Se anche Obama sfotte i grillini

C'è Obama che telefona ad Alessandro Di Battista chiamandolo "Dibba" e gli dice che dopo aver sentito che lui è uno "molto fiko", vuole proporgli un incarico con "a lot of pheeega" a patto che lui mandi a quel paese BeppeGrillo. Quando Di Battista accetta entusiasta, il presidente americano gli fa capire, con una tipica espressione nordica, di averlo allegramente preso in giro.

E' il fumetto che i parlamentari grillini hanno iniziato a inviarsi sui loro cellulari da quando Silvio Berlusconi ha fatto abbassare le penne al deputato del M5S dopo che quest'ultimo aveva fatto credere che il leader di Forza Italia lo stesse da tempo corteggiando in vista di un ipotetico accordo politico.

L'altra mattina, infatti, Di Battista aveva riportato sulla sua pagina Facebook di aver sempre rispedito al mittente le numerose offerte ricevute con frasi del tipo: "Ringrazia l'ex-senatore per la sua stima ma digli che, dopo aver espletato al meglio i servizi sociali, può godersi i nipoti'".

Ma dopo la smentita del Cavaliere, che imitando Matteo Renzi e il suo "Fassina chi?", aveva domandato "Di Battista chi?", il deputato grillino ha voluto controreplicare pubblicando uno scambio di sms con una persona, non identificata, che alle 22.24 dello scorso 28 dicembre gli avrebbe scritto: "Ale sono a cena da Berlusconi e parliamo di te…". Risposta di Di Battista: "Bene. Sempre meglio parlarne. Saluta il presidente. Digli che può godersi i nipoti che al prossimo giro governiamo noi. Un abbraccio".

Un atteggiamento al limite dell'arroganza che non gli ha risparmiato gli scottò della rete e dei suoi stessi colleghi. Trai quali c'è chi fa notare come non sia un caso che nonostante la visibilità conquistata a colpi di invettive contro i colleghi dissidenti, gaffes e iniziative estreme come l'occupazione del tetto di Montecitorio, Di Battista non è mai stato proposto come capogruppo e difficilmente lo sarà in futuro. Motivo? "In realtà non lo sopportano nemmeno quelli che fanno finta di essergli amici, nemmeno i talebani come lui. Non lo sopporta nessuno".

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