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FASE 2, LE REGOLE. COSA SI PUÒ FARE E COSA NO

È un via libera progressivo alle attività economiche, industriali e di commercio - fino ad arrivare a quelle di svago e tempo libero - la 'Fase 2' che dal oggi traghetterà l'Italia fuori dalla quarantena causa Coronavirus. Un via libera ragionato che nasce dalla consapevolezza che il virus non è vinto, ma che il Paese non è in grado di sostenere un prolungamento delle misure di restrizione, né dal punto di vista economico né da quello psicologico. Ecco perché, anche a fronte del rischio di una risalita della curva del contagio, il Governo ha scelto di avviare la 'Fase 2' partendo dalle attività produttive rimaste fin qui chiuse, senza alcuna differenziazione tra regione e regione e concedendo ai cittadini una serie di libertà individuali di movimento superiori a quelle che hanno caratterizzato le settimane del lockdown.

Allo stesso tempo sono state fatte delle concessioni alla nostra libertà con il via libera alle visite ai parenti e ad esempio alla corsetta all'aperto.

Su tutto poi è in corso una battaglia di poteri tra Governo, Regioni e addirittura Comuni, ognuno con le sue interpretazioni o modifiche alle regole.

IL DECRETO E LE NORME PER LA FASE 2

FASE+2+-+LE+NORME+DEL+VIMINALE.pdf

FASE+2+-+LE+REGOLE+A+MILANO.pdf

La pietra angolare resterà, però, sempre e comunque la prudenza con la necessità di continuare a considerare vietati gli assembramenti: distanziamento sociale, protezione individuale (mascherine e guanti) e limitazioni per tutte le attività non necessarie dovranno fare da sfondo a qualsiasi misura di allentamento delle restrizioni. Ad esse si legheranno anche le indicazioni pratiche per il ritorno al lavoro e al tempo libero degli italiani.

AZIENDA E ATTIVITA' PRODUTTIVE

La riapertura sarà progressiva e seguirà le valutazioni sulla classe di rischio di ciascuna attività, superando anche la questione degli Ateco e delle filiere. Il 4 maggio potranno riaprire manifattura, costruzioni, commercio all'ingrosso e servizi (non tutti) con un impatto diretto su circa 4,7 milioni di lavoratori.

La riapertura interessa settori come coltivazioni agricole, produzione di prodotti per animali, abbigliamento, pelletterie, industria del legno, fabbricazione di mobili, costruzioni, edilizia e filiera dell'auto comprese le concessionarie. Resterà per tutti la richiesta di continuare a favorire lo smart working dove possibile. Ogni azienda dovrà organizzare il proprio lavoro in modo da rispettare le regole di distanziamento sociale, magari implementandole con ingressi scaglionati, turni allungati nel corso della giornata, sanificazioni e controlli della febbre di chi accede agli uffici.

SETTORE COMMERCIALE

Nessuna riapertura il 4 maggio per il commercio al dettaglio per il quale i tecnici hanno imposto maggiore prudenza. Il premier Conte ha annunciato che il settore farà parte della seconda ondata di riaperture, prevista per il 18 maggio. A quel punto quasi certamente varranno le regole di sicurezza oltre alle immancabili misure di distanziamento e protezione. Andrà verificato un protocollo che preveda la sanificazione laddove il contatto può essere indiretto: è il caso, ad esempio, dei negozi di scarpe e vestiti che comportano la prova da parte del cliente.

Via libera invece per il commercio di autoveicoli (possibile anche rivolgersi alle officine per l'ordinaria manutenzione) e via libera per il commercio all'ingrosso delle filiere in cui si ricomincia a lavorare. I negozi di calzature e abbigliamento per adulti restano chiusi, ma ottengono l'autorizzazione alla consegna dei prodotti a domicilio purché venga rispettata la regola del distanziamento rispetto al cliente.

BAR E RISTORANTI

Conte ha preannunciato che il via libera arriverà dal 1° giugno con regole ferree sul distanziamento sociale: servizio al tavolo, protezione per gli addetti, capienza dimezzata e tavoli lontani non meno di 2 metri l'uno dall'altro. Si potrà però dal 4 maggio fare vendita di cibo da da asporto con divieto di consumo del cibo nei pressi del locale stesso.

LA MOBILITA'

FASE+DUE+REGOLE.pdf

Sono consentiti gli spostamenti per incontrare esclusivamente i propri congiunti (vedi faq successiva), che devono considerarsi tra gli spostamenti giustificati per necessità. E' comunque fortemente raccomandato limitare al massimo gli incontri con persone non conviventi, poiché questo aumenta il rischio di contagio. In occasione di questi incontri devono essere rispettati: il divieto di assembramento, il distanziamento interpersonale di almeno un metro e l'obbligo di usare le mascherine per la protezione delle vie respiratorie.

