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Sartoria genderless, avanguardie artistiche e metaverso: la moda uomo si lancia verso lo stile digitale 3.0

Lo stile uomo anticipa la stagione autunno-inverno 2022-2023, presentata durante gli eventi in calendario di Camera Nazionale della Moda, e spinge sull’acceleratore della innovazione come un bolide di Formula Uno, iconico nel contemplare la tradizione ma pronto a stravolgere motore e design formale all’interno della nuova scuderia tecnologica e travolgente dei tempi attuali.

A Milano si assiste a una importante rivisitazione della eleganza sartoriale, che integra nel suo dna i dettami sportivi e rilassati del casualwear ma non rinuncia al lusso materico e ai bei tagli couture nei capi principali del guardaroba del gentleman contemporaneo.

Dai classici intramontabili si ereditano i materiali sopraffini, i tessuti preziosi, le finiture extra-chic e la promozione dei dettagli del tailoring eretti paladini modulabili secondo le varie ispirazioni artistiche oppure le richieste genderless che propongono alla donna di vestire visioni e archetipi estetici tipicamente mascolini.

L'atto del vestirsi è emotivo e militante, chi non sta al passo resta indietro, perché, nei nuovi codici stilistici e nelle modalità di approccio, agli addetti ai lavori (e a breve al pubblico) si parla già di metaverso, di Web 3.0, di crypto trend e di nuovi asset digitali.

Silvia Venturini Fendi, direttore artistico della collezione uomo e degli accessori, allestisce la sede di via Solari con una maxi rampa sopraelevata e specchiata a forma di FF, ideata dall'artista Nico Vascellari, sulla quale sfilano i capi di stagione impegnati nel primo passo di questa rivoluzione fisico-virtuale.

«Fendi è sinonimo di innovazione e artigianato e per noi la creazione ha tanto a che fare con l’invisibile che con il visibile. Motivo per cui è così importante per noi accogliere il futuro prossimo e fungere da ponte tra il lusso fisico e quello virtuale. In questa occasione annunciamo la collaborazione con Ledger, leader mondiale nel digital asset management e piattaforma di gestione digitale per le criptovalute. Applicare i nostri codici agli innovativi dispositivi Ledger è un emozionante primo passo in questa direzione» afferma la designer.

Il mondo Fendi è così introdotto nel metaverso e a sigillarne l’intenzione crea un accessorio lussuoso per il Ledger Nano X, il più apprezzato hardware wallet per criptovalute e asset digitali, da appendere a una borsa o una cintura oppure da indossare al collo con un cordoncino regolabile.

Ian Rogers, chief experience officer di Ledger, dichiara: «Ledger è l’hardware più sicuro al mondo volto a proteggere gli asset digitali, come le criptovalute e gli NFT, dagli hackers e dal crimine informatico. La collaborazione con Fendi eleva la sicurezza a un nuovo livello rendendola bella ed elegante. Sono fiero di presentare il primo accessorio di vero lusso a Web3 con i miei amici della moda».

Le possibilità infinite del Web 3.0 e del metaverso inaugurano una nuova generazione di lusso e artigianato che ha il fine di costruire uno scambio stretto tra il mondo fisico e quello virtuale. E, cominciando dal tangibile, il guardaroba vira totale in chiave new dandy, ispirato dalla bellezza degli Anni Venti o declinato con audaci interpretazioni streetstyle, grafiche e stampe digitali in 3D.

Accanto alle immancabili texture preziose, rese ancora più chic dalle scelte cromatiche crema, burgundy, lampone, moka, taupe e bianco e nero, si battezza l’inedito motivo a catena O'Lock, quale nuovo monogramma da applicare sull’abbigliamento e sugli accessori.

Perle e diamanti, bijoux floreali, pendenti a logo FF in cristallo, adornano la nuova sartorialità fatta di blazer ingigantiti e cappe, giacche e maglie scollate, ampi pantaloni terminano con una mezza gonna e capi da sera più formali. Negli accessori, in primo piano, modelli Mary Jane stringate con orologio-cinturino, mocassini O'Lock in vernice, stivaletti Chelsea bicolore e una nuova sneaker dal dinamico logo FF allungato.

Le borse sono architettoniche, dalle grandi shopper alle baguette ingrandite alla stregua di un baule morbido o rimpicciolite in minuscola borsa chain, insieme al caratteristico baule rigido in metallo e plexiglas.

