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(Nasa)
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Tracce d’acqua e carbonio su Bennu: la vita sulla Terra fu “seminata” dagli asteroidi?

Due settimane fa la sonda Osirix-Rex aveva portato sulla Terra i campioni dell’asteroide Bennu. Ebbene, dopo le prime analisi l’agenzia americana ha rivelato che l’esemplare è ricco di carbonio e acqua, fattori importanti per consentire agli scienziati di “indagare sulle origini della vita sul nostro pianeta per le generazioni a venire”, come ha dichiarato l'amministratore della Nasa Bill Nelson in una nota diffusa ieri 11 ottobre. Il numero uno dell’Agenzia ha spiegato: “Quasi tutto ciò che facciamo alla Nasa cerca di rispondere a domande su chi siamo e da dove veniamo, le missioni come Osiris-Rex miglioreranno la nostra comprensione degli asteroidi che potrebbero minacciare la Terra, dandoci allo stesso tempo uno sguardo su ciò che si trova oltre. C'è ancora tanto da studiare.”

La missione fu lanciata nel settembre 2016 e arrivò a intercettare Bennu nel dicembre 2018, dove la sonda atterrò per cominciare a studiare le rocce spaziali prima dall'orbita e quindi dal suolo, per una durata di 22 mesi durante i quali fu possibile penetrare nella roccia porosa fino in profondità. Una sorpresa per gli scienziati e un problema per i tecnici: la grande disponibilità di materiale causò l’intasamento del meccanismo di raccolta facendo anche schizzare nello spazio alcuni detriti. Il viaggio di ritorno si è concluso il 24 settembre, quando la capsula è atterrata nel deserto dello Utah settentrionale, per arrivare il giorno dopo al Johnson Space Center (Jsc) della Nasa a Houston, da dove nei prossimi mesi un po’ di materiale sarà distribuito ai laboratori scientifici di tutto il mondo per differenziare la metodologia e la specializzazione delle analisi da condurre. Queste si concentrano quindi sull’identità dei composti del carbonio presenti, fattore che potrebbe far luce su come abbia avuto inizio la vita qui sulla Terra, poiché molti ricercatori pensano che asteroidi ricchi di carbonio abbiano “seminato” il nostro pianeta con gli elementi costitutivi della vita molto tempo fa, attraverso i loro impatti. E Bennu è proprio considerato una reliquia dell'era della costruzione del pianeta del nostro sistema solare, quindi, aiuterà a comprendere la formazione e l'evoluzione della nostra parte di universo. Non a caso nella dichiarazione della Nasa si legge: “Mentre scrutiamo gli antichi segreti conservati nella polvere e nelle rocce dell'asteroide stiamo sbloccando una capsula del tempo che ci offre profonde intuizioni sulle origini del nostro sistema solare”.

Dante Lauretta, capo ricercatore della squadra di Osiris-Rex presso l'Università di Arizona, ha spiegato: “L'abbondanza di materiale ricco di carbonio e la cospicua presenza di minerali argillosi contenenti acqua sono solo la punta dell'iceberg cosmico, queste scoperte, rese possibili attraverso anni di collaborazione dedicata e scienza all'avanguardia, ci spingono in un viaggio per comprendere non soltanto il nostro vicinato celeste ma anche il potenziale per l'inizio della vita. Con ogni rivelazione di Bennu ci avviciniamo a svelare i misteri della nostra eredità cosmica.” Intanto un’altra sonda del programma Osirix continua a volare verso un altro asteroide chiamato Apophis, dove si prevede possa arrivare nel 2029 per studiarla da vicino, in una missione estesa chiamata Osiris-Apex.

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