Pagamenti digitali: cosa sono e perché prendono sempre più piede
Pagamenti digitali: cosa sono e perché prendono sempre più piede
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Pagamenti digitali: cosa sono e perché prendono sempre più piede

La Rubrica - TuttoTech

Uno sguardo ai pagamenti digitali: cosa sono e perché prendono sempre più piede

Cosa sono i pagamenti digitali, o se preferite, digital payments? Come funzionano e quali opportunità offrono agli utenti? Perché in questi ultimi tempi stanno riscontrando un sempre maggiore successo anche in Italia? Oggi proviamo a rispondere a queste domande, andando a scoprire più da vicino i pagamenti digitali tramite smartphone (ma non solo) e i loro vantaggi.

Cosa sono i pagamenti digitali

Chiariamo subito il primo punto: per pagamenti digitali intendiamo quei pagamenti effettuati con strumenti elettronici o addebito diretto su conto corrente, ovviamente per l'acquisto di beni o servizi di ogni genere. Più nello specifico ci riferiamo ai digital payments soprattutto per alcune modalità di pagamento come ad esempio quella contactless, ma anche per gli acquisti effettuati tramite eCommerce, Mobile POS, Smart POS e non solo. Ma procediamo con ordine.

Di pagamenti digitali si parla sempre più spesso, anche per le recenti iniziative statali come il Cashback e la Lotteria degli Scontrini, che sono state lanciate come ulteriore spinta verso l'abbandono progressivo del contante, meno tracciabile. La tendenza di crescita per la moneta elettronica si è vista anche durante la pandemia: negli ultimi anni sono cresciuti in particolare i pagamenti contactless (soprattutto quelli con smartphone e dispositivi wearable).

Contactless, NFC e POS di ultima generazione

Il contactless è ormai una modalità di pagamento digitale diffusa in tutta Italia: grazie alla sua comodità e all'ampia diffusione dei terminali compatibili, risulta molto utile soprattutto per i piccoli pagamenti, complici i cambiamenti effettuati dal governo. Da luglio 2020 avere il POS è diventato un obbligo ed è stato raggiunto un accordo per abolire le commissioni sui piccoli pagamenti (entro i 5 euro, ma alcune banche hanno fatto di meglio) e per l'innalzamento a 50 euro della soglia per le transazioni senza PIN.

La maggior parte delle carte attualmente in circolazione, che siano di credito, di debito, Bancomat o prepagate, risultano già abilitate per i pagamenti contactless: questo grazie alla tecnologia RFID. Le carte possono anche essere aggiunte e virtualizzate con servizi come Google Pay, Samsung Pay ed Apple Pay, in modo da poter essere utilizzate attraverso smartphone o altri dispositivi dotati di connettività NFC (Near Field Communication).

Oltre ai cari e "vecchi" smartphone sono sempre più utilizzati i pagamenti digitali col polso, attraverso smartwatch e smartband. Tutti i più grandi produttori hanno un servizio dedicato: oltre ai già citati di Google, Apple e Samsung ci sono anche quelli di Fitbit e Garmin, ad esempio, tutti con accordi con i vari istituti bancari per la virtualizzazione delle carte di pagamento. Una volta aggiunta una o più carte ai vari servizi sullo smartphone o sul dispositivo wearable, basta aprire l'apposita applicazione e sfiorare il POS abilitato per procedere al pagamento: in base all'impostazione scelta o all'importo potrebbe essere richiesto un PIN oppure un'autenticazione biometrica (impronta digitale, riconoscimento facciale o delle iridi). I pagamenti possono anche avvenire tramite altri dispositivi connessi (Internet of Things), come elettrodomestici o altoparlanti smart, ma in questi casi solo online, ovviamente.

