50 anni di "Summer of Love": le celebazioni

“E se ci fossimo tutti sbagliati?” Allen Ginsberg si rivolse così all’amico editore e poeta, pittore e attivista Lawrence Ferlinghetti, contemplando insieme dal palco le onde della folla oceanica di hippies, beats e sognatori radunata nel Golden Gate Park di San Francisco, in un’atmosfera completamente estatica, per imboccare la nuova strada della controcultura americana.

Mezzo secolo fa nel quartiere di Haight ’n Ashbury aveva inizio quella stagione di contro-cultura americana, meglio nota come "Summer of Love", vale a dire il momento fondativo che connotò San Francisco come città di “nuts, fruits and flakes”, utopisti, omosessuali, e visionari rilassati.

In questi giorni, la città che prende il suo nome da San Francesco, celebra il cinquantenario di quell’estate lisergica e psichedelica, con una mostra dedicata presso il De Young Museum a cura di Jill D’Alessandro, "The Summer Of Love Experience: Art, Fashion, and Rock & Roll".

Per l'occasione a oltre 98 anni, Ferlinghetti — la leggenda vivente dei “San Francisco Values” (sintesi di tutti i valori libertari veicolati da quella stagione a sostegno dei più deboli e di ogni diversità), nonché co-fondatore nel ‘53 insieme a Peter D. Martin del tempio di tutte le librerie, la City Lights, che si è battuto tutta la vita in difesa della libertà di ogni espressione —, sta registrando una selezione di sue poesie negli studi della Zoetrope del regista Francis Ford Coppola, a North Beach.

Coppola è un vecchio amico e ammiratore di Ferlinghetti: nel 2001 fondarono insieme l’associazione non-profit a sostegno dei senzatetto, North Beach Citizens. Nel suo personale angolino del Cafe Zoetrope, oltre al poster di Jacques Tati, ad alcune foto dell’inimitabile attività cinematografica di Coppola, ci sono alcuni disegni e dipinti dello stesso Lawrence.

La registrazione delle sue poesie — che cade anche nel sessantesimo anniversario della vittoria del processo a lui e Allen Ginsberg, dopo l’arresto per oscenità per la pubblicazione della poesia Howl — è curata dal fonico di Coppola Jim Mckee che, in collaborazione con il produttore, Starr Sutherland, ne sta anche documentando l’atto creativo.

Nella silloge che attraversa 60 anni di scrittura e impegno, Ferlinghetti ha voluto registrare anche la sua più recente composizioneTrump’s Trojan Horse, scritta qualche settimana fa ancora con ispirata passione politica per alzare la voce poetica dello spirito di frontiera americano, illuminando un aspetto che a detta sua nessun media ha ancora saputo mettere a fuoco: "la multi-nazionalizzazione della politica americana, avendo Trump incaricato ex capi di multinazionali a guidare i suoi ministeri".

La poesia di Lawrence FerlinghettiMauro Aprile Zanetti

Il prossimo autunno, New Directions — l’editore newyorkese di Ferlinghetti sin dal ‘58, quando uscì A Coney Island of The Mind (oltre 1milione di copie vendute in 12 lingue) —pubblicherà una nuova edizione, “Ferlinghetti’s Greatest Poems” a cura di Nancy Peters.

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