Nel futuro della moda uomo, i giganti dello streetstyle
Gucci x The North Face
Nel futuro della moda uomo, i giganti dello streetstyle
Moda

Nel futuro della moda uomo, i giganti dello streetstyle

«Era tutto più semplice quando bastava prendere una giacca, una camicia e una cravatta dall'armadio». Il mondo è cambiato e così anche la moda. A raccontarlo è Larry Rosen, presidente della Harry Rosen Inc, una delle catene di negozi di abbigliamento maschile di lusso più popolari in Canada. Complice lo smart working, il mercato della moda maschile si sta evolvendo, diventando sempre più casual. «Gli uomini di oggi arrivano a spendere 4.000 dollari per vestirsi come se stessero andando a giocare a golf». Le felpe hanno così sostituito le giacche doppiopetto e le sneaker o la scarpe col carrarmato hanno rimpiazzato le classiche stringate.

E i maggiori player della moda si stanno adattando a questo nuovo mondo. Ne è un esempio la recentemente annunciata partnership tra Gucci e The North Face. Una collezione esclusiva che vuole celebrare l'esplorazione e il rapporto dell'uomo con la natura. The North Face è infatti famosa per i suoi articoli pensati per chi ricerca l'avventura e il suo impegno per offrire l'attrezzatura più all'avanguardia. Mission che condivide con la maison Gucci che attraverso le proprie collezioni consente alle persone di esaltare ed esprimere il proprio carattere e la propria personalità, in sintonia con la visione di Alessandro Michele che considera la moda come strumento di libertà.

La collezione include capi di abbigliamento, accessori, valigeria e calzature oltre ad articoli più insoliti legati al mondo outdoor di The North Face, come tende da campeggio e sacchi a pelo. Tutti gli articoli da viaggio sono stati prodotti in Econyl, un tessuto di nylon proveniente da materiali rigenerati (reti da pesca, tappeti e altri scarti di lavorazione).

Un altro evento significativo nell'ultimo mese è stato l'acquisizione da parte del gruppo Moncler di Stone Island. L'obiettivo dell'unione, ha spiegato Remo Ruffini, è «proporre alle nuove generazioni un nuovo concetto di lusso, lontano dai canoni tradizionali in cui i giovani non si riconoscono più».

Una ripartenza insomma o un «reset» così come Ermenegildo Zegna definisce la sua nuova sfilata, in programma per la prossima Settimana della moda milanese. Il presidente di Altagamma, Matteo Lunelli, ha dichiarato durante l'ultimo Osservatorio Altagamma che «il 2021 sarà l'anno della ripresa, con una crescita a doppia cifra in tutti i comparti, mediamente del 14% con il consolidamento del retail digitale (+22%)».

Lunelli continua sottolineando come «la reattività delle imprese ai grandi cambiamenti in atto sarà cruciale. Ciò richiede maggiori investimenti e un contesto che li incentivi con investimenti pubblici in ricerca, formazione, digitalizzazione, green transition».

Su questa linea si sviluppa il brand made in Italy Falconeri. Un cashmere democratico da utilizzare in ogni occasione. Falconeri dice no al fast fashion ma immagina capi che siano senza tempo e che possano accompagnare i clienti in un viaggio per esplorare «l'idea del lusso». La sfida del brand è da sempre quella di veicolare un messaggio forte e ben definito secondo il quale il prezzo non è necessariamente proporzionale al valore del capo. Così anche il cashmere diventa accessibile grazie a una politica di prezzo democratica che non prescinde mai dall'altissima qualità di materie prime e lavorazione made in Italy.

La ripartenza inizia anche dal fare network. Lo sanno bene le 30 boutique italiane che si sono riunite nell'associazione Histores. L'idea nata da Marco Inzerillo e Pietro Pasquale parte da un'idea semplice: «C'è bisogno di qualcosa di nuovo, un network che porti entusiasmo ed energia». I negozi associati si sostengono attraverso il confronto tra i soci e il dialogo/collaborazione con le aziende fornitrici, creando una rete di scambio che miri alla crescita aziendale. È un nuovo modus operandi, di cesura con il passato; si scoprono le carte per ricostruire un modo di vedere il nostro mondo con occhi consapevoli, pronti a cogliere le nuove opportunità presenti sul mercato con tenacia e determinatezza.

