Berlusconi al bivio. Pep dice no, ma il Milan sogna in grande

Berlusconi è al bivio che potrebbe decidere il futuro del Milan. Un bivio che porta in dote una pioggia di milioni di euro e un cambio epocale in casa rossonera, dove dal 1986 Silvio Berlusconi ha sempre deciso tutto e finanziato tutto portando il club sul tetto del mondo a costo di grandi spese per grandi progetti. Ora i tempi sono cambiati, come dimostra l'austerity imposta nell'estate che ci siamo lasciati alle spall. Niente più spese folli e bilanci da ripianare: 236,7 milioni di euro solo considerando le ultime cinque stagioni. Il bivio al quale si trova la famiglia Berlusconi porta a decidere se e come mettere un pezzo di Milan sul mercato con due destinazioni possibili: la Russia o il Qatar.

L'ipotesi più affascinante è certamente il coinvolgimento del Fondo sovrano del Qatar con il quale, secondo alcune ricostruzioni di stampa, i contatti sono ormai avviati da tempo e costanti. L'idea sarebbe una cessione di quota di minoranza intorno al 30% per un controvalore di circa 250 milioni di euro da investire sia sul mercato, per riportare la squadra in fretta ai vertici, che nel progetto dello stadio di proprietà o rilevando San Siro dal Comune di Milano o pensando a una realizzazione ex novo come sta facendo l'Inter di Moratti. Un'operazione che soddisferebbe alcune delle richieste di Berlusconi a partire da una valutazione complessiva dell'asset-Milan non inferiore ai 764 milioni di euro accreditati dalla rivista Forbes. Per Berlusconi il valore corretto è 800 milioni di euro e cederne un terzo a 250 milioni rispetta le sue valutazioni consentendo al club di avere immediatamente denaro fresco da investire.

Agli sceicchi (o ai russi che paiono però in seconda fila) verrebbe consegnata una società finalmente in equilibrio dal punto di vista economico come lo stesso ad Galliani ha recentemente sottolineato in un'intervista a France Football, nella quale ha confermato di aver abbattuto il monte ingaggi da 150 a 100 milioni di euro con la possibilità di chiudere il prossimo bilancio in parità o al massimo con un rosso da 5 milioni di euro. Per la famiglia sovrana del Qatar sarebbe il momento giusto di entrare nel business, viste anche le possibilità di sviluppi per la questione stadio di proprietà. Un po' come in Francia con il Psg, dove Al Thani ha investito proprio perché consapevole delle potenzialità del club parigino.

Cosa potrebbe fare il nuovo Milan con un budget di mercato da 250 milioni di euro? Intanto bisogna dire che non tutti questi soldi servirebbero a finanziare la rifondazione tecnica della squadra. A Berlusconi piace Pep Guardiola e il tentativo per legarlo a un progetto rossonero sarà portato avanti da Gallian,i anche se la stampa catalana annuncia che il tecnico avrebbe declinato la proposta di un incontro a New York non avendo interesse in questo momento a prendere decisioni sul suo futuro. In ogni caso Galliani ha avuto il via libera e - evidentemente - anche un budget di massima da almeno 80 milioni di euro da investire su prima squadra e settore giovanile. Il viaggio ci sarà anche se rimandato di qualche settimana. L'inverno è lungo e al Milan interessa iscriversi alla corsa per Guardiola in modo da essere in prima fila quando in primavera Pep scioglierà le riserve e considererà concluso il suo anno sabbatico. In questo momento il 'no' riservato al Milan vale anche per altre proposte come il Chelsea di Abramovich e la nazionale brasiliana verso il Mondiale 2014.

Quello che è certo è che il prossimo mercato sarà diverso rispetto all'ultimo. Il Milan non avrà più la necessità di cedere i suoi pezzi pregiati (quei pochi che sono rimasti) e potrà puntare su qualche stella emergente di prima grandezza. Si guarderà molto al mercato sudamericano e soprattutto al Brasile. Il modello potrebbe essere proprio il Psg di Leonardo e Ancelotti che in Brasile ha pescato il talento Lucas e in Italia ha portato via un giovane come Verratti senza badare a spese. Come sarà il nuovo Milan? Difficile ipotizzarlo oggi. Prima andrà sciolto il nodo della panchina dove Allegri, malgrado un contratto da 2,5 milioni netti fino al 2014, è sicuro di non restare. A lui viene chiesto di qualificarsi almeno per il preliminare della prossima Champions League. In caso contrario si creerà un buco da 30 milioni di euro che Berlusconi e soci dovranno ripianare e che porterà il Milan nuovamente fuori dai parametri del fair play finanziario Uefa. Ma sarà solo una correzione prima di scrivere la nuova storia rossonera.

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