L’Haute Couture ritrova la bellezza di un tempo
Dior (Adrien Dirand)
L’Haute Couture ritrova la bellezza di un tempo
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L’Haute Couture ritrova la bellezza di un tempo

Chi lavora nel mondo della moda ha spesso un marchio impresso dietro le sue spalle, la superficialità. Ancora oggi molti considerano gli abiti e tutti quelli che contribuiscono nella loro creazione come un qualcosa di effimero e insulso, ma chi lavora in questo settore ha ben chiaro cosa significa creare un abito. Parliamo di arte, di pensieri e di attualità.

Negli ultimi anni la moda ha cercato di mandare messaggi politici e sociali, trasformando le passerelle in appelli per il pubblico. Questa volta però Daniel Roseberry - direttore creativo di Schiaparelli - ha fatto un salto nel passato parlandoci dell’innocenza creativa: quell’istante di incredulità emeraviglia che ha definito e indirizzato il nostro percorso verso il mondo della moda, chiedendoci di lottare per non perdere mai di vista quell’innocenza e di non soccombere al deperimento del mondo.

“A volte ci mettiamo sulla difensiva quando i critici ci accusano di voler fare solo cose belle. Ma cosa c'è di male nel voler fare cose belle? La meraviglia non è l'unica componente importante della vita, ovviamente, ma è una delle sue componenti. Etra le più vitali. E realizzare cose veramente affascinanti non è poi così facile. Ma è un privilegio, di cui sono consapevole - e molto grato— ogni giorno» afferma Roseberry.

La nuova couture di Schiaparelli infatti racconta dell’innocenza creativa del designer, il tipo di moda di cui si è innamorato. Celebrando la collezione del debutto di Christian Lacroix del 1987 con silhouette a pouf, maniche a palloncino e i cappelli da matador, il designer crea 33 proposte per la sera.

Abiti sensuali dalle profonde scollature che mostrano l’ombelico, volumi esagerati e una cascata di girasoli, rosee fiori di lavanda ispirati al libro A Passion for Flowers di Caolyne Roehm che la nonna del designer teneva sul tavolino da caffè. Realizzati con seta dipinta a mano e paillettes, con pelle modellata a mano sul dorso dei cucchiai per la creazione dei petali, i fiori riempiono abiti e scollature.

I cappelli a tesa larga di Stephen Jones propongono una versione classica, abbelliti con piume e fiori di lavanda, mentre altri si presentano enormi sul capo. Con abiti di perle e velluto dall’incredibile sensualità, un paio di orecchini da cui pendevano grappoli d’uva d’oro ci riportano nel folle mondo Schiaparelli.

Schiaparelli

Un tripudio di ricami e pizzi realizzati meticolosamente da mani esperte rendono omaggio all’antica tradizione che caratterizza maison Dior. La nuova collezione couture di Maria Grazia Chiuri si ispira all’albero della vita, simbolo del legame tra culture, mitologie e tutte le forme della creazione.

Questa visione nasce dalla collaborazione con l’artista ucraina Olesia Trofymenko che ha proposto uno degli elementi più significativi del folklore della sua terra. Realizzando la scenografia chevede fare da sfondo alla passerella, l’artista ha reinterpretato l’albero della vita su ampi arazzi che ricoprono le pareti celebrando la cultura del ricamo del suo paese e generando un nuovo dialogo tra arte e artigianato.

Ricami ton sur ton e pizzi eleganti donano alla collezione un aspetto etereo e raffinato, abiti realizzati su misura che garantiscono esclusività e un’incredibile cura al dettaglio, una collezione di lusso per la quale si è disposti ad aspettare mesi pur di possederla. Toni neutri hanno dominato la palette colori che ha visto la comparsa del blu navy, del nero e di vari toni del rosso, ma è il più candido dei colori a essere il protagonista indiscusso, il bianco.Il classico

New Look vede una nuova interpretazione, questa volta data dai materiali scelti: la giacca bar presenta un tessuto effetto smock in verticale mentre la gonna ha una struttura solida grazie ai nastri che la trattengono in vita. Camice dalle maniche larghe inserite in lunghe gonne dalla vita altissima, maniche a sbuffo e polsini arricciati ci regalano frammenti di tradizioni appartenenti a varie culture.

Dior

Per la presentazione dell’haute couture di Maison Margiela il direttore creativo, John Galliano, ha pensato di creare una vera rappresentazione teatrale che vede la collaborazione della compagnia britannica Imitating the Dog.

Galliano crea un nuovo format mettendo in scena una recita con ospiti in platea al Palais de Chaillot, dove le telecamere interagiscono e trasmettono lo spettacolo al pubblico digitale.«Cinema Inferno» racconta di una tempesta di sabbia nel cuore dell’America, una storia carica di passione dall’aria gotica-western. In fuga e feriti, i protagonisti sfrecciano nel deserto dell’Arizona alla ricerca di un riparo.

La rappresentazione mette in scena l’abuso del potere patriarcale, genitoriale, legale, educativo, religioso e medico raccontandolo nei tessuti e nelle tecniche utilizzate. I capi vedono mescolare camici chirurgici e vestiti da ballo in tulle che appaiono drammaticamente tagliati e spruzzati.

