Costantino della Gherardesca: "Così Pechino Express è diventato un cult"

Pechino Express/Facebook
Cristina Bugatty e Diego Passoni
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Tina Cipollari e Simone Di Matteo
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Carlos Kamizele e Xu Ruichi
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Clizia Incorvaia e Francesco Sarcina
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Silvia Farina e Marco Cubeddu
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Raffaella Modugno e Benedetta Mazza
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I The Show, Alessio Stigliano e Alessandro Tenace
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Lory Del Santo e Marco Cucolo
Luigi Miano
Costantino della Gherardesca condurrà l'adventure game dal 12 settembre prossimo

“È l’edizione di Pechino Express più divertente di sempre”. E se lo dice Costantino della Gherardesca c’è da fidarsi, visto che il conduttore dell’adventure game di Rai 2 – al via da lunedì 12 settembre – conosce ogni dettaglio del programma cult, di cui vive la realizzazione completa, dai casting al montaggio delle puntate. Così, alla vigilia del debutto, Panorama.it ha chiesto al presentatore di svelare qualche dettaglio in più sulla quinta edizione, girata tra Colombia, Guatemala e Messico, il cui cast sulla carta si preannuncia piuttosto forte (attenzione soprattutto a Tina Cipollari, Lory Del Santo e alla coppia composta dalla truccatrice Silvia Farina e dallo scrittore Marco Cubeddu). Il risultato è un’intervista impastata di sarcasmo e folle ironia, due delle cifre stilistiche dell’ottimo Costantino consacrato dal successo trasversale un personaggio mainstream, tanto che un recente sondaggio l’ha incoronato “professore ideale” per 1 italiano su 2.

Costantino, siamo alla vigilia della quinta edizione di Pechino Express. Raccontaci tre motivi per cui vale la pena guardare la nuova stagione.

Il trucco di Cristina Bugatty che peggiora puntata dopo puntata, la prepotenza di Tina Cipollari e le piramidi Maya. 

Avendo la possibilità di farlo, con quale coppia saresti partito come concorrente?

Con la coppia delle Naturali (Benedetta Mazza e Raffaella Modugno, ndr), ovviamente. 

Facciamo un piccolo gioco. Rispondi al volo, senza pensarci troppo: chi è il concorrente rivelazione di questa stagione?

La grande rivelazione sarà Silvia Farina (in coppia con lo scrittore Marco Cubeddu, negli Estranei). Se fossi il proprietario di una rete televisiva, le darei come minimo tre ore di diretta al giorno. Esclusi i weekend, ovviamente, perché Silvia Farina deve assolutamente riposarsi sennò le cadono i capelli. 

La coppia più temibile?
La coppia da temere sono gli Innamorati, ovvero Lory del Santo e il fidanzato Marco Cucolo: lei è un’assassina dal sangue freddo, un varano che mangia esseri umani dagli anni ’80. Sono felicissimo di averla finalmente a Pechino, ripongo molte speranze in lei. 

Il concorrente che sarà preso di mira dai commentatori compulsivi su Twitter? 

Non so sinceramente quale dei viaggiatori verrà messo alla gogna su Twitter. Spero nessuno, almeno per le prime due puntate. 

Tra i personaggi da tenere d’occhio c’è l’attrice “crossdresser” Cristina Bugatty: come verrà raccontata la sua storia al pubblico?

Io voglio molto bene a Cristina. Lei si può definire come vuole per fare bella figura quando parla con voi giornalisti. Ma vi posso garantire che è innanzitutto una malata di mente grave. E verrà trattata come tale: con gentilezza e tanto amore. 

Dalla seconda puntata, salvo cambi di palinsesto vi scontrerete con il Grande Fratello Vip. Sei preoccupato per gli ascolti o pensi che i due programmi abbiano pubblici diversi?

Io m’illudo che siano pubblici diversissimi e nella mia mente il nostro pubblico guarda Pechino su dei divani di Edward Wormley mentre beve un bicchiere di Montrachet. Ahimè, credo che nella realtà i pubblici potrebbero essere simili. Ma non abbiamo certo paura del confronto: ognuno fa il suo e chi lo fa male verrà punito dal Signore.  

Perché secondo te Pechino Express è diventato un cult televisivo?

Secondo me la cosa più importante, quando si fa la televisione, è non sottovalutare il pubblico. Dall’altra parte dello schermo non esiste più la casalinga che visualizzavano gli autori della televisione romana. Oramai quella signora si è vista svariate serie televisive da tutto il mondo ed è infinitamente più alfabetizzata della stragrande maggioranza degli autori stessi. Con Pechino Express cerchiamo di non sottovalutare il pubblico: contrariamente alla maggioranza degli altri programmi, presuppone che dall’altra parte dello schermo ci sia un tuo amico e non un subumano. 

Ipotizzando un’edizione in stile “torneo delle star”, quali sono le coppie delle passate edizioni che vorresti nel cast?

Parlerei più di singoli concorrenti che delle coppie. Sicuramente vorrei l’epica Simona Izzo. Una volta mi disse: “Costantino, sai perché noi siamo sovrappeso? Perché vogliamo più spazio su questa terra”. Poi adorerei riavere Corinne Clery, la divina Corinne, mistress senza pietà. Indubbiamente rivorrei la mia cara amica Angelina, perché è sempre capace di decodificare quello che la circonda. Dopodiché sarei felicissimo di far tornare La Pina, anche lei una grandissima narratrice. Mi stavano molto simpatici i fratelli Clementino e Paolo Maccaro. Sarebbe sicuramente divertente un “torneo delle star”. 

Hai altri progetti televisivi in agenda quest’anno? “Il ricco e il povero”, che ti ha visto protagonista con Chef Rubio, avrà un seguito?

Non credo che Il Ricco e il Povero avrà un seguito, per il momento. Ancora non so cosa farò dopo Pechino e probabilmente se faccio qualcosa sarà con la Rai e sarà sempre un programma d’intrattenimento. Ma è troppo presto per dirlo, perché siamo ancora alle prese con il montaggio di Pechino

Ma qual è il tuo sogno televisivo? C’è un genere o un programma che ti piacerebbe condurre?

Guarda, il mio sogno è lavorare da solo in un castello francese. Con un autore, magari una lesbica californiana cinquantenne, che mi parlerebbe pochissimo, però sarebbe spiritosissima. Avremmo videomaker in giro per il mondo, farei dei monologhi brevissimi alternati a lunghissime riprese del mio giardino. E poi ovviamente vedremo un reportage sui Pigmei nel Congo, messo in piedi dal mio team di autori inglesi stazionati al Cairo dodici mesi l’anno. Oppure mi piacerebbe fare un programma preserale, tipo i pacchi di Affari Tuoi.  

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