Dalla suola verde al Club. Cuoio di Toscana è protagonista a Pitti Uomo
Filippo Magnini e Antonio Quirici
Dalla suola verde al Club. Cuoio di Toscana è protagonista a Pitti Uomo
Moda

Dalla suola verde al Club. Cuoio di Toscana è protagonista a Pitti Uomo

Cuoio di Toscana - il consorzio conciario presieduto da Antonio Quirici - ha inaugurato, durante la seconda giornata di Pitti Uomo, il suo club dedicato agli «amanti». Amanti della bellezza, della tradizione, dell’artigianato e della sostenibilità; i valori che da 38 anni accompagnano questo brand, eccellenza del cuoio made in Italy.

Cuoio di Toscana è infatti una risorsa unica e 100% naturale che dal 1985 lavora le sue pelli con concia vegetale lenta in vasca. Un procedimento basato sull’uso degli estratti naturali, i tannini di castagno, mimosa e quebracho. Il marchio, portavoce nel mondo di uno dei distretti leader della concia, da anni si impegna a supporto dei nuovi talenti della moda. Solo lo scorso anno, Cuoio di Toscana ha infatti lanciato una capsule collection con la giovane promessa Thebe Magugu, creativo di origine africana, mentre quest’anno è stata la volta di Martine Rose, Guest designer della 103esima edizione di Pitti Uomo.

Le sue scarpe dalla caratteristica «suola verde» sono un dettaglio d stile che si candida a diventare vero a proprio strumento di tracciabilità che certifica non solo una scelta consapevole tutta Italiana ma l'emblema del valore della tradizione artigianale e del rispetto per l’ambiente. «La suola verde è il nostro simbolo: dalla natura per la natura, essenza dei valori di Cuoio di Toscana come il lusso, l'esclusività e la sostenibilità. Nasce proprio da qui la scelta di questo colore che racchiude l'essenza delle foglie dei tannini da cui prende vita» ha spiegato il presidente del consorzio Antonio Quirici.

Nell’incantevole cornice di Palazzo Strozzi - sede del Club x Lovers - mentre gli ospiti si facevano coinvolgere tra esperienze olfattive (grazie alla co-lab con Parfumèide), uditive (grazie al dj e produttore Marvely) e di gusto (grazie allo chef Cristiano Tomei che ha preparato uno showcooking con risotto alla mimosa servito su corteccia di castagno e i mixologist di Tripstillery), Quirici ha raccontato a Panorama.it i suoi progetti per il brand.

Sostenibilità. Una parola importante per Cuoio di Toscana, cosa significa per voi?

Noi ci occupiamo da sempre di sostenibilità, e oggi il nostro impegno è stato anche certificato. Il nostro dna è al 100% ecosostenibile. L’obiettivo di Cuoio di Toscana è quello di farsi garante sia verso le griffe internazionali che utilizzano le nostre produzioni, sia nei confronti del consumatore finale. Ad esempio, nessun animale viene ucciso al solo scopo di utilizzarne la pelle. Il nostro pellame proviene infastida allevamenti non intensivi che usano metodi di macellazione cruelty free.

Pitti Uomo è stato teatro dell’inaugurazione del vostro club. Come nasce questo progetto?

Le pareti del locale e il bancone sono in cuoio per mostrare un altro lato di Cuoio di Toscana, oltre le scarpe. Il cuoio può infatti essere utilizzato anche per arredare la propria casa o uno spazio comune. Stiamo già pensando a nuove aperture in altre location per tutti gli appassionati del cuoio nel mondo.

Da sempre Cuoio di Toscana è al fianco di nuovi talenti. Come nascono queste sinergie?

Con Martine Rose abbiamo dato vita a una capsule collection di calzature che accompagneranno i suoi capi durante la sfilata qui a Pitti. Ci piace collaborare con nuovi talenti, fornendo a loro gli strumenti per dare vita alla loro visione. Tutti i capi nati dalle nostre partnership possono essere acquistati in esclusiva sul nostro e-commerce.

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