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Bossi: "Berlusconi è un perseguitato, ma reagirà"

Nel giorno dell’attesa il più sicuro di tutti sul fatto che “Silvio Berlusconi comunque reggerà” è Umberto Bossi. In un transatlantico di Montecitorio, dove tutto apparentemente scorre come prima ma in realtà c’è un clima sospeso nell’attesa della decisione del tribunale di Sorveglianza di Milano, il presidente e fondatore della Lega Nord scolpisce con poche ma significative parole le sue certezze. Che fanno a pugni con il De profundis dei gufi mediatici scatenati nella caccia al “caimano”. Bossi ragiona da politico di gran fiuto e da ex alleato leale, ma anche da amico sincero di Silvio Berlusconi. Il Senatùr rincuora anche i parlamentari di Fi che vivono con trepidazione queste ore: “Tranquilli, vedrete non riusciranno ad eliminarlo”.

Presidente Bossi, che accadrà? Cosa si aspetta dal tribunale di Milano che dovrà decidere se dare arresti domiciliari e servizi sociali all’ex premier?

“Dargli i domiciliari sarebbe una persecuzione provata. Quindi lo escluderei, penso piuttosto ai servizi sociali”.

Ormai c’è una gara sui giornali a chi descrive a tinte più  fosche l’umore di Berlusconi e il destino del suo partito, che a prescindere dai sondaggi, per molti starebbe franando, così a prescindere dai numeri. Qual è la sua opinione?

“Berlusconi reggerà e ancora a lungo...”.

E Forza Italia?

“Se ho detto che lui regge è chiaro che regge anche il partito”.

Lo ha sentito in queste ultime ore?

“Sì e l’ho trovato su di giri. Silvio è forte e combattivo”.

Sono passati vent’anni dal caso Craxi, è la seconda volta che si tenta di eliminare un leader per via giudiziaria. Che opinione si è fatto?

“Che nei confronti di Berlusconi c’è una persecuzione evidente”.

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