Domenico Dolce e Stefano Gabbana guardano al futuro con curiosità ed escono dalla loro comfort zone per continuare a mettersi in discussione e cercare nuovi stimoli, da sperimentare con i contrasti.

Sono 107 i look che omaggiano due universi che coesistono, lo stile street style ricco di graffiti e musica, suonata dall’artista americano Machine Gun Kelly, e il metaverso digitale che trasporta oltre i confini della realtà e del tempo.

Si comincia da un gran lavoro su volumi e proporzioni, resi ancora più visibili dagli accostamenti inusuali di tessuti e materiali, di base nera e di rovesci di colore.

Rocco Pezzella - in arte Boche/Thoro – giovane artista italiano, ha personalizzato a mano alcuni capi e accessori con scritte e grafiche che regalano nuove libertà di espressione.

I cappotti della tradizione maschile hanno spalle decostruite e le giacche si trasformano anch’esse fino ad arrivare a quelle tuxedo con spalle molto pronunciate e punto vita segnato.

La camicia prende le sembianze di pettorina frontale, realizzata nello stesso tessuto dell’abito, in modo da uniformare visivamente la silhouette, alternativa a tute, t-shirt, leggings logati, proposti sotto capi over o le pellicce ecologiche che mantengono l’expertise delle lavorazioni di altissima qualità.

I boots da neve in eco pelliccia o in nylon trapuntato si accompagnano a scarpe monoblocco ultraleggere e futuristiche, occhiali e mascherine che rappresentano il nuovo futuro interconnesso e ultra tecnologico.

Brunello Cucinelli fa una scelta ‘crossroads’ ovvero parte per un viaggio, metafora di cambiamento, ricerca e conoscenza, osservando le esigenze del mondo urbano che è in movimento, insieme più lentamente alla cultura che interroga la tradizione, ma nei tempi e nei ritmi congeniali al marchio di Solomeo.

Primi valori necessari per partire, il comfort e la morbidezza, in una fluidità che attraversa tutti i tessuti e i volumi, nell’intento di dare vita a un prezioso equilibrio di eleganza e contemporaneità. Le linee sartoriali della giacca e dei cappotti valorizzano il fisico maschile eppure sviluppano forme avvolgenti, mentre i capi outerwear e i piumini acquisiscono sempre più importanza.

Il pantalone, dal volume morbido e sportivo, si intrattiene con la maglieria che risalta il carattere unico dei cashmere e delle lane finissime e contamina tutte le categorie.

I velluti a coste giocano un ruolo di primo piano, rinnovati da inediti effetti délavé, così come i pezzi fatti con pellami pregiati, camosci e nappe, shearling, declinati in effetto leggerezza.

Gli accessori costituiscono anch’essi l’espressione del distintivo lifestyle Cucinelli, sia per quanto riguarda i modelli di calzature derivate dalla tradizione inglese che nelle proposte ispirate al mondo sportivo e allo stile outdoor.

Ispirazione artistica nella corrente Art Decò per la collezione di Canali che prende spunto dagli Anni Trenta, alba di una nuova era di rinascita e ripresa che espresse una ritrovata voglia di vestirsi con gusto, eleganza e ricercatezza.

Pregiati velluti e sete, cashmere, leggerissime lane e alpaca, rivestono i capi della tradizione ma anche i pezzi sportivi e quelli di derivazione militare, con colli riscaldati da lupetti.

I dettagli fanno la rivoluzione, dai polsini sportivi su giacche e pantaloni sartoriali, ai colli a cuore stondato come decori grafici.

L’uomo di quell’epoca è stato come oggi un perfetto gentleman e un viaggiatore e quindi pronto a vestire gli impegni di ogni giorno, dagli impegni business e travel, alle serate dalle mondane oppure informali in cui ritrova con gli amici in raffinati club.

È facile immaginarlo indossare eleganti fantasie gessato, eleganti abbinamenti spezzati e nuove reinterpretazioni degli inviti in ‘black tie’.

Un altro brand icona dell’alta eccellenza sartoriale, Kiton, fondato da Ciro Paone a Napoli e oggi guidato da Antonio De Matteis, si occupa di rinnovare la tradizione sartoriale napoletana durante questo nuovo sprint dopo il rallentamento degli ultimi due anni.

