Affitti, ecco perché i prezzi scendono

Abitare in affitto in Italia sembra essere diventato più conveniente e a testimoniarlo c’è il fatto che solo restando agli ultimi cinque i canoni sono calati anche del 30%. È questo uno dei dati più interessanti che emerge da uno studio realizzato dal centro Nomisma per conto de IlSole24Ore. La ricerca fa il punto sul mercato degli affitti in tutto le maggiori città del Paese e mette in evidenza come addirittura in città come Venezia e Cuneo il calo dei canoni sia stato anche superiore al 30%, con la punta toccata nel capoluogo veneto dove i ribassi sono arrivati al 34%. Ma molto significativi sono anche il -17,5 % di Milano o il -9,7% di Bari, che tra i grandi centri sono quelli che fanno registrare i cali più grossi. Ma il segno negativo, seppur con entità diverse, riguarda un po’ tutte le grande metropoli, da Roma a Napoli da Palermo a Torino, per finire a Bologna e Firenze.

Le ragioni di questa discesa
Secondo gli esperti, due sarebbero le ragioni fondamentali che hanno spinto al ribasso i prezzi dei canoni. Da un parte ci sarebbe innanzitutto il costo divenuto ormai eccessivo e spesso proibitivo dei mutui. Un fenomeno che ovviamente impedisce a tante famiglie, soprattutto giovani coppie, di effettuare l’acquisito della propria abitazione. Quindi nonostante negli ultimi tempi il mercato della casa si sia un minimo ripreso, seppur a singhiozzi, per tanti comprare un immobile resta effettivamente un miraggio. Da qui l’opzione obbligata dell’affitto, che resta l’unica pista percorribile. Ma a questo punto a determinare la caduta dei canoni è intervenuto un secondo fattore, che poi è la spiegazione di tanti fenomeni che da qualche anno ormai sta interessando la nostra economia e la nostra società, ovvero la crisi. Le difficoltà finanziarie di tanti nuclei familiari hanno infatti messo a rischio le capacità di spesa di tanti inquilini: da qui la scelta obbligata per tanti proprietari di abbassare il livello dei canoni praticati.

Modelli di contratto
Interessante rilevare poi come le modalità contrattuali si stiano lentamente, ma inesorabilmente, trasformando. Il classico contratto 4+4 sta infatti sempre più perdendo terreno a favore dei canoni concordati, i più recenti 3+2 che spesso, per ragioni fiscali legate alla cedolare secca, rappresentano un piccolo affare anche per i proprietari. E se si considera che spesso l’applicazione di tali tariffe concordate può significare per gli affittuari un risparmio dell’ordine del 20-30% sul prezzo originario del canone, si capisce come la convenienza di tali contratti sia doppia. Da qui la constatazione che in molte città ormai i contratti ordinari e quelli concordati siano sullo stesso livello numerico. Anzi, non è escluso che i prossimi dati più aggiornati possano segnale anche un sorpasso storico dei canoni calmierati rispetto a quelli di mercato. Staremo a vedere.



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