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Elezioni in Germania: tutto quello che c'è da sapere

61 milioni di tedeschi il 24 settembre sono stati chiamati alle urne per eleggere il Bundestag, la camera principale del Parlamento tedesco che poi eleggerà il Cancelliere.

Ecco i risultati in tempo reale, i candidati e tutto quello che c'è da sapere sul sistema elettorale

I risultati

I risultati finali diffusi dall'Istituto di sondaggi ZDF dicono che vince Cdu-Csu 33% (-8,5% rispetto al 2013); Spd si ferma al 20,5% (-5,2%); Afd sale al 12,6% (+8%); Fpd 10,4% (+5,6%); Verdi 9,0% (+0,6%); Linke 9,0% (+0,4%). Se queste proiezioni fossero confermate dai risultati finali, questa sarebbe la nuova divisione dei seggi in Parlamento: Cdu-Csu 238, socialdemocratici 148, AfD 95, liberali 78, Linke 66, Verdi 65.

IL PUNTO - Angela Merkel è chiaramente più debole. I socialdemocratici sono al minimo storico, si può discutere se siano ancora un Volkspartei, e cioè un grande partito popolare. E per la prima volta dal dopoguerra un partito di destra oltranzista e populista come Afd fa il suo ingresso al Bundestag, affermandosi come terza forza del Paese.

La scossa violenta arrivata dal voto rende la Germania obiettivamente più complessa, ma anche più uguale agli altri partner europei.

La diga anti-populista e anti-nazionalista non ha retto e sulle cause delle falle che si sono aperte non mancheranno discussioni e polemiche. "Colpa mia? Io sono la cancelliera federale e sono sempre responsabile di quello che accade", si è schermita Merkel.

Il terremoto populista non rende però la Germania ingovernabile: starà ora alla responsabilità dei cinque partiti tradizionali, che da tempo provano a metter su un cordone di sicurezza contro la crescita degli estremisti, trovare la quadra per dare vita ad una coalizione in grado di portare avanti per i prossimi quattro anni la locomotiva d'Europa.

La discussione sulle coalizioni è cominciata subito dopo la chiusura dei seggi, alla cosiddetta Berliner Runde, un giro di tavolo tra i leader di partito, trasmessa dalla ZDF.

Gi scenari possibili

Due sono quelle possibili, se non si ricorrerà a una soluzione di minoranza: la Grosse Koalition, che Martin Schulz ha però subito escluso annunciando di andare all'opposizione; e quella non proprio facile detta Giamaica, cioè l'intesa tra l'Unione, i Verdi (andati meglio del previsto) e liberali.

La cancelliera non si è lasciata affatto impressionare da uno dei risultati peggiori (il secondo) ottenuti dal 1949 dal suo partito e che le costa anche il fuoco amico della Csu bavarese: "Un risultato molto deludente. Dobbiamo coprire il fianco offerto alla destra con decisioni chiare", ha dichiarato Horst Seehofer. "Avremmo sperato qualcosa di meglio, ma abbiamo il mandato e nessuno costruira' un governo contro di noi", ha replicato Merkel, posizionandosi rapidamente sulla via del quarto mandato di governo. "Non era affatto scontato che dopo 12 anni la Cdu fosse ancora il primo partito", è il suo ragionamento, mentre si dichiara "anche soddisfatta di questo risultato".

Schulz all'opposizione

Ben diverso l'umore di Schulz: "Un giorno amaro, un giorno difficile per la socialdemocrazia", dice parlando alla Willy Brandt Haus, dove i militanti gli hanno comunque tributato un caloroso applauso. Ma anche lui non si è fatto mettere nell'angolo.

A sorpresa, ha iniziato subito a fare opposizione. "Siamo un bastione della democrazia, e combatteremo con ogni forza la destra radicale", ha assicurato.

"Oggi finisce il lavoro con la Cdu e la Csu, andremo all'opposizione", ha annunciato escludendo una riedizione della Grosse Koalition.

Schulz resta "a disposizione" come leader del partito, ma non aspirerà al posto di capogruppo in Parlamento, che potrebbe andare ad una donna.

L'avanzata di Afd

La clamorosa avanzata dell'Afd semina preoccupazione in tutto il paese: a poche ore dalla chiusura delle urne, centinaia di manifestanti sono scesi in piazza a Berlino contestandoli al grido di "Nazisti maiali", "Berlino vi odia".

Il boom dell'ultradestra xenofoba inquieta anche i principali gruppi ebraici tedeschi che esprimono allarme. "Ce l'abbiamo fatta. Siamo entrati in parlamento, e adesso cambieremo il paese", ha affermato il leader dell'AFD Alexander Gauland. Mentre subito dopo, Joerg Meuthen ha tentato di bollare come "campagna elettorale" tutte le accuse ricevute dal partito, che non sarebbe affatto razzista, xenofobo, ma solo una formazione che vuole "occuparsi del paese".

Il capo del Congresso ebraico mondiale, Ronald Lauder ha definito l'Afd "un movimento reazionario che ricorda il peggior passato della Germania".

