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Abu Bakr al Baghdadi, capo dell'Isis, è morto un'altra volta

Abu Bakr al Baghdadi è morto. Anzi, forse questa volta è morto davvero.

Secondo la tv irachena Al Sumariya, fonti Isis della provincia di Ninive avrebbero comunicato il decesso del leader. L'Isis ha anche invitato i suoi militanti a continuare in quella che al Baghdadi definiva la "difesa delle nostre roccaforti". Non si hanno altri dettagli su come l'autoproclamatosi Califfo sarebbe stato ucciso. Anche l'Osservatorio siriano dei diritti umani, riferisce Reuters, ha confermato la morte di Baghdadi citando dirigenti dello Stato islamico come fonti.

Abu Bakr al Baghdadi è stato dato più volte per morto.

L'ultima in ordine di tempo, il 16 giugno 2017, quando il ministero della difesa russo ha dichiarato, senza poi poterlo confermare, che il capo dell'Isis era stato ucciso in maggio in un raid dell'aviazione di Mosca su Raqqa.

Le morti del Califfo

Il 10 novembre 2014: Baghdadi aveva da pochi mesi annunciato la nascita del 'Califfato'; il ministero dell'Interno iracheno disse che era rimasto ferito in un raid aereo iracheno ad Al Qaim, nella provincia occidentale di Al Anbar; il ministro degli Esteri iracheno, Ibrahim al Jaafari, su Twitter scrisse che Baghdadi era rimasto ucciso.

11 novembre, alcuni abitanti di Mosul dichiararono al quotidiano egiziano al Ahram che il capo dell'Isis era invece stato colpito alla testa dai raid Usa nella regione tra Iraq e Siria, e che era morto poche ore dopo. Il Pentagono aveva in effetti confermato di aver colpito un convoglio di leader dell'Isis vicino a Mosul, ma senza poter confermare quale fosse la sorte di Baghdadi.

Aprile del 2015, un nuovo annuncio fu diffuso da alcuni media iraniani e iracheni e ripreso da siti online panarabi di scarsa autorevolezza: secondo l'informazione di non meglio precisate fonti di intelligence irachene - anche questa rimasta senza conferme -, Baghdadi era morto in un ospedale israeliano sulle Alture del Golan al confine con la Siria, dopo essere rimasto ferito in un raid aereo il 18 marzo.

Ottobre 2015, ancora il governo iracheno rese noto che il 'Califfo' era rimasto coinvolto in un raid dell'aviazione di Baghdad nell'ovest del Paese, senza precisare se fosse rimasto ferito.

12 ottobre 2015, fonti mediche locali riferirono che Baghdadi non risultava né tra i feriti né tra i morti dell'operazione.

Giugno 2016, una tv irachena rese noto che Baghdadi era stato ferito in un raid della Coalizione a guida Usa, nella provincia di Ninive, a ovest di Mosul. Ma Washington non confermò nemmeno questa informazione.

11 giugno 2017, l'ennesima notizia sulla sua uccisione: la televisione di Stato di Damasco ha riferito che il 'Califfo' era rimasto ucciso, stavolta in Siria, in un raid su Raqqa.

16 giugno 2017, Mosca dice di averlo ucciso in un raid su Raqqa avvenuto il 28 maggio.

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