Assange: non è vero che Wikileaks intende danneggiare Hillary Clinton

Julian Assange
EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA
Julian Assange, fondatore di Wikileaks
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Un sostenitore di Julian Assange davanti all'ambasciata dell'Equador a Londra, 4 ottobre 2016
EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA - THe New York Times
Julian Assange e la prima pagina del New York Times del 1 settembre 2016
EPA/ANDY RAIN
Un sostenitore di Julian Assange davanti all'ambasciata dell'Equador a Londra, 4 ottobre 2016

Un Julian Assange assai più morbido del previsto quello che sì è presentato oggi in videoconferenza alla stampa a Berlino, in occasione della celebrazione dei 10 anni di Wikileaks.

Per il decennale, secondo alcune anticipazioni diffuse dai media, Assange aveva promesso la rivelazione di documenti pesanti per Hillary Clinton e la candidatura alla Casa Bianca.

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Nell'incontro di oggi (ripreso dal suo rifugio nell'ambasciata dell'Equador a Londra) ha però semplicemente annunciato settimane di rivelazioni: ogni settimana per le prossime dieci settimane. Ma non è arrivata nessuna anticipazione choc.

Assange ha anche esplicitamente negato di aver architettato queste rivelazioni per danneggiare la candidata democratica nella corsa alla Casa Bianca, attribuendo le letture che erano state fatte in questo senso a "errori nelle citazioni di sue dichiarazioni".

Ha comunque confermato che alcuni dei documenti che verranno rilasciati nelle prossime settimane sono in relazione con le elezioni Usa.

Lunedì Wikileaks ha intanto "rivelato" (senza sostegno di documenti questa volta) che Hillary, da Segretaria di Stato il 23 novembre del 2013, avrebbe proposto di uccidere Assange con un drone.

Wikileaks ha diffuso un tweet che rimanda a un articolo pubblicato da truepundit.com con i dettagli di questa vicenda.

Secondo questa ricostruzione, Clinton era in riunione con i colleghi del Dipartimento per decidere le mosse per fronteggiare l'imminante pubblicazione di importanti dispacci diplomatici da parte di Wikileaks. E si sarebbe fatta sfuggire questa osservazione sulla possibilità di eliminarlo. Suscitando peraltro ilarità nei presenti, che, evidentemente, secondo la ricostruzione, pensavano a una battuta.

Quando invece la Clinton continuò a fare domande in tono assai serio e a parlare di Assange cone di un "soft target" che si muove indisturbato e convinto di non rischiare rappresaglie da parte degli Stati Uniti, allora nella sala, sempre secondo Truepundit, scelse il gelo.

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