Dante Ferretti: "Pronto al decimo film con Scorsese" - FOTO e VIDEO

Macerata, 22 aprile 2016. Dante Ferretti ospite di Panorama d'Italia
Macerata, 22 aprile 2016. Il pubblico del teatro Lauro Rossi durante l'incontro con Dante Ferretti a Panorama d'Italia

Macerata, 22 aprile 2016. Dante Ferretti a Panorama d'Italia con il vicedirettore di Panorama Emanuela Fiorentino e
Macerata, 22 aprile 2016. Il pubblico del teatro Lauro Rossi durante l'incontro con Dante Ferretti a Panorama d'Italia
Raffaele Curi
Macerata, 22 aprile 2016. Dante Ferretti ospite di Panorama d'Italia
Macerata, 22 aprile 2016. Il regista teatrale Raffaele Curi durante l'incontro con Dante Ferretti
Macerata, 22 aprile 2016. Dante Ferretti a Panorama d'Italia con il vicedirettore di Panorama Emanuela Fiorentino e il regista teatrale Raffaele Curi
Macerata, 22 aprile 2016. Dante Ferretti a Panorama d'Italia con il vicedirettore di Panorama Emanuela Fiorentino
Macerata, 22 aprile 2016. Dante Ferretti a Panorama d'Italia con il vicedirettore di Panorama Emanuela Fiorentino

Il tre volte premio Oscar Dante Ferretti è stato ospite a Macerata del tour Panorama d'Italia. Vanta sette nomination per la prestigiosa statuetta vinta tre volte per la migliore scenografia di The Aviator di Martin Scorsese (2005), Sweeney Todd di Tim Burton (2008) e Hugo Cabret di Martin Scorsese (2012). Ecco il video della diretta su Facebook Live:

Preceduto da una carrellata dei suoi film più famosi Dante Ferretti, lo scenografo che tutto il mondo ci invidia, si è presentato sul palco del Teatro Lauro Rossi con grande ironia: "Io oggi ho 50 anni più iva, anzi no, meno, 14 anni al massimo, infatti ancora mi devono crescere i capelli". 

Scarcastico e divertente, ha risposto alle domande di Emanuela Fiorentino, vicedirettore di Panorama, e Raffaele Curi, regista teatrale, e raccontato una vita nel cinema condivisa con i più grandi registi, attori e produttori: da Pasolini a Scorsese con il quale, in particolare, ha girato 9 film. "Adesso cominceremo il decimo - rivela a Panorama d'Italia - ma non posso dire altro".

Il figlio dell'orologiaio
Le immagini di Hugo Cabret che scorrono sullo schermo lo riportano ai ricordi di Macerata dove è nato e cresciuto prima di trasferirsi a Roma, la città in cui è diventato scenografo: "La mia città natale mi ha ispirato per questo film. Quando ero ragazzino un mio amico era figlio dell'orologiaio addetto alla carica dell'orologio della piazza. E spesso salivo lassù con lui, come i protegonisti di Hugo Cabret".

Nuova luce in città
Ferretti ama Macerata, vorrebbe vedere illuminati i suoi monumenti: "Costa, lo so. Allora, fate così. Verso le 4 o le 5 uscite di casa e fatevi una passeggiata, Sarà un buio bellissimo con la luce dell'aurora. E non si paga".

Il pubblico ride, applaude, ascolta le sue storie sulla città: "Quando ero ragazzino, spesso non andavo a scuola. E con gli amici andavamo in giro. Un giorno arriviamo in una strada dove c'era un bordello. E chi ti vediamo uscire da lì? Il preside della scuola. Da quel momento non abbiamo più avuto bisogno della giiustificazione".

La passione per il cinema
A Roma è iniziato tutto. "Sono andato via appena finito l'istituto d'arte dove ero sempre rimandato ad ottobre con 4-5 materie. Pure in ginnastica. Il professore sembrava Brunetta. Anziché studiare, andavo a vedere i film. Qui a Macerata c'erano tante sale cinematografiche. Per convincere mio padre a farmi studiare per diventare scenografo ho dovuto essere promosso. Ci sono riuscito non so come. Mio padre non se l'aspettava. E neppure io".

I ricordi
Adesso, confessa, "ho sempre più voglia di venire a Macerata. Mi fa piacere uscire di notte da solo e andare in tutti i posti dove io ho passato la mia gioventù per portare dentro di me la memoria di questa città. Ogni volta che vengo la trovo sempre più bella".

Tra i mille ricordi, Federico Fellini e le sue telefonate: "Dantino, mi diceva, che sogni hai fatto stanotte? Io li inventavo, lui diceva che ero un bugiardo, ma poi li usava nei suoi film. Veniva dalla provincia come me, avevamo tante cose in comune. Spesso la domenica andavamo a Fregene, al mare, a mangiare. Lui mi usava come autista".

Scorsese preso per la gola
Schrza, Dante Ferretti. E racconta di come ha convinto Scorsese a girare Gangs of New York a Cinecittà: "Chiesi al ristorante di fronte agli studi di preparare qualcosa di buono. L'ho preso per la gola. E ci sono riuscito". Scorsese, dice, è un po' timido: "Nel tempo libero sta in ufficio a vedere i film (due palle!), lui vive per il cinema".

Sono mille gli aneddoti che Ferretti non si stanca di raccontare. Quando firmò la scenografia de Il Nome della Rosa lo chiamò una associazione culturale chiedendo dove fosse la Chiesa del film: "risposi che si trovava sulla Tiburtina, vicino a una cava. Naturalmente era stata costruita sul set". 

Il cinema italiano
Ironico, a tratti burlone, il premio Oscar apprezza il nuovo cinema italiano: "C'è una nuova generazione interessante, ci sono bravi registi. Io al cinema mi addormento spesso. Per il film di Mainetti sono stato sveglio, per Carol ho visto i tioli di testa e poi quelli di coda".

Le nuove tecnologie
Ferretti non ama le nuove tecnologie ("preferisco i film tradizionali") e invita i ragazzi che vorrebbero seguire la sua strada a guardare agli Stati Uniti dove "ci sono più possibilità". "Il cinema lì è la seconda voce dell'economia americana. A proposito, quando è che riaprite i cinema qui a Macerata?".

Mentre alle sue spalle appare l'immagine di una copertina di Panorama creata da lui nel 2014, racconta che tiene tutti i riconoscimenti ricevuti nella sua lunga carriera "in fila su una meravigliosa mensola Ikea".

Dante Ferretti non si scompone, e con la sua ironia saluta il pubblico e se ne va tra mille applausi.

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L'incontro con Ferretti è stato ironico, divertente, istruttivo. Ecco in 10 tweet le battute più esilaranti del grande artista.

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