A distanza di ormai due mesi dall’incendio di Crans-Montana, il governo della Svizzera ha annunciato ieri un contributo di solidarietà pari a 50.000 franchi svizzeri a ogni famiglia delle vittime e dei feriti gravi della tragedia di Capodanno.
Il contributo di solidarietà
Il Consiglio federale svizzero ha spiegato che il contributo pari a circa 54.575 euro ha l’obiettivo di «sostenere le vittime e i congiunti in modo rapido e semplice sul piano amministrativo, aiutarli a superare difficoltà finanziarie nell’immediato e sgravarli nel breve periodo». La somma si aggiunge all’aiuto di 10.000 franchi per ogni vittima del rogo. Secondo Berna, la decisione è la dimostrazione della vicinanza da parte dello Stato svizzero alle vittime. E per far sì che lo stanziamento arrivi alle famiglie il più velocemente possibile, l’esecutivo ha chiesto al Parlamento di dichiarare urgente la nuova legge federale.
La tavola rotonda
Tra gli annunci, anche quello di istituire una tavola rotonda per aiutare le vittime, le famiglie, le assicurazioni e le autorità a raggiungere soluzioni stragiudiziali ed evitare così le lunghe battaglie legali. A tal proposito, il Consiglio federale può contribuire con un massimo di 20 milioni di franchi a potenziali accordi. Ma il sostegno si estende anche ai Cantoni: visto che le vittime e i congiunti hanno diritto alle prestazioni dei consultori cantonali, il Consiglio federale ha suggerito che la Confederazione sostenga parte delle spese straordinarie con 8,5 milioni di franchi.
La fondazione Beloved
In questi giorni è stato anche annunciato ufficialmente il presidente della fondazione Beloved, nata dopo la tragedia di Crans-Montana. A presiederla sarà infatti l’ex consigliera federale Doris Leuthard. Il consiglio conta poi nove membri che, secondo il comunicato del Cantone, sarebbero «personalità riconosciute per la loro competenza e il loro impegno, in particolare nei settori della medicina, dell’assistenza alle vittime e del sostegno». Tuttavia, se tra i membri è presente un delegato delle famiglie delle vittime francesi, per quanto riguarda la presenza italiana non è ancora stato nominato un delegato. Beloved avrà una dotazione iniziale di un milione di franchi, ma le promesse di donazioni hanno raggiunto i 17 milioni. Lo scopo è «fornire sostegno finanziario agli aventi diritto delle persone decedute, a tutte le persone ferite, ai loro familiari direttamente colpiti, nonché agli operatori direttamente coinvolti nella gestione dell’incendio o nella cura delle vittime, indipendentemente dal loro luogo di residenza».
Elsa torna in Italia
Nell’ultimo bilancio del 23 febbraio risulta che nelle strutture ospedaliere ci sono ancora 58 giovani: 21 sono in cura negli ospedali svizzeri, 28 all’estero, mentre nove si trovano nelle cliniche di riabilitazione. E dopo quasi due mesi trascorsi nell’ospedale di Zurigo, la quindicenne Elsa, originaria di Biella, tornerà in Italia. Nelle prossime ore è già attesa al Cto di Torino per continuare le cure. La giovane studentessa, che ha ustioni sul 60% del corpo, è uscita dal coma dopo 22 giorni e ora «le condizioni sono stabili». A comunicarlo sono stati i genitori, che hanno aggiunto: «Elsa è felice di tornare in Italia».
