Se anche il Molise prende a sberle la sinistra ed il «Patto della Limonata»

L’avevano chiamato il «Patto della Limonata» per raccontare un evento storico. Il famoso accordo siglato in un bar con Roberto Gravina, il candidato della sinistra finalmente unita e compatta pronta a sfidare il centrodestra nelle elezioni regionali in Molise. La limonata di Nicola Fratoianni, lo spritz di Giuseppe Conte, l’acqua tonica di Elly Schlein facevano già tristezza solo a vedere le foto eppure c’era chi sperava di trasformala nell’immagine simbolo dell’inizio della riscossa.

Invece se il conto del tavolino è stato roba da poco (diciamo sui 15 euro), la sberla che i molisani hanno rifilato alla sinistra è molto ma molto fragorosa. 36% è un risultato deludente, soprattutto se si pensa che più della metà degli elettori hanno deciso di non presentarsi al voto. Il popolo della sinistra non c’è più, al massimo è un popolino mentre il centrodestra si gode l’ennesimo successo con il nuovo governatore, Francesco Roberti che con il suo 63% racconta l’eccellente stato di salute della maggioranza.

A star male è la sinistra, soprattutto il Pd ed il suo segretario che sta raccogliendo una sconfitta dietro l’altra: regionali, comunali, amministrative, forse anche nelle votazioni del condominio Elly Schlein sembra saper solo perdere. Un cappotto di sconfitte che nel mondo del calcio sarebbe già costata la panchina a qualsiasi allenatore. Al Nazareno tutto questo oggi non è in discussione, al massimo la cosa potrà diventare tema di lotta interna dopo le europee del prossimo anno che si avvicinano in maniera sempre più minacciosa e preoccupante per quella che doveva essere la nuova eroina della sinistra, il simbolo della rinascita e della rivincita e che invece è capace solo di perdere e riperdere ancora.

C’è poi un altro problema. Il Movimento 5 Stelle, la seconda gamba dell’alleanza si sta dimostrando sempre più una stampella, traballante. Ieri ha raccolto un misero 7% e nelle recenti comunali era andata anche peggio. Si sa, i grillini ormai hanno una tattica collaudata nel commentare gli scarsi risultati delle amministrative: «alle politiche è un’altra cosa». Lo ripetono talmente da tanti anni, dopo decine e decine di sconfitte che ormai ci credono. quando in realtà è il segnale che l’onda del Vaffa se n’è andata da tempo, dimenticata come è stato dimenticato Grillo, Casaleggio, la Piattaforma Rousseau, il vincolo di mandato, l’abolizione della povertà, il Reddito di Cittadinanza etc etc etc. Eppure, malgrado numeri così imbarazzanti, Conte si atteggia come fosse indispensabile alla vita politica italiana, mettendo nei guai la povera Schlein che sta rischiando di spaccare i suoi dem per legarsi con un partito del 7%.

L’alleanza Pd-M5S-Si è una cozzaglia, un esercito senza armi, munizioni, che batte in ritirata. E soprattutto, non ci sono al momento alternative per la Schlein che, con la sua svolta a sinistra si è messa nell’angolo da sola.

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