L'ambito cui può riferirsi la dizione "congiunti" può indirettamente ricavarsi, sistematicamente, dalle norme sulla parentela e affinità, nonché dalla giurisprudenza in tema di responsabilità civile. Alla luce di questi riferimenti, deve ritenersi che i "congiunti" cui fa riferimento il DPCM ricomprendano: i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge).

TUTTE LE REGOLE SULLA MOBILITA' NELLA FASE 2

Si può uscire dal proprio domicilio solo per andare al lavoro, per motivi di salute, per necessità (il decreto include in tale ipotesi quella di visita ai congiunti, vedi FAQ), o per svolgere attività sportiva o motoria all'aperto. Pertanto, le passeggiate sono ammesse solo se strettamente necessarie a realizzare uno spostamento giustificato da uno dei motivi appena indicati. Ad esempio, è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni necessari per la vita quotidiana, ovvero per recarsi presso uno qualsiasi degli esercizi commerciali aperti (vedi FAQ). Inoltre, è giustificata ogni uscita dal domicilio per l'attività sportiva o motoria all'aperto. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, in caso di eventuali controlli, può essere fornita nelle forme e con le modalità consentite. La giustificazione del motivo di lavoro può essere comprovata anche esibendo adeguata documentazione fornita dal datore di lavoro (tesserini o simili) idonea a dimostrare la condizione dichiarata. In ogni caso, tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento, e quindi all'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro fra le persone.

MEZZI DI TRASPORTO

Lo scaglionamento dei ritmi di lavoro negli uffici e nelle fabbriche dovrebbe allentare la morsa sul sistema dei trasporti, evitando la congestione delle ore di punta. In ogni caso ci saranno regole che prevedono la possibilità di occupare solo i posti da seduti e con distanziamento sociale (ad esempio lasciando libero un sedile ogni due). Si valuta l'utilizzo della leva tariffaria, rendendo più conveniente muoversi fuori dalle ore di punta. L'ideale sarebbe evitare tassi di occupazione della singola corsa in tram, bus o metropolitana oltre il 40% con file ordinate per evitare gli assembramenti anche alle banchine, sul modello di quanto accaduto in queste settimane fuori dai supermercati. Per incentivare l'utilizzo delle auto private, laddove possibile, possibile la sospensione delle Ztl locali.

Nella stazioni ci saranno percorsi differenziati di ingresso e uscita per chi parte e per chi arriva. Vietata la vendita di biglietti sui treni anche perché non ci saranno i controllori. Sugli aerei obbligo di guanti e mascherina oltre che del distanziamento fisico dei posti.

TUTTE LE REGOLE SULLA MOBILITA' NELLA FASE 2

RITI RELIGIOSI E FUNERALI

Resta il divieto di celebrazione delle messe e dei riti religiosi in generale perché considerati occasione di potenziale assembramento all'interno di un luogo chiuso. Cade, invece, il veto per le funzioni funebri: si potranno svolgere con indicazione di una presenza dei soli parenti stretti (al massimo 15 persone), dotati di mascherina e dispositivi di protezione individuale e, dove possibile, da celebrarsi in luogo aperto.

PARRUCCHIERI E CENTRI DI ESTETICA

Non riapriranno il 4 maggio ma dal 1° giugno. Avranno regole rigide per pulizia e distanziamento, dovranno garantire la protezione individuale degli operatori e dei clienti. Potranno lavorare a ritmo ridotto, ma è previsto che possano tornare ad aprire ed evitare così il crollo totale del proprio giro d'affari.

SPORT ALL'APERTO

Dal 4 maggio sarà possibile tornare a fare attività sportiva all'aperto. Via libera agli allenamenti degli atleti professionisti o di interesse Coni degli sport individuali purché compiuti singolarmente e a porte chiuse. Per l'attività sportiva all'aperto la misura minima di distanziamento sale a 2 metri mentre per l'attività motoria resta di un metro. Saranno riaperti parchi e giardini seppur ad ingressi contingentati e solo se i sindaci non esprimeranno parere contrario. Permesso il running, purché da soli e sempre distanziati dagli altri, anche senza l'obbligo della mascherina. Via libera anche al ciclismo e comunque all'uso della bicicletta. Ci saranno anche regole ferree per i vari centri sportivi con regole precise e specifiche a seconda dello sport. Favoriti gli sport a distanza (come tennis e golf).

BAR E RISTORANTI

Conte ha preannunciato che il via libera arriverà dal 1° giugno con regole ferree sul distanziamento sociale: servizio al tavolo, protezione per gli addetti, capienza dimezzata e tavoli lontani non meno di 2 metri l'uno dall'altro. Si potrà fare vendita di cibo da da asporto con divieto di consumo del cibo nei pressi del locale stesso.

AUTOCERTIFICAZIONE

Il Viminale ha preparato un nuovo modulo, che sarà comunque a disposizione dei controllori per una compilazione istantanea da parte di chi viene controllato.

Non è ancora chiaro se sarà obbligatorio portarla con se per andare al lavoro e per la corsa.

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