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Windows 10, le 10 cose da sapere

Impronta, iride e volto come password. Assistente vocale e app universali. Le novità del sistema operativo Microsoft, tra evoluzioni e ritorni al passato

È un parto di massa, quasi un’opera collettiva. Sono stati cinque milioni gli utenti sparsi in tutto il mondo che negli ultimi mesi hanno voluto provare in anteprima e, con i loro costanti feedback, hanno contribuito a migliorare Windows 10, disponibile nella versione definitiva a partire dal prossimo 29 luglio.

Anche Panorama si è unito a questo gigantesco esperimento globale di democrazia informatica e può raccontare come il nuovo sistema operativo della Microsoft migliorerà e renderà più semplici le nostre vite digitali. A costo zero, almeno per chi già utilizza Windows 7 o 8.1: «Basta effettuare l’aggiornamento entro un anno» chiarisce Evita Barra, direttore della divisione Windows di Microsoft Italia. «A quel punto» aggiunge «resterà gratis a vita». Superata quest’ampia finestra temporale, o da subito se non si è mai passati alle versioni 7 o 8.1 del software, è necessario acquistare una licenza dal prezzo comunque contenuto: da circa 100 euro in su.

Il software sarà scaricabile in maniera graduale (gli utenti abilitati al download riceveranno una notifica sui loro schermi), per evitare di intasare i server e scatenare frustranti attese. In prospettiva, il programma sarà presente su circa 1 miliardo di dispositivi entro i prossimi tre anni: computer, tablet, smartphone e non solo; oggetti collegati a una tastiera e a un mouse oppure completamente touch; gadget per uso personale o professionale. È evidente che Windows 10 entrerà a far parte del nostro quotidiano. Ecco un primo sguardo molto pratico, per punti, per cominciare a conoscerlo.

La password sei tu

Oggi la scelta è tra chiavi banalissime e combinazioni di caratteri inespugnabili ma astruse: le dimentichiamo un secondo dopo averle impostate. Windows 10 risolve il problema con «Hello»: non un cordiale cenno di benvenuto, ma un meccanismo che riconosce il nostro volto, l’iride o l’impronta digitale spalancando l’accesso ai dispositivi. Microsoft è da tempo al lavoro con partner come Intel e presto ogni hardware sarà equipaggiato con sensori e videocamere che cancelleranno per sempre l’incombenza delle password. Alzando, in parallelo, il livello di sicurezza: si può rubare un codice, non un dito o un occhio.

L'assistente factotum

Non siamo mai soli durante l’uso di Windows 10. Accanto a noi c’è Cortana, la risposta di Microsoft a Siri della Apple, un’alleata digitale intelligente in grado di rispondere alle domande che le poniamo a voce e di imparare a conoscerci giorno dopo giorno. «Memorizza» spiega Barra «i contatti frequenti, i tragitti ricorrenti, gli appuntamenti. Così non solo ci ricorda un incontro, ma ci consiglia di uscire prima se sul percorso c’è traffico». Diciamolo per esperienza diretta: capita di trovarsi a disagio a conversare con il computer o con il tablet. Niente paura: Cortana può essere interrogata tramite la tastiera. È a prova di timidi.

Il browser interattivo

Internet Explorer non è morto, resterà almeno per un po’ a bordo di Windows 10, ma Microsoft punta forte su una novità: Edge. È un programma per visualizzare i siti web senza il disturbo di tasti, opzioni e mille menu che sacrificano l’area di lettura. Sobrietà e pulizia dunque, ma anche una forte impronta social: se abbiamo davanti un dispositivo con uno schermo touch, possiamo usare un pennino o le dita per evidenziare una porzione della pagina, cerchiare un dato o un’immagine, aggiungere note e appunti. E condividere tutto con i nostri contatti. Una funzione utile sul lavoro e divertente se si desidera richiamare l’attenzione di un amico su un dettaglio scovato in rete.

Il meglio dal passato

Con Windows 10 Microsoft guarda avanti ma non dimentica, in parallelo, la tradizione. Recupera il tasto «Start», soppresso in edizioni precedenti del sistema operativo e qui di nuovo presente, rivisto, migliorato. Con un clic abbiamo a portata di mouse o di dito le applicazioni che utilizziamo di frequente. Possiamo decidere quanto spazio concedere loro sul display: giusto un quadratino o una porzione generosa dello schermo, così da mantenere sotto il naso le principali. Di più: le icone parlano, ci dicono subito quanti messaggi di posta elettronica o sms non abbiamo ancora letto o qual è la temperatura in città.

