Pitti 101: «Indosso dunque sono»
Raeburn (Pitti Immagine Uomo)
Pitti 101: «Indosso dunque sono»
Tendenze

Pitti 101: «Indosso dunque sono»

«Indosso dunque sono». L’edizione invernale di Pitti Uomo dà spazio a nuove riflessioni sul ruolo che la moda riveste nel plasmare la nostra coscienza. Come spiega il direttore creativo della manifestazione, Angelo Figus: «Viviamo un tempo spaccato in due tra apparenza e consistenza, reflections è la parola che spiega meglio il dualismo dei nostri tempi, uno spunto per pensare e magari scegliere chi essere».

Superstyling, la terza macro area in cui si suddivide Pitti 101, è forse la più perfetta rappresentazione di questo concetto. In questo percorso che va dall’Arsenale al Padiglione Medici grazie alla partecipazione di 87 brand che si riuniscono a Firenze da ogni parte del mondo (Francia, Stati Uniti, Perù, Russia, Giappone) troviamo rappresentata l’avanguardia della moda maschile con le sue nuove invenzioni, capaci di riscrivere i canoni stilistici dando risposta a nuove esigenze espressive e intercettando nuove identità in una visione in costante evoluzione.

Si può quasi parlare di un «big bang del menswear». Tra gli stand di Superstyling si respira energia pura, pronta a prendere direzioni sempre diverse all’insegna di un unico credo: l’unicità. I giovani designer che hanno scelto Pitti per presentare le loro collezioni hanno fatto dell' eco-responsabilità e della contaminazione culturale e sociale il proprio punto di partenza. Le loro proposte si distinguono per la ricerca stilistica e lo studio dei materiali, entrambi declinati in prodotti senza genere, che attraversano le stagioni. Una radicale dichiarazione d’intenti, una moda nuova che non si nasconde dietro regole spesso obsolete. Come aveva una volta affermato il genio Alexander McQueen: «Devi conoscere le regole per non rispettarle. Io sono qui per questo, per demolire le regole, mantenendo però la tradizione».

Perfetto esempio di questa rivoluzione è David Raysse, fondatore del marchio Brandblack. Cresciuto in un ambiente ricco di stimoli creativi grazie al padre Gilles, uno dei fondatori nonché figura di spicco della maison Kenzo, e la madre Carole La Brie, la prima modella afroamericana ad apparire su una copertina di Vogue, Raysse ha lavorato con Fila - dove ha disegnato le iconiche scarpe da base Grant Hill - e con Adidas, prima di fondatore il suo brand nel 2014. Brandblack integra perfettamente le funzionalità dello sport, l’eleganza della moda, il design minimalista e l’innovazione, creando una voce unica.

L’amore per la natura, e la passione per il trekking in montagna, hanno portato Keisuke Ota e Yang Chao a fondare, nel 2015, la fondazione Dandelion e iniziare a progettare una collezione di calzature. Oggi, attraverso il marchio Flower Mountain combinano arte, moda e materia, in una collezione che si compone di una varietà di materiali resistenti ma soffici e leggeri, e di un ampio spettro di colori che richiama le attività outdoor. Un nuovo modo di concepire lo stile urbano con grafiche d’ispirazione esoterica e ricami che rimandano ad atmosfere evocative. Ogni capo è trattato con Agion, un composto minerale naturale altamente antibatterico, perché come sempre la moda sa rispondere alle esigenze della comunità.

Secondo il brand francese Jagvi, nato dall’incontro della cultura francese e scandinava, «la moda, oggi e domani, è etica». Il marchio si pone come obiettivo quello di creare design minimalisti, raffinati e contemporanei per uomini dal forte nucleo emotivo. Tante le ispirazioni, a partire dalla fotografia passando per il design contemporaneo, riconoscibile nel gusto per i tessuti di alta gamma e la cura delle forme.

L’inglese John Smedley sceglie invece l’eco-cashmere per riportare alla luce modelli anni Trenta da alternare alla classica polo. Le ispirazioni storiche vengono così reimmaginate attraverso l’utilizzo di materiale sostenibili, all’interno di una nuova economia circolare.

La stilista Maria Icho gioca con il suo nome e la parola «maglia» per dare vita al suo brand ma’ry’ya. I suoi capi unisex e senza età, nascondono un’anima luxury grazie alle lavorazioni rigorosamente Made in Italy (unica eccezione è il denim giapponese cimosato). Cashmere, seta, cotone, lana sono la cifra di un’eleganza semplice, naturale ed essenziale perfetta per la vita di tutti i giorni.

Olovo presenta a Pitti 101 una collaborazione speciale con Nigel Cabourn per l’FC Dinamo Mosca. Si tratta di una collezione dedicata al leggendario portiere Lev Yashin che rende omaggio al suo stile unico. Ricca di fascino anche la linea Heritage che si ispira alle divise sportive dell’URSS degli anni Sessanta-Ottanta e utilizza tessuti europei high-tech, collaborando con le fabbriche locali che hanno prodotto le uniformi militari originali.

Di ispirazione militare anche RÆBURN, azienda fondata nel 2009 da Christopher Raeburn, che amplia la sua filosofia di riuso portando in scena capi d’abbigliamento e accessori militari e mai indossati. Il leitmotiv della nuova collezione diventa così il concetto di «funzionalità nascosta» che include capispalla ignifughi e resistenti all’abrasione. Il lavoro pionieristico di Raeburn è stato in grado di portare il design responsabile a un pubblico più mainstream, dando così vita a una nuova definizione di lusso con integrità.

La storia di Teva inizia nel 1984 con «the original sport sandal», ma negli anni il brand ha conservato il suo spirito pionieristico e continua a celebrare la libertà di esplorare. Ogni calzatura è concepita come la tela di un pittore. Resistenti e senza tempo, tutti i cinturini in poliestere si rinnovano continuamente in una varietà di modelli ideati da designer di tutto il mondo. E, grazie alla collaborazione con la disegnatrice Nadine Marchal, Teva ha dato vita a un esclusivo processo di tessitura per ottenere tomaie con motivi geometrici. Un ulteriore tassello nella continua ricerca di unicità.

E di unicità parla anche Transit, la collezione total look uomo disegnata e prodotta interamente in provincia di Vicenza, dall’azienda a conduzione famigliare Tam & Company. Un prodotto a tratti artigianale, senza loghi esterni, fatto di eccellenza, lavorazioni e trattamenti capaci di rendere i capi materici ed elegantemente vissuti. Un gusto rilassato, pensato per cittadini del mondo che senza ostentare apprezzano la bellezza nella sua semplicità. Una collezione senza tempo, fatta di capi da collezionare stagione dopo stagione, da indossare e vivere profondamente.

Infine, White Sand, marchio di ispirazione giapponese nato nel cuore della Romagna, reinterpreta i concetti di praticità e innovazione del pantalone utility wear, elevandolo nello stile e nei materiali. Continui accorgimenti e caratterizzazioni si sovrappongono a un design essenziale e minimal che stupisce a ogni collezione grazie alle sue ispirazioni urban, arricchite da altri mondi come applicazioni patchwork, stampe new camouflage e pittati a mano. L’inverno punta su velluti, drill di cotone, fustagno, jersey ma soprattutto denim declinati in un’ampia palette che propone gradazioni calde e avvolgenti ispirate ai colori della natura così come tinte eleganti e scure.

Olovo

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