La giornata elettorale di oggi vede anche un altro vincitore: Christian Lindner, riuscito nell'impresa di riportare i liberali (usciti dal Bundestag nel 2013 e poi ridotti al 3%) in parlamento con un risultato a due cifre. "Non siamo terzo partito, come avremmo voluto. Ma siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilita'", ha dichiarato Lindner.

Live blogging

21:10 - Le proiezioni delle 21 in base ai primi risultati delle elezioni tedesche sono in linea con le precedenti.

L'Unione della cancelliera Angela Merkel (Cdu/Csu) si attesta al 33,8%, in forte calo (-8,7%) rispetto al 41,5% di quattro anni fa.

La Spd di Martin Schulz è al 20,7% (-5%), i populisti della AfD al 13,2% (+8,5%).

Liberali (Fdp) al 10,4% (+5,6%), Verdi al 9,1% (+0,7%), Linke +9% (+0,4%).

Tradotte in seggi queste percentuali danno al partito del cancelliere Angela Merkel 217 seggi sui 631 del nuovo Bundestag; 137 all'Spd di Schulz; 88 all'AfD; 69 ai liberali di Christian Lindner; 60 ai verdi di Katrin Goering-Eckardt; 60 la Linke di Katia Kipping.

20:18 - "La campagna elettorale di Angela Merkel è stata scandalosa". Lo ha detto Martin Shulz, al Berliner Runde in onda sulla Zdf, il tradizionale confronto fra i leader dei partiti che si sono sfidati alle elezioni, alla presenza della cancelliera. Schulz ha affermato di nuovo che la cancelliera si è sottratta al dibattito.

19:20 - Secondo le prime proiezioni, l'Unione della cancelliera Angela Merkel (Cdu/Csu) si attesta al 33,2%, in forte calo rispetto al 41,5% di quattro anni fa.

La Spd di Martin Schulz e' al 20,8% (-4,9%), i populisti della AfD al 13,2% (+8,5%). Liberali (Fdp) al 10,1% (+5,3%), Verdi al 9,3% (+0,9%), Linke +8,9% (+0,3%).

Tradotte in seggi queste percentuali danno al partito del cancelliere Angela Merkel 219 seggi sui 631 del nuovo Bundestag; 138 all'Spd di Schulz; 87 all'AfD; 67 ai liberali di Christian Lindner; 61 ai verdi di Katrin Goering-Eckardt; 59 la Linke di Katia Kipping.

La maggioranza è di 316 deputati su 631 e l'ipotesi di coalizione Giamaica (dai colori) nero di Cdu/Csu, giallo dei liberali e verde dei Gruenen, avrebbe 347 seggi.

Esclusa da Martin Schulz, leader dell'Spd che ha registrato il risultato peggiore della storia, una nuova Grosse Koaltion, che avrebbe 357 voti.

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I candidati

In carica dal 2005, Angela Merkel è sostenuta dal centrodestra (CDU) ed è sempre stata data per favorita rispetto al rivale, Martin Schulz, leader dei socialdemocratici della SDU, ex presidente del Parlamento Europeo.

Tra i due (ed è la vera novità di questa tornata elettorale) la forza minoritaria ma crescente del partito xenofobo e neo nazista AFD (Alternative für Deutschland), presente con due candidati, Alice Weidel (ala più moderata) e Alexander Gauland (estremista) che potrebbe cambiare gli equilibri all'interno del Bundestag.

Oltre loro hanno aspirato al cancellierato anche: Christian Lindner (Fdp, partito liberale), Cem Oezdemir (Verdi), Katrin Goering-Eckart (Verdi), Sarah Wagenknecht e Dietmar Bartsch (Die Linke, sinistra radicale).

I sondaggi

Gli ultimi sondaggi (stime del Financial Times su sette diverse rivelazioni) a tre giorni dal voto indicavano la CDU al 36%, la SPD al 22%, Afd all'11%, Fdp al 10%, Verdi e estrema sinistra tra l'8% e il 9%.

Dunque una previsione che vedeva nuovamente la CDU con la maggioranza relativa (con la Merkel vicina al suo quarto cancellierato) e con la necessità di formare una grande coalizione con i socialdemocratici per lasciare in un angolo (diventato però più capiente) le forze di estrema destra dell'Afd che acquisiranno più seggi in parlamento rispetto al passato.

Come si vota

Il sistema elettorale tedesco è uno dei più solidi d'Europa. I cittadini sono chiamati ad eleggere i 588 membri del Bundestag, la camera alta del Parlamento (il Bundesrat, la camera bassa è designata direttamente dai rappresentanti federali).

Si tratta di un sistema proporzionale personalizzato con meccanismi di correzione. In pratica ogni cittadino esprime due voti.

Con il primo (erststimme) si vota il candidato preferito nella propria circoscrizione. Chi ottiene più voti vince, il caso di parità si sorteggia.

Con il secondo (zweitstimme) si sceglie un partito politico i cui candidati al cancellierato sono già indicati in precedenza.

I 588 seggi sono dunque assegnati ai partiti in base ai risultati del secondo voto con soglia di sbarramento al 5%. Chi siede nei seggi è invece deciso dal primo voto ovviamente sulla base del secondo.

Per saperne di più

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