Un contributo alla popolarità dei digital payments lo danno anche i cosiddetti Mobile POS: si tratta di terminali che permettono di accettare pagamenti grazie alla connessione dello smartphone. Si associano a quest'ultimo tramite il Bluetooth (di solito), permettendo la lettura delle carte e l'inserimento del PIN. Oltre a questi esistono anche gli Smart POS, dispositivi dotati di un sistema operativo (solitamente Android) che consente di avere accesso a diverse applicazioni per accettare i pagamenti più innovativi (tramite codice QR, ad esempio). Sono sempre di più inoltre i punti vendita fisici che accettano pagamenti attraverso servizi come Satispay, che permette ad esempio di gestire il denaro attraverso un'app, effettuare pagamenti vari (anche del bollo e riguardanti la Pubblica Amministrazione).

Gli acquisti online, il pagamento rateizzato e le carte conto

Dei pagamenti digitali fanno parte anche quelli eseguiti per gli acquisti online di tipo "tradizionale", ormai molto diffusi e che hanno visto una crescita esponenziale nel periodo di maggiori restrizioni dovute alla pandemia (Amazon, ma non solo). I negozi online accettano spesso diversi tipi di pagamento digitale, tramite la "classica" carta di credito, oppure attraverso servizi come ad esempio PayPal, che consentono di evitare un contatto "diretto" con il venditore (per quanto riguarda la carta) e risultano comodi per non dover inserire tutti i dati per ogni sito utilizzato.

Negli ultimi tempi sta prendendo sempre più piede anche il pagamento rateizzato online, offerto da servizi come PayPal (tre rate mensili senza interessi), Scalapay, Klarna, Clearpay e, più di recente, Apple Pay Later. Spesso questi servizi offrono la possibilità di pagare senza interessi in più rate mensili, utile per dilazionare il pagamento soprattutto degli acquisti più costosi.

Anche se i conti correnti tradizionali non passano mai di moda (almeno per ora), si stanno diffondendo sempre di più le cosiddette carte conto. Si tratta di carte che consentono di effettuare acquisti, pagamenti e prelievi (esattamente come le normali carte) alle quali è associato un codice IBAN, che permette di effettuare operazioni bancarie come l'accredito di bonifici, stipendi, pensioni, domiciliazione di bollette e pagamenti automatici. Per fare qualche esempio possiamo citare HYPE, N26 e Revolut.

Le criptovalute e i pagamenti del "futuro"

Discorso a parte meritano le criptovalute: si tratta di monete decentralizzate e digitali basate su tecnologia d tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cuoi nodi sono computer di utenti sparsi per il mondo. Non è presente un'istituzione centrale che ne garantisce il valore, ne gestisce l'uso o ne regola la circolazione. A differenza delle monete tradizionali, la cui circolazione viene garantita attraverso le varie banche centrali (come la BCE), le criptovalute si affidano alla crittografia e al sistema delle blockchain, ovvero un registro digitale le cui voci sono raggruppate in blocchi e concatenate in ordine cronologico. Al giorno d'oggi esistono tante criptomonete che competono tra loro per diventare la più importante e utilizzata: possiamo ad esempio citare Bitcoin (senza dubbio quella più conosciuta), Ethereum, Ripple, Litecoin e Monero.

Avrete sicuramente già sentito parlare del mining di criptomonete, ma di cosa si tratta in poche parole? Il "mining" è un metodo per generare criptovalute e un modo in cui vengono convalidate le transazioni effettuate con le stesse. In sostanza, i "miner" risolvono complessi "problemi matematici" utilizzando computer molto potenti (solitamente con GPU di fascia alta) e ricevendo in cambio delle monete. Per approfondire l'argomento criptovalute, mining e Bitcoin potete recarvi qui.

Esistono poi i cosiddetti pagamenti device-free, per ora solo in fase di sperimentazione in Europa: consentono di pagare senza utilizzare alcun dispositivo personale, sfruttando il riconoscimento facciale o le impronte digitali. Basti pensare a quanto fatto ad esempio da Amazon a partire dagli Stati Uniti (con i negozi senza casse), oppure all'uso che viene fatto in Cina (con Alipay che sta incentivando il riconoscimento facciale) e in Russia (con impronta digitale). Sarà questo il futuro? È possibile che nei prossimi anni non avremo più bisogno del portafoglio, visto che potremo avere tutto sullo smartphone tra carte di pagamento, documenti d'identità, patenti e quant'altro.

Info: tuttoandroid.net

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