Il Sand storming è il nuovo motivo della maison, una tempesta di sabbia viene sovraimpressa nelle trame dei tessuti jacquard regalando un effetto tutto nuovo. I capi Recicla - nuova iniziativa green della maison dove tessuti di altre epoche acquisiscono un nuovo volto - questa volta vengono realizzati con lenzuola e copriletti del XIX secolo.

I famosi stivali Tabi si avvicinano allo stile western sperimentando la punta lunga, borse realizzate in broccato di seta imperiale di Nanjing Yunjin e spille che campeggiano occasionalmente prendono le forme più varie, dai gatti ai cappelli fino ai distintivi da sceriffo.

La nuova couture di Kim Jones per Fendi sembra ispirarsi a una delle più famose citazione di Karl Lagerfeld «Il lusso è la comodità di una t-shirt in un vestito molto costoso». Il designer per questa collezione ha voluto unire piccoli frammenti di diverse città: Kyoto, Parigi e Roma.

I preziosi tessuti di kimono trovano un nuovo volto in lunghi abiti patchwork in seta dalle maniche lunghe che riportano allo stile architettonico di Parigi. I tessuti sono stati realizzati e decorati secondo il Kata Yuzen, un’antica tecnica di stampa e pittura a mano che viene tramandata da centinaia di anni a Kyoto.Ancora una volta il marchio dimostra le sue abilità con le pellicce, realizzando pregiati completi in Vicuna e bustini in pelle di vitello.

Le silhouette morbide si tingono dei colori chiari e accoglienti, tutte realizzate con materiali esclusivi. Morbidi completi con t-shit ricamati e long dress luminosi proposti in tre scollature. Con gli ultimi look vediamo trasparenze e brillantini giocare tra loro con abiti canotta composti da perline metalliche.

Fendi (Getty Images)

Questa volta Demna decide di mettersi al primo posto e rende la sua 51o couture una dichiarazione d’amore verso il suo lavoro e l’arte. La collezione si apre con dei futuristici look total black realizzati in neoprene giapponese e vede ancora una volta l’anonimato dei modelli che indossano caschi neri in poliuretano.

Continuando a utilizzare la tecnica dell’upcycling, Demna realizza bomber, jeans e parka dando un nuovo volto a vecchi tessuti. La musica solenne che accompagna la sfilata viene riprodotta dalle nuove speaker bag realizzate in collaborazione con l’azienda danese Bang & Olufsen.

Al susseguirsi dei modelli la sfilata acquisisce maestosità e strascichi, drappeggi e volumi caratterizzano gli ultimi istanti dello show. L’arrivo in passerella di star internazionali colpisce il segno e, oltre la presenza ormai garantita di Kim Kardashian, ha visto sfilare anche altre amiche della maison come Dua Lipa, Nicole Kidman e Naomi Campbell.

La seconda sfilata couture di Demna in Balenciaga viene chiusa con qualche difficoltà data dall’abito da sposa realizzato con 250 metri di tulle in 7.500ore, incrostato con 25 tipologie di paillettes e perline, tra cui 70.000 cristalli, 80.000 foglie d'argento e 200.000 paillettes che trova difficoltà nel passere tra le porte e superare gli ospiti.

Pierpaolo Piccioli torna dove tutto è cominciato, come quando un tempo si stringeva dietro le transenne di Piazza di Spagna per ammirare le passerelle, oggi torna davanti a quella scalinata, ma da protagonista.

«Ho intitolato la collezione The Beginning - racconta lo stilista - perché per me è come un inizio. Sono passati 23 anni da quando sono arrivato qui, la scalinata è la stessa, ma cambiano le persone, il mondo. Io invece sono rimasto e voglio continuare a essere lo stesso ragazzo che arrivava da Nettuno col treno e guardava folgorato Dalma con un abito di Valentino scendere la scalinata a Donna sotto le stelle. Stavo dietro le transenne dalla mattina. Poi dormivo alla Stazione Termini e la mattina dopo prendevo il treno e tornavo a Nettuno».

Accompagnati dalla voce dell’artista Labirinth, le creazioni di Piccioli scendono le scale di Trinità dei Monti illuminate dalla calda luce del tramonto. Già dal primo abito vediamo il designer omaggiare Valentino Garavani e le sue creazioni: prendendo ispirazione dal Fiesta, mini dress in tulle rosso risalente al 1959 realizzato nella prima collezione del marchio, Piccioli oggi crea una mini tuta in paillettes ricoperta da enormi rose rosse 3D.

Il concetto di genere non esiste nella collezione, infatti un romantico abito in chiffon giallo lime viene indossato da un uomo con lunghi capelli rosa. Piume e strass ormai insostituibili arricchiscono lunghi abiti da sera. Oltre al rosso, il designer ancora una volta ha sperimentato ogni nuance per esprimere al meglio la bellezza, la creatività e la vitalità. Il pink Valentino infatti ha dominato il red carpet, mentre la passerella tocca sfumature del verde, del blu, dell’arancio e del viola, senza dimenticare l’essenziale black&white.

Valentino

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