Se prima il confine tra tempo libero e formalwear era ben definito, ora i medesimi valori si applicano nelle proporzioni, nei materiali e nelle vestibilità di ogni pezzo, che sia un cappotto in preziosissimo cashmere a 8 fili, un giaccone di montone che ricorda la Irvin flying jacket dell'aviazione inglese, un piumino in lussuoso filato, oppure nelle giacche che hanno le stesse trame delle polo o delle camicie sottostanti combinate con pantaloni con la coulisse e di lana sottile fino a 12.9 micron.

Gli accessori hanno il fascino nordico, con scarpe dalle suole a carrarmato e sneakers couture con dettagli cuciti a mano.

Brioni inaugura una capsule collection made to order al femminile, clientela che guarda e richiede pezzi dal guardaroba maschile riadattati sulle proprie silhouette.

L’intero guardaroba esplora la nuova commistione fra codici della formalità insieme al leisure e allo sport per dare un prodotto urbano fresco e attuale.

Molti tessuti sono doppi, altri danno l’effetto trompe l’oeil oppure spiccano per monocromie pop, andando a rispolverare per i capi da sera, invece, pezzi archivio come la dinner jacket con collo a scialle e decori realizzati a mano con piastrine d’argento applicate.

Come sempre, il fine ultimo è quello di creare capi di impareggiabile leggerezza e comfort, dalla bellezza senza tempo, firmati dal designer director Norbert Stumpfl che conclude: «In risposta al mondo che ci circonda, esploriamo il territorio condiviso tra due universi del menswear, un tempo distinti, il formale e il casual, ispirati per questa stagione dal dipinto Allegoria dell’Aria di Bruegel Il Vecchio, in mostra presso la galleria Doria Pamphilj di Roma. Il dinamismo e la leggerezza espresse dal pittore nel catturare l’immagine dell’aria, qualcosa di intangibile ma allo stesso tempo essenziale, così come la bellissima palette utilizzata, si riflettono nella collezione».

I nuovi look di Eleventy vanno bene sia per il giorno che la sera, secondo Marco Baldassari, fondatore e direttore creativo: «Sono le vibrazioni del benessere e del bellezza quelle che ci portano nel mondo lusso autentico e rilassato, e questo è quello che desidero trasmettere nella collezione e nel vestire che deve essere un modo di essere in primis, e dei nostri valori».

La tradizione sartoriale si coniuga all’innovazione nei cappotti, nella giubbotteria e nei piumini realizzati con preziosi tessuti doppi apribili in lane superfini o cashmere oppure con nappe morbidissime.

Le giacche e gli abiti, in filato o velluto, hanno l’appeal dello chalet di montagna, dai volumi rilassati impreziositi da cuciture e dettagli realizzati a mano. Un podio speciale è dedicato alla maglieria, contemporanea e sofisticata, gonfiata da aspature, ammorbidita nei lavaggi o con scritte ricamate, da portare con i pantaloni 5 tasche o con modelli jogger e il denim, realizzati su vecchi telai a navetta.

I nuovi colori delicati, miele chiaro, azzurro cenere e verde polveroso, si aggiungono alle tonalità rubino e ai blu, testa di moro, off white e grigio cenere, propri del dna del brand.

Una collezione che merita di essere visionata per trovare quel pezzo speciale da inserire nel proprio armadio è quella disegnata da Lawrence Steele per Aspesi, una esposizione di capi dal design minimale e raffinatissimo, che combinano bellezza e funzionalità in modalità attuale.

Il tessuto, il design, le forme, possono magnificamente adattarsi a diversi generi di fruizione, sia quando serve una moderna sobrietà che per interpretare autenticamente il design contemporaneo.

La consapevolezza sta nell’esperienza condita con una gentile avversione per l’uniformità, con un tailoring orgoglioso, con la fruizione pragmatica del vestito, senza contrizioni date dai trend, dal tempo e dalle età, a sottolineare una circolarità che oggi è della massima importanza.

Le uniformi di Steele mettono al centro la persona in moda che possa vestire comoda e interpretare le infinite storie e azioni della sua giornata, sottraendo ciò che non serve ed evidenziando quanto resta.

Un nuovo inizio, una nuova storia di moda, contigua in qualche modo alla precedente, ma con un accento più forte sulla sostenibilità, sul mix dello sportwear con la sartoria, e togliendo le etichette precostituite del maschile e del femminile.

‘Her Him. Season 01.’ titola così il progetto ‘I’ di Andrea Incontri, partendo dal simbolo della lettera del cognome, simbolica di un edificio industriale, di un hub creativo, di indipendenza, individualità, istinto, di immaginifico e di interconnessione.