L'ipermercato delle app

Il negozio dei programmi è stato unificato. Il «Windows Store», il bazar di applicazioni, giochi e dintorni, è identico per il mondo fisso e quello mobile. Qui, in vetrina, trovano spazio le «universal app»: software che funzionano con interfacce analoghe su computer fissi e portatili, tablet e smartphone. Il principale è il pacchetto Office, affiancato da mappe, utility per le foto, i video, la musica. E grazie al cloud i contenuti sono disponibili dappertutto. Non solo: se si modifica un file su un dispositivo, l’ultima versione sarà in automatico aggiornata non appena lo si richiama su un altro.

Un volto solo

«Windows 10 è una piattaforma unica, che prescinde dal dispositivo che si utilizza» rimarca Barra. In generale, se oggi siamo abituati a esperienze d’uso parecchio diverse tra loro su smartphone, tablet e pc, qui troviamo tantissimi punti di contatto. Le somiglianze nel funzionamento, nell’interazione con i nostri gadget tecnologici, sono maggiori delle differenze. Presa confidenza con uno, siamo già abili a manovrare gli altri. «Vogliamo garantire» aggiunge Barra «un approccio naturale, semplice, innovativo». Un esempio? Se apriamo un filmato o una presentazione, il player resta il medesimo ovunque. Ovvio che il contenuto si adatta alle dimensioni e all’orientamento dello schermo.

Ordine e produttività

È tramontato il tempo in cui si lavorava con un programma alla volta. Ne usiamo come minimo due: tipicamente, un editor di testi e il browser o il lettore Pdf (o entrambi, insieme) da cui peschiamo informazioni utili. E potrebbe farci comodo avere accesso immediato a un servizio musicale o a un file Excel. Su Windows 10 ecco la funzione «Snap», che affianca in automatico fino a quattro applicazioni e riadatta da sola la dimensione di quelle che restano aperte se ne riduciamo una a icona. Possiamo anche impostare più desktop, più scrivanie parallele: per il lavoro, il divertimento, i bambini. Il passaggio da una all’altra è immediato.

La sicurezza di serie

Oltre al riconoscimento di volto e impronte digitali, Windows 10 include «Defender», un antivirus che agisce in silenzio, protegge gratuitamente i dispositivi e si aggiorna in automatico. Non è l’unica accortezza pensata da Microsoft per tutelare la privacy dei suoi utenti: «Servizi evoluti come Cortana» ricorda Barra «possono sì memorizzare le nostre abitudini per funzionare meglio, ma è facilissimo cancellare elementi che non gradiamo siano conservati nella sua memoria. Per esempio, il fatto che ogni giorno, alla stessa ora, giochiamo a lungo con una app sul telefonino».

Tanti altri schermi

Accanto a tablet, smartphone e pc, Windows 10 flirta con Xbox, la console di casa Microsoft. Possiamo fare lo streaming dei videogame dal salotto e continuare a giocare su un altro dispositivo dal bagno, dalla cucina, dalla camera da letto. O condividere le partite con gli amici e guardare in diretta i loro progressi. Il sistema operativo sarà compatibile con Rift, il casco per la realtà virtuale firmato Oculus Vr, atteso per inizio 2016. Inoltre, sarà il cuore delle HoloLens, gli occhiali sviluppati da Redmond che spalancheranno le porte alla più attesa rivoluzione tecnologica degli ultimi anni: porteranno gli ologrammi, frammenti di bit, di mondo digitale, nel nostro universo quotidiano.

Benvenuta ubiquità

Infine, il sistema operativo può funzionare senza vivere in uno schermo. Sarà il motore invisibile di tanti oggetti connessi, da grossi elettrodomestici come il frigorifero o il condizionatore a sensori minuscoli. Tutti trasmetteranno le loro informazioni direttamente al cloud; noi potremo comandarli dal telefonino o dal pc, oppure lasciare che si gestiscano da soli, trovando in base ai dati che raccolgono e condividono le impostazioni ottimali per svolgere al meglio i loro compiti. «D’altronde» conclude Barra «Windows 10 è un linguaggio universale. Anche le cose potranno parlarlo».

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