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Babymetal: la nippo-band che manda in tilt i metallari

Le Babymetal hanno un grande potere: quello di far infuriare come belve quei metallari che si prendono troppo sul serio e che si sentono presi in giro da questa band/progetto in cui a farla da padrone sono tre ragazzine giapponesi ben lontane dall'essere maggiorenni e dall'essere delle metallare.

Anzi. Su-Metal (16 anni), Moametal e Yuimetal (appena quindicenni) sono tre adolescenti provenienti dal gruppo idol/J-pop Sakura Gakuin: il loro management ha pensato bene di innestarle su una band metal per produrre un ibrido talmente fuori dai canoni da poter provenire solamente dal paese del Sol Levante, dove una scena underground molto eclettica ma che "non mette la pagnotta in tavola" presta i suoi artisti migliori al mainstream più commerciale.

Il nome stesso è stato ideato per convogliare l'idea di "metal carino come un bambino" e l'intero concetto è accuratamente confezionato come una pastiglia di ghisa ricoperta di zucchero e incartata in crinoline rosso e nero. Detto questo, potrebbe sembrare un'operazione non diversa dalle decine di boy-band create appositamente per scatenare l'isteria delle ragazzine, ma i brani non sono stati creati a tavolino da un'assemblea di ingegneri della musica alla quale è stato assegnato il compito di scrivere pezzi orecchiabili, bensì da un gruppo nel quale militano musicisti provenienti da gruppi come Coaltar Of The Deepers, AA=, My Eggplant Died Yesterday e Everset, che con varie forme di metal hanno avuto a che fare in maniera intermittente nella magmatica scena giapponese, dove gli incroci arditi non sono rari.

Il risultato, che da mesi spazza internet, social e Youtube in un turbinio di lodi sperticate e critiche biliose, è quindi una commistione di power e speed-metal con spruzzatine di EDM e crunk che spuntano in luoghi inattesi suonata con tutti i crismi e su cui le tre goth-lolita cantano, con voci di bimbe, melodie pop di infettività epidemica su argomenti come cioccolato, bullismo a scuola e preparativi per uscire al mattino, il tutto mentre si scatenano in balletti coordinati. Un'unione inedita di potenza, aggressività, melodia e gioioso divertimento, abbastanza perché "un metallaro incorpse-paint pianga lacrime di sangue in una foresta norvegese", come è stato commentato in calce a uno dei loro video. O per far ripensare al luogo comune che "ormai nella musica s'è sentito tutto".

Le Babymetal sono attualmente in Europa per quattro date a Parigi, Colonia, Londra e Sonisphere Festival: Londra è andata esaurita in un giorno tanto da farla spostare da un locale a un'arena e al Sonisphere sono passate da uno dei palchi minori a quello principale su cui, a fine giornata, suoneranno gli Iron Maiden. Forse anche tra i metallari ci si sta rendendo conto che non è possibile non mulinare la testa sulla cavalcata visual-kei di "Ijime, Dame, Zettai", puntare le corna al cielo con Gimme Chocolate!! o gettarsi nel circle-pit nel break di Headbanger!! mentre sul palco ci sono quelle che potrebbero essere le proprie sorelline, se non addirittura figlie, a scatenare un inferno carino.

A Parigi, infatti, già alle 15 l'ordinata fila sta già facendo impazzire i negozianti di souvenir che si trovano già quasi un migliaio di persone a ostruirgli il passaggio occupando centinaia di metri di marciapiede. Il pubblico è dei più vari: padri con t-shirt degli Slayer assieme a figlie con le treccine e la bandiera delle Babymetal annodata sulle spalle; gruppi di amici con i colori di Voivod, Dragonforce, GBH, Cannibal Corpse e Motorhead; una coppia non giovanissima finlandese che, se non fosse per una spilletta sulla borsa di lei, sembrerebbero turisti rimasti incastrati nella fila; gruppetti di ragazzine in divisa scolastica.

Mi metto in attesa e comincio a chiacchierare con due metallari sui 35 anni venuti apposta dal Giappone per seguire il tour europeo: con loro una connazionale molto più giovane che studia alla Sorbona e non ha mai ascoltato metal prima ma mi racconta tutto sul J-Pop. Con se' ha una borsettina contenente tre pacchettini confezionati con magistrale eleganza, doni per Su, Moa e Yoi. Mi chiede come potrebbe farglieli avere e quando le suggerisco di lanciarli sul palco mi guarda malissimo. La fila inizia a muoversi alle 18 e in una ventina di minuti siamo dentro. Puntuale come le tasse, alle 19 (le 19!!! Quale mirabile esempio di civiltà e rispetto nei confronti di chi, il giorno dopo, lavora e studia!) parte l'intro, un mix tra un testo dei Rhapsody, Star Wars e un numero di Kerrang! del 1987. La Kami Band, quella col corpse paint kabuki e le toghe bianche (non glischeletri kawaii), comincia a martellare con Babymetal Death ed è subito chiaro che, pur se al servizio di un progetto studiato nei minimi dettagli, non ha nulla da imparare da nessuno e, per i fatti propri, sarebbe un ottimo gruppo power metal.

Entrano le bimbe nella loro mise usuale nero/rosso/argento e Le Cigale esplode: pugni chiusi, corna al cielo, headbanging spezzacollo e, dietro le prime file, il mulinare vorticoso di corpi accentuato dai bastoni rossi luminosi che in molti tengono in mano. Loro saltano, corrono, si dimenano e cantano: o meglio, Moametal and Yuimetal, le due coriste, spesso danno l'impressione di cantare in lip-synch, mentre Su-Metal sembra cantare davvero e, se così è, quando sarà troppo grande per le Babymetal non avrà problemi a trovare posto in un gruppo non bollato come "novelty": a riprova di questo, brillano soprattutto Akumu no Rondo e Akatsuki.

Brevi assoli e brani strumentali danno tempo alle ragazzine di riprendersi e mettere in ordine trucco e sudore prima di riprendere con le scorribande sul palco. Il risultato che nasce dall'incontro tra la potenza della musica e la freschezza del cantato e delle coreografie è tutt'altro che stridente e, anzi, risulta coinvolgente e divertente, qualcosa che sembra sfuggire ai duri e puri per cui il metal può essere solo "true", col risultato, in alcuni casi, di finire con l'essere ridicolo (Manowar? Chi ha detto Manowar?).

Il set finisce con Give Me Choco!!, il brano che ha fatto esplodere il fenomeno Babymetal, salvo riprendere dopo qualche minuto con il brano-esortazione Headbanger!! e la epica Ijime, Dame, Zettai, sulle cui note terina la serata. Babymetal promosse quasi a pieni voti, che sarebbero ottenibili con un nuovo disco in cui l'effetto novità viene sostituito dalla consapevolezza di avere per le mani qualcosa di nuovo e l'eliminazione del lip-synch. Per il resto, mi spiace non seguire i due 35enni giapponesi in tour e attendo con impazienza i report dal tour durante il quale apriranno alcuni concerti del tour USA di Lady Gaga. Si, Lady Gaga!

La scaletta del concerto a Le Cigale, Parigi, 1/7/14:

Babymetal Death
Iine!
Uki Uki Midnight
Kami Band Performance
Akumu No Rondo
Onedari Dai Sakusen
Catch Me If You Can
Akatsuki
4 No Uta
Megitsune
Doki Doki Morning
Give Me Choco!!
Bis:
Headbanger!! (Yuimetal alla voce)
Ijime, Dame, Zettai 

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