L’architetto, designer e imprenditore dichiara: «Apro un nuovo capitolo con questo nuovo monogram che firmerà i dettagli di prodotto e la nuova etichetta. Ho pensato di riunire i concetti di maschile e femminile in un guardaroba elastico e contemporaneo, per poter lavorare su diversi layer dove il genere viene meno e vince la spontaneità del vestire. Inoltre, l’attenzione ai materiali sostenibili mi porterà a rinunciare alla pelle animale e a tutto quello che discosta dalla moda di carattere virtuoso».

La lettera maiuscola I è anche un simbolo del cucito, una guida illuminata per poter creare un esercito libero di prodotti distintivi in grado di narrare spontaneamente chi siamo e chi vorremmo essere o non essere.

Il nuovo manifesto è fotografato da Giampaolo Sgura attraverso sette personalità scattate e riprese attentamente per scovare la verità e le emozioni di ognuno di loro, senza aggiungere nulla di più di ciò che rappresentano.

Jordan Bowen e Luca Marchetto hanno fondato quattro anni fa il marchio Jordanluca che vuole rappresentare una controcultura e un impegno verso l’artigianalità italiana ed anche inglese. Il loro processo creativo è una catarsi olistica ed istintiva che mira a studiare la forma e le sue possibilità di disegno sul corpo.

La collezione presentata esplora i rituali quotidiani, riflettendo su rabbia e fragilità, sesso e seduzione, sesso e seduzione, per creare qualcosa che parla a entrambe e in egual misura queste facce della creatività.

Silhouette languide e allungate, in particolare nelle maniche e nei pantaloni, a ricordare un volatile rock and roll pronto a spiccare il volo. I decori sono scintillanti, bijoux fisici o stampati, oppure più cruenti quando divengono punte che corrono sulle sciarpe o lungo il busto, come armi in attesa di essere sferrate, a contrasto con la morbidezza di giubbotti, capi outwear e gilet.

Su Arlene.io ci sono già alcuni NFT gratuiti accessibili dal QR code o dalla linkinbio del loro Instagram per cominciare a riunire la comunità dei fan nel mondo dei crypto wallet e della realtà aumentata.

Il designer turco-macedone Serdar Uzuntas torna a Milano Moda Uomo con una collezione ispirata alla disciplina olimpionica della scherma, in un total look che include anche sneaker croquet realizzate a mano e occhiali a tema prodotti da Loox.

«Ho desiderato portare energia, dallo sport e dai colori pieni, del giallo, del rosso, del verdone e del bianco e nero, per ricominciare questa ripresa del settore e per dare un nuovo slancio alle uniformi sport-sartoriali» racconta lo stilista.

I tessuti scuba e i dettagli sport active, declinano pezzi versatili e passepartout che si abbinano alla pelle ecosostenibile e ai tessuti sartoria.

Giacconi eleganti e dinner jacket indossate su pantaloni da schermidori come narra il video The Heart of Fencing girato coi nuovi look presso il Circolo della Spada Mangiarotti, una delle più antiche e prestigiose sale di scherma di Milano.

I tessuti utilizzati, provenienti sia dall’Italia che dalla Turchia, tra cui lane, neoprene, cotone e pelle, nuovi oppure upcycled, danno il graffio alle silhouette moderne e grintose, abbinate alle calzature realizzate dall’artigiano Elif Malkoclar nel suo omonimo atelier.

Pensati per un uomo che mixa con nonchalance elementi formali e sportivi, moderni e vintage, gli accessori di Santoni puntano sui dettagli di fattura e visivi. Fra i quali spiccano i fondi in gomma degli stivali e nelle stringate, dalle vibranti e inaspettate note di colore.

La materia prima - vitelli, suede morbidi, nabuk, tessuti in nylon e lana gommata - viene coperta da una patinata che cambia la percezione del colore in senso artistico, da sempre carattere del dna artigiano dei prodotti della maison.

Il nuovo mix fra formale e sportivo, moderno e vintage, è amplificato dai volumi audaci delle calzature urbane, da quelle di derivazione mountain e nelle sneakers, tutte identificabili per il forte senso di contatto con la natura e di libertà.

La palette accosta tonalità calde come marrone, giallo ocra e arancione a nuances più fredde come blu, verde brillante e color ghiaccio.

Andrea Incontri

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