Cosa rischia l'economia della Catalogna con l'indipendenza

A rimetterci da un’eventuale secessione della Catalogna, sarà anzitutto la Spagna. Dalla comunità autonoma arrivano il 17% di tutte le entrate fiscali del regno di sua maestà Filippo VI. Inoltre, ha un’economia molto florida: contribuisce a circa il 20 per cento del Pil spagnolo e ha un tasso di disoccupazione del 13,2%, più basso rispetto all’indice nazionale. Quali potrebbero essere le conseguenze per la piccola regione, che da sola avrebbe un’economia più importante di Grecia o Portogallo?

La vicenda Catalexit ha raggiunto il suo culmine l'1 ottobre, quando si è tenuto (o non si è tenuto, secondo la versione ufficiale del governo spagnolo) il referendum sull’indipendenza della regione. Ma gli oltre 2,2 milioni di votanti (42 per cento degli aventi diritto) hanno valutato tutti i pro e contro? O ci troviamo di fronte a un caso simile al referendum sulla Brexit, di cui i britannici potrebbero pentirsi in futuro per le conseguenze sull’economia del paese?

Le previsioni del ministro spagnolo

Il ministro dell’Economia spagnolo, Luis de Guindos, intervistato il 18 settembre sul Financial Times, due settimane prima del referendum, ha detto che l’indipendenza della regione sarebbe un suicidio dal punto di vista economico, finanziario, ma anche dal punto di vista della qualità della vita dei catalani.

Secondo il ministro, la Catalogna indipendente rischierebbe un taglio del 30 per cento della propria ricchezze (Pil). Una botta inevitabile, anche perché – ha ricordato il ministro - il paese si ritroverebbe automaticamente fuori dalla Ue (e dall'Eurozona) e Barcellona sarebbe costretta a rinegoziare tutti i trattati internazionali, un processo che richiede anni.

Privata dell'euro, la nuova valuta catalana subirebbe con molte probabilità una forte svalutazione, con ripercussioni negative sulle importazioni e, ovviamente, sulle casse pubbliche.

Gli effetti sulle esportazioni

L’export, da cui dipende il 75 del Pil catalano dipende, ne trarrebbe beneficio, ma sarebbe soggetto a nuovi dazi in caso di indipendenza e non potrebbe contare sul naturale (fino a oggi) sbocco nell'area euro: l'industria delle auto (in Catalogna sono presenti gli stabilimenti della Seat) subirebbe un aumento dei costi del 10 per cento.

Le multinazionali pronte a fare le valige

Una città come Barcellona, fuori dalla Spagna, potrebbe andare incontro allo stesso destino di Londra, con molte multinazionali pronte a fare le valige e a trasferirsi altrove nella penisola iberica, per evitare di operare fuori dalla Ue e garantirsi la presenza sul mercato spagnolo. Expansion, il principale quotidiano finanziario spagnolo, a inizio settembre ha fatto i nomi di multinazionali con interessi in entrambe le sponde dell’Atlantico che potrebbero decidere di spostare i propri uffici.

È il caso di: CaixaBank, Banco Sabadell, Cocacola, Grifols, FCC, Abertis, Enagás, Nike, Schneider Electric, Clarivate Analytics, Zimmer biomet, Palex Medical, W. L. Gore & Associates, AIR-VAL, Clairfield Corporate Finance, Prologis. "Sono già pronti i piani per cambiare sede sociale dalla Catalogna a un’altra regione della Spagna in meno di 24 ore" ha confermato al quotidiano Jaime Malet, presidente della Camera di commercio degli USA in Spagna, che conta 300 imprese associate.

Cosa pensano le agenzie di rating

Anche Moody's e Fitch hanno provato a tracciare uno scenario della Catalogna indipendente, che è una delle regioni più indebitate. Moody's ricorda che la Generalitat ha ricevuto circa 68 miliardi di euro da Madrid, pari al 70 per cento del debito della regione e che ovviamente dovrà assumere tutto sulle sue spalle, e in valuta diversa dall’euro, nel caso di indipendenza.

Fitch, inoltre, ricorda che la regione dipende soprattutto "dal fondo di liquidità autonomo e dagli anticipi di denaro per attendere spese immediate". Le due agenzie di rating e la banca d'affari Goldman Sachs credono, tuttavia, che se ne uscirà con una maggiore autonomia da parte della Generalitat per risolvere la crisi. Nessuna indipendenza all'orizzonte. Staremo a vedere.

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