedrà anche perché serve far partire il nuovo progetto tecnico.

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