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Centrodestra: Salvini è il leader ma non faccia accordi separati con M5S

Martedì 13 marzo l'incontro dei leader della coalizione di centrodestra - uscita primo schieramento dalle elezioni del 4 marzo - ha indicato che i tre partiti, Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia, sono concordi nell'indicazione da dare al presidente della Repubblica Mattarella al momento di incominciare le consultazioni per la formazione del nuovo governo.

Salvini premier

L'indicazione è la seguente: il leader della coalizione, Matteo Salvini, deve essere il primo candidato premier da prendere in considerazione.

Le parole di Salvini a Strasburgo

D'altra parte, la mattina Matteo Salvini a Bruxelles aveva parlato con argomenti e toni che mostrano una Lega pronta a muoversi con una certa spregiudicatezza.
Salvini ha detto che il vincolo del 3% si può superare, si è fatto un selfie con Nigel Farage, campione dell'antieuropeismo britannico, e ha aggiunto che nel 2019, con le elezioni europee finirà anche l'inciucio fra il Ppe e i socialisti nel Parlamento di Strasburgo. Insomma, messaggi non proprio in linea con quanto Silvio Berlusconi ha detto in campagna elettorale a Merkel e agli altri esponenti della Ue e dei popolari europei.

Mai un governo con il Pd. Con M5S?

Soprattutto, Salvini la mattina ha detto che mai farebbe un governo con il Pd, implicando invece che uno con il M5S non è proprio del tutto escluso.
Del resto ai partner di coalizione di Salvini non è sfuggito che quest'ultimo stia trattando con Di Maio e i suoi per la presidenza delle Camere. Elezione che rappresenta un passaggio molto importante e che può avere un effetto rilevante anche sulle trattative successive per provare a formare un governo. Fosse anche che un probabile primo mandato esplorativo il Presidente della Repubblica potrebbe proprio affidarlo a uno dei due speaker del Parlamento.

Senza coalizione la Lega è solo il terzo partito

Per Berlusconi e Meloni il ragionamento presentato a Salvini dice: certamente la Lega è il primo partito di coalizione, ma, senza i partner di coalizione è solo il terzo partito come voti, quindi non è il caso di esagerare.
Quindi, Berlusconi e Meloni sono comunque molto attenti alle mosse autonome di Salvini.
L'idea di un accordo globale della Lega con il Movimento 5 Stelle all'insegna del "sovranismo", con obiettivi limitati (legge elettorale maggioritaria) per andare presto al voto "resa dei conti" non sembra proprio la più gradita.

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