Onitsuka Tiger x Brian Kenny

Apre a Milano il primo punto vendita italiano dedicato a Onitsuka Tiger, il brand giapponese fondato nel 1949 da Kihchiro Onitsuka. Uno spazio di oltre 220 metri quadrati in corso Como denominato «Brand Theatre». Il negozio presenta infatti un concept tutto nuovo ideato dal direttore creativo del marchio Andrea Pompilio che ha scelto di dividere lo spazio in tre sale principali: Laboratorio, Japanese Black Lacquer Box e Galleria.

Il primo spazio - grigio e silenzioso - si ispira proprio a un laboratorio e mira a essere «un luogo di ricerca e riflessione su come creare nuovi oggetti». L'area successiva esprime, invece, l'animo giapponese reinterpretato da Pompilio e sembra una scatola di lacca nera, con interni ricchi e lucenti. Nella Galleria, infine, predomina il colore iconico del marchio, il giallo Tai-Chi indossato da Uma Thurman in Kill Bill.

L'opening è accompagnato dal lancio di una capsule collection creata dall'artista newyorkese Brian Kenny, insieme a t-shirt e shorts in edizione limitata.

Fear of God x Zegna

Ha fatto il suo debutto a Parigi la collezione disegnata a quattro mani da Alessandro Sartori e Jerry Lorenzo. Il marchio di streetstyle Fear of God incontra così uno dei pilastri del lusso made in Italy - Ermenegildo Zegna - tra sartoria impeccabile e materiali pregiati e fit morbidi ed essenziali.

«Io disegno menswear, tenendo sempre a mente le donne: amo molto il loro modo di indossare capi maschili. E sono sempre stato attratto dagli abiti di Ermenegildo Zegna: credo che questo progetto darà l'opportunità ai miei clienti di sperimentare una sartorialità 'cucita' con libertà, che anche il pubblico di Zegna potrà vivere» ha commentato Lorenzo.

Prada x Adidas

Adidas e Prada rinnovano la loro collaborazione dopo un anno di successi con la nuova calzatura A+P Luna Rossa 21 per il team Luna Rossa Prada Pirelli. Realizzata per la vela, la calzature A+P Luna Rossa 21 prende ispirazione dal design della nuova imbarcazione AC75 Luna Rossa e dalle iconiche sneaker Prada e adidas del passato.

La silhouette, dall'aspetto elegante e leggero, è la celebrazione di un patrimonio condiviso di eccellenza sportiva ed è progettata per essere un'estensione del corpo dell'atleta, offrendo una stabilità flessibile pari a quella che si avrebbe a piedi scalzi. Le sneaker saranno indossate in gara dal team Luna Rossa Prada Pirelli, mentre una versione lifestyle sarà disponibile per il consumatore. A dimostrazione dell'impegno dei due marchi verso l'innovazione e la sostenibilità, A+P Luna Rossa 21 segna un passo avanti a favore della tutela dell'ambiente.

La tomaia è composta da "Prime Green", una serie di materiali riciclati ad alte prestazioni e da un rivestimento esterno in E-TPU idrofobico, che fornisce un supporto flessibile e traspirante e impedisce all'acqua di penetrare all'interno della scarpa.

Dior x Air Jordan 1

La scarpa più desiderata del 2020 si veste Dior. La Dior x Air Jordan 1 è una scarpa molto diversa rispetto alle solite Jordan.

Il primo elemento distintivo riguarda la produzione, completamente italiana; il secondo è nella rivisitazione del branding dei due marchi visibile, per esempio, nella parte superiore bianca e grigia della sneaker dove l'iconico baffo appare insieme alla scritta AIR DIOR che di lato sovrasta il mitico pallone con le ali di Jordan; mentre la terza e più evidente differenza sta nel marchio Dior che può essere letto innumerevolmente volte all'interno dell'immancabile e «sacro» swoosh, il simbolo distintivo di una Nike.

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