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Economia

Come guadagna Etihad

Meno di 30 giorni e si saprà se lo strano matrimonio italo-arabo s’ha da fare per davvero. La fase finale, e decisiva, della trattativa tra  l'Alitalia e l'Etihad è cominciata. Un anno fa soltanto, il numero uno della compagnia aerea degli Emirati Arabi, l’australiano James Hogan, assicurava che il tempo
dello shopping stava per finire. "Non posso impantanare il mio management team" si giustificava. "Faremo ancora uno, massimo due deal". Da allora, di deal ne ha già fatti tre, acquistando quote di Air Serbia, dell’indiana Jet Airways, della svizzera Darwin. E ora è a un passo dal conquistare una fetta consistente dell’Alitalia.

Ad Abu Dhabi, intanto, la Etihad sta per annunciare un altro anno da record. "Siamo la compagnia cresciuta più velocemente nella storia dell’aviazione" non minimizza Hogan. Ma qual è il segreto di questa crescita formidabile? La Etihad imbarca meno della metà dei passeggeri dell’Alitalia. Nonostante gli ordini monstre, la sua flotta è più piccola, anche se con il doppio di aerei di lungo raggio. Ha più dipendenti. E ha appena fatto 4 mila assunzioni, mentre l’Alitalia denuncia 1.900 esuberi. Sui risultati, però, non c’è partita: rosso sul fronte italiano, tre anni di utili consecutivi e ricavi più alti sul versante arabo.

"Sì, la Etihad sembra più pesante dell’Alitalia in termini di costi fissi" conferma Umberto Solimeno, presidente dell’Ibar, l’associazione delle compagnie di linea presenti in Italia. Ma "a differenza dell’Alitalia, non è una compagnia velleitaria, che pretende di collegare direttamente mezzo mondo. Evita di disperdere le energie e ha fatto delle partnership la sua forza, delegando ad altri le aree che non riesce a servire in proprio". Oltre alle "equity partners", ovvero le 7 aerolinee di cui ha acquistato partecipazioni di minoranza, la Etihad ha accordi commerciali con altre 40 compagnie da un capo e all’altro del globo, che generano il 20 per cento dei suoi ricavi. Poi, continua Solimeno, "ha una flotta con pochi modelli di aerei e una clientela di base piccola, ma ricca, disposta a pagare per la qualità che la Etihad sa offrire in prima e business class". Senza contare, ovvio, che "ha prezzi del carburante molto più bassi delle concorrenti".

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