Corea del Nord, rischio di guerra

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Il dittatore nordcoreano Kim Jong-Un - 13 aprile 2017
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Pyongyang, Corea del Nord, la parata militare che celebra "Il giorno del sole", in cui si ricorda la nascita del fondatore dello stato Kim Il Sung, 15 aprile 2017
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Pyongyang, Corea del Nord, la parata militare che celebra "Il giorno del sole", in cui si ricorda la nascita del fondatore dello stato Kim Il Sung, 15 aprile 2017
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Membri della Marina militare statunitense lavorano sul ponte della portaerei USS Carl Vinson nel corso di una esercitazione militare congiunta tra Corea del Sud e Stati Uniti nei mari ad est della penisola coreana, 14 marzo 2017.
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La portaerei USS Carl Vinson arriva al porto di Busan, Corea del Sud, 11 gennaio 2011.
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Un membro dell'equipaggio si trova sul ponte di volo della portaerei USS Carl Vinson, mentre è ancorata nel porto di Busan, 11 gennaio 2011. L'USS Carl Vinson è arrivata in Corea del Sud dopo aver partecipato a esercitazioni nel Mar Cinese orientale con il Giappone volte a dissuadere possibili attacchi da parte della Corea del Nord e della Cina.

Sempre più tesa la relazione della Corea del Nord di Kim Jong-uncon gli Usa e il resto del mondo.

Dopo le provocazioni del 14 e 15 aprile (più sotto i dettagli), il dittatore coreano è tornato ad attaccare gli Usa: ha dichiarato di essere pronto a "cancellarla dalla faccia della Terra" e l'ha accusata di pianificare un'azione con armi chimiche. Poi si è detto pronto ad affondare "con un singolo attacco" la portaerei Usa Carl Vinson, impegnata col suo gruppo d'attacco in un'esercitazione congiunta con due cacciatorpedinieri giapponesi nel Pacifico occidentale.

L'anniversario del 25 aprile
La mossa era prevedibile con l'avvicinarsi del 25 aprile, giorno dell'85mo anniversario della fondazione del Korean People's Army (Kpa), tra gli appuntamenti più propizi per un nuovo test nucleare, il sesto, o un altro lancio di missile.

Tanto più che il Minju Joson, quotidiano della Suprema assemblea del popolo, scrive, citando una fonte militare, che gli Usa hanno mobilitato "diverse portaerei a propulsione nucleare, inclusa la Carl Vinson, nel teatro operativo della penisola coreana il 25 aprile".

Un vero affronto, per loro, ma c'è' la certezza che le Forze armate risponderanno colpo su colpo contro obiettivi nemici "nella penisola, nelle basi del Pacifico o sugli Usa continentali attraverso l'oceano".

La Cina invita ancora una volta tutti a calmarsi, prima che si arrivi a una situazione “irreversibile”. Vale a dire: una guerra.

ll test missilistico del 15 aprile
Molti osservatori temevano che il sesto test del programma nucleare di Kim Jong-un - considerato una provocazione gravissima dagli americani e dagli alleati (ma probabilmente anche dalla Cina) - potesse avvenire sabato 15 aprile, il Giorno del Sole: i festeggiamenti, in Corea del Nord, della nascita del fondatore dello Stato, Kim Il-sung (nato il 15 aprile 1912), nonno di Kim Jong-un.

E il test in effetti c'è stato, ma è andato fallito. "No comment" da parte di Donald Trump e dagli Usa.

La parata militare
Alla parata di Pyongyang del 15 aprile, molta scena, molti muscoli, e, secondo alcuni esperti, anche un nuovo Icbm (Intercontinental ballistic missile), che preoccupa non poco. Se non altro perché dimostrerebbe la velocità sostenuta con la quale avanza il programma balistico della Corea del Nord.

Si sono visti anche due sistemi di lancio dei missili, che prima non erano mai stati attribuiti all'esercito di Kim Jong-un. In generale, gli esperti dei vari media internazionali, sembrano d'accordo nel sostenere che la nuova strumentazione bellica nordcoreana sia molto più avanzata di quanto ci si aspettasse.

Attacco alla Corea del Sud e al Giappone
Da Pechino invitano soprattutto Trump alla prudenza.
Come ricorda Li Jiacheng (uno studioso di politica internazionale) su Globaltimes - un quotidiano vicino al Partito comunista cinese - la Casa Bianca deve considerare che la Corea del Nord non è la Siria.

Pyongyang, dice Li Jiacheng, potrebbe avere i mezzi per attaccare la Corea del Sud e il Giappone con ordigni nucleari. Se gli Stati Uniti colpiscono con un attacco preventivo la Corea del Nord, Pyongyang attaccherà la Corea del Sud, il Giappone e le forze americane nella regione.
Questa guerra sarebbe una guerra prolungata. 

Secondo Li Jiacheng è improbabile che gli Stati Uniti decidano di avviare una guerra nella penisola. Ma l'imprevedibilità di Trump rende difficile capire la sua politica in questa regione.

Venerdì 14, l'esercito nordcoerano ha pubblicato un comunicato nel quale si dice che, in caso di attacco degli Stati Uniti, la Corea del Nord colpirà le basi militari americane in Corea del Sud, la residenza presidenziale a Seoul, sottolinenado che è in grado di distruggere questi bersagli in pochi minuti.

Trump, d'istinto
Sicuramente l'imprevedibilità della politica estera di Trump, la sensazione che sia dettata da azioni di istinto e dimostrative di potenza (come sono sembrati l'attacco alla base di Assad in Siria e la super bomba contro l'Isis in Afghanistan), rendono lo scenario nordcoreano molto preoccupante. Soprattutto perché qui le possibilità di una reazione a catena catastrofica sono molto molto alte.

Gli Usa non hanno più "pazienza"
Nei giorni scorsi, Washington aveva fatto sapere che la pazienza “strategica” degli Usa è "terminata"; parole che hanno accompagnato il vice presidente Mike Pence che domenica 16 aprile è arrivato in Corea del Sud (viaggio programmato da tempo).

I cinesi, padrini di Pyongyang, ma piuttosto arrabbiati per il programma nucleare di Kim, vorrebbero avviare dei colloqui di pace per denuclearizzare la penisola coreana.

Tuttavia Trump ha dichiarato che la Corea è un problema che deve essere affrontato e che il presidente cinese Xi Jinping, aiuterà a risolverlo.
E che tuttavia, gli Stati Uniti sono preparati ad affrontarlo anche senza l’aiuto della Cina.

Preoccupazioni della Corea del Sud
Di tutta la faccenda è ovviamente molto preoccupata la Corea del Sud. Seoul ha installato e reso operativo il sistema di difesa missilistico americano Terminal High Altitude Area Defense (Thaad). 

Anche questo non è piaciuto ai cinesi.

Primo perché, dicono, ha contribuito ad alzare la tensione e il pericolo di conflitto nella regione.
Secondo perché il Thaad, usando un sistema di radar molto potente, può ficcare il naso nel